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Un blog creato da Virplatonicus il 19/06/2006

Smisurata preghiera

Vita di un aspirante filosofo, disputazioni e dialoghi, alla ricerca costante di verità e virtù, viaggiando in direzione ostinata e contraria

 
 

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What a dream I had
Pressed in organdy
Clothed in crinoline
Of smoky burgundy
Softer than the rain

I wandered empty streets
Down past the shop displays
I heard cathedral bells
Tripping down the alleyways
As I walked on

And when you ran to me
Your cheeks flushed with the night
We walked on frosted fields
Of juniper and lamplight
I held your hand

And when I woke
And felt you warm and near
I kissed your honey hair
With my grateful tears
Oh I love you girl
Oh I love you

Simon & Garfunkel

 

 

« Il cielo stellato sopra ...Da ascoltare »

Dalla parte degli eunuchi

Post n°64 pubblicato il 15 Febbraio 2007 da Virplatonicus
 

immagineHo intenzione di far rabbrividire tutti gli uomini che leggeranno questo post. I sessi, dice Platone, erano tre: uomo, donna, e androgino. Platone calca poi la mano, descrivendoli in modo decisamente fantasioso, ma io voglio riportare il tutto a dimensioni più reali: in una parola, voglio attualizzare questo mito.

I sessi oggi sono due: maschio e femmina. Bene. In teoria, un uomo (inteso come essere umano) dovrebbe riconoscersi in uno dei due. Dovrebbe assumere le caratteristiche di uno dei due sessi. Ma io vi dico che c'è una terza via (concedetemi il tono profetico, è un tema che mi sta molto a cuore), ed è una via che pochi conoscono, che pochi prendono in considerazione. La via che ogni maschio biasima e ogni donna, credo, guardi con smarrimento: la via dell'eunuco. Esatto, il castrato. Spezziamo una lancia in loro favore, sono degnissimi di essere quelli che sono.

Ma cosa è poi un eunuco? Non è forse qualcuno che era insoddisfatto, e che è poi andato oltre il maschio e la femmina, li ha superati, e volge poi lo sguardo a quello che ha lasciato? Non è forse un maschio che ha scelto di togliere tutto ciò che di negativo c'è nella sua mascolinità? Non è forse questo? O vogliamo ancora considerarlo come una sciocca femminuccia senza palle? Se volete, consideriamola così, ma io credo che un eunuco castratosi di sua spontanea volontà sia molto pià contento di quello che ha trovato rispetto a quello che ha perso?
Cosa ha trovato, dite? La facoltà di essere sé, di dominare sé, di ricercare serenamente la tranquillità dell'animo senza doversi preoccupare delle pulsioni del mondo sensibile.

E sì, consideriamoli alla stregua di quel che sono, questi eunuchi. Sempre se sono eunuchi di loro spontanea volontà, e non castrati controvoglia. Trattiamoli bene. Consideriamoli veri esseri umani, che osano spingersi al di là dell'uomo e della donna.

 
 
 
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SMISURATA PREGHIERA (DA “ANIME SALVE”, 1996)

Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità

Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie

Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità

per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere

Fabrizio Dé André

 

SHIVA

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SOCRATE

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PLATONE ED ARISTOTELE

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BUDDHA

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DORME, DORME PLACIDO SULLA COLLINA

“… E dov’è Jones, quel vecchio suonatore
che giocò con la vita per tutti i suoi novant’anni,
affrontando la tormenta a petto nudo,
bevendo e facendo chiasso,
senza mai un pensiero né a moglie, né a parenti,
non al denaro, non all'amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia ancora delle porcate di tanti anni fa
delle corse bel boschetto di Clary
di ciò che Abe Lincoln disse una volta a Springfield

(da “La Collina” di E.L. Masters)

 
 
 
 

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