Creato da Ivano1964 il 04/08/2008

Ciclismo e non solo

la bici è libertà !!

 

 

55 ANNI D'AMORE

Post n°57 pubblicato il 07 Ottobre 2011 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

‎55 Anni....i miei si amano da 55 anni....ho sempre ammirato i modi gentili di Mia Madre, la dolcezza con cui si è sempre presa cura di Mio Padre (e di noi)...ho sempre ammirato Mio Padre, gran lavoratore, carattere forte con un cuore immenso...INSIEME hanno superato tempeste, dubbi, crisi, con i loro valori ci hanno cresciuto, con i loro esempi ci hanno educato, quello che io e Bruna abbiamo, qello che siamo lo dobbiamo a loro, al loro amore...55 anni..55 anni nella buona e nella cattiva sorte 55 anni d'amore.....grazie di tutto....vi ammiro

 
 
 

SEPARAZIONE

Post n°56 pubblicato il 22 Settembre 2009 da Ivano1964

Premetto che questo post non c'entra nulla con il ciclismo lo sport ect ect...

è devastante essere trattati come l'ultimo dei bastardi, dei criminali, dalla persona con cui hai vissuto 15 anni, condividendo tutto, gioie, dolori, è devastante assistere al fallimento del proprio matrimonio, solo perchè ai "sacrifici" (se avere una famiglia stupenda, un marito sempre presente, dei figli che ti adorano, una vita agiata, si può definire sacrificio) si preferiscono i divertimenti, le avventure, i consigli delle "amiche" la libertà........... è triste essere accusato, della situazione che si è creata, non riconoscendo che in fondo tutto è frutto delle sue decisioni, dei suoi comportamenti.......... ma in fondo è facile scaricare le proprie colpe sulle spalle degli altri senza prendersi le proprie responsabilità.... è facile.... ti fà sentire meglio.... ti da la possibilità di tornare ai tuoi "divertimenti" senza troppi pensieri.... è facile.......

 
 
 

Polemica.......

Post n°55 pubblicato il 01 Giugno 2009 da Ivano1964

Dopo gli onori a Menchov, una tirata d'orecchie a tutti i partecipanti del Giro, avete "scioperato" a Milano lamentandovi di un percorso "brutto e pericoloso" per poi correre 15 km fra transenne e sanpietrini.....sotto la pioggia....

Ma allora, era veramente necessario comportarsi così a Milano, deludendo le migliaia di tifosi ????Caduta

 
 
 

Giro del Centenario

Post n°54 pubblicato il 01 Giugno 2009 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

Onore a Menchov !!!!

 
 
 

Si Ricomincia !!

Post n°53 pubblicato il 27 Gennaio 2009 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

Rieccomi..... 2^ uscita stagionale con la squadra, partenza ore 08.30.... il cielo è nuvoloso ma la temperatura tutto sommato non è male, siamo in 5, cerco di pedalare in agilità, ma il lavoro in palestra non me lo consente, riesco a malapena a tenere le 100 rpm, ci dirigiamo verso il lago di Garda, percorrendo strade secondarie (che sembrano trincee a causa delle buche disseminate) Brescia, Castenedolo, Bedizzole, i km passano veloci, (i miei compagni sono già in forma !!!) Soiano, il percorso comincia ad essere "Mosso", ecco le prime schermaglie, decido di nn stare a guardare e al primo "Strappo" decido di partire.... 39x25 agilità .............li stacco...... ragazzi fortunatamente si trattava di uno strappo altrimenti mi sarei "piantato"............Si fà rotta verso casa, la fatica comincia a farsi sentire...alla fine il contakm conterà 100 km le calorie consumate 2730..........


 

 
 
 

Dolce & Gabbana

Post n°52 pubblicato il 23 Dicembre 2008 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

"E' una sfida fantastica questa di Armstrong — commenta Gabbana —. Dopo aver battuto il cancro ora pedala contro il passare del tempo; trovo che sia una spinta ipermotivante. Confesso che mi piacerebbe vederlo nella nostra maglia rosa". Dolce ha un'opinione quasi metafisica del simbolo del primato: "E' qualcosa di unico, perché di solito chi vince una gara sportiva riceve una coppa. Un oggetto: si prende, si solleva, si posa, si va. La maglia rosa invece l'indossi, la bagni col sudore che hai speso per conquistarla o per difenderla, e una volta che l'hai fatto è qualcosa di originale, di assolutamente tuo

MI TROVO PERFETTEMANTE D'ACCORDO CON IL SUO PENSIERO

 
 
 

LA FIAMMA ROSSA

Post n°51 pubblicato il 17 Dicembre 2008 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

 Il Tour de France comincia sabato, Gianni Mura parte lunedì. Non due giorni dopo, ma cinque prima. S’incontra con il Carletto, che è Carletto e basta, anche se di cognome fa Pierelli, che con quel piede di velluto lì pilota la macchina come se cullasse un infante. Carica la Troia, affettuoso nomignolo regalato a qualsiasi vettura designata al loro trasporto, e che speriamo sia il diminutivo non di "Porca T." ma di "Cavallo di", nel senso che i due compari ci ficcano dentro di tutto, guide manuali mappe valigie nonché cd di Paolo Conte e Giovanna Marini perché sono la passione di Mura e dunque anche del Carletto, e ancora cd di Edith Piaf e Jacques Brel per fare un po’ di Francia. Infine comincia un viaggio nel viaggio, un viaggio di avvicinamento al Tour e allontanamento da Milano, un viaggio di ambientamento e, diciamo così, di villeggiatura. Poi la coppia Mura-Pierelli improvvisa: come vecchi chansonnier, come autentici griot, come stagionati jazzmen, come eterni viaggiatori. Qualcosa si prenota, magari a metà strada fra un arrivo e una partenza; qualcosa si trova, perché la strada è una minera; qualcosa si studia, si riceve, s’intuisce; e da qualcuno si torna, perché l'avventura è l'avventura, ma di qualche certezza, a questo mondo, e anche al Tour, bisogna pur vivere. Trenta giorni, fra andata, Grande Boucle e ritorno, passano così: vivendo, scrivendo, guidando, a ciascuno il suo. Il suo di Gianni Mura è un pezzo al dì: lungo, un centinaio di righe quando agli altri ormai ne spacciano uno di 60 definendolo come di ampio respiro, che non vuole dire niente, ma tant’è.
PASTAMATIC - In questo centinaio lui fa un’operazione che classifica come pastamatic, e dentro ci centrifuga un po’ di tutto, dal ciclismo all'enogastronomia, da intrighi di corte a imbrogli di doping, da viali con platani a macchie di lavanda, da fossili e pantadattili (Pantani) a grifagni (Abdujaparov). E’ l’unico, Mura, a battere ancora a macchina, con una Olivetti da modernariato. E’ rimasto anche l’unico, Mura, a fumare. Così, per ballare liberamente il suo tip tap, per polverizzare tranquillamente le sue sigarette, e per respirare aria di festa mentre gli altri si sciolgono nel microclima caldo-umido di un tendone che appiattisce 1500 inviati da tutto il mondo, Mura compone, con gesto plateale ma mai esibizionista estrae i fogli mentre gli altri arrancano ancora sulle notizie o s’interrogano su un congiuntivo o si macerano dietro a una teoria, infine telefona e detta. E alla faccia delle nuove tecnologie, sarà come sarà, i suoi pezzi entrano in pagina prima di tutti gli altri. Non solo. Con una notizia, un dettaglio, un particolare, una storia sempre in più, mai in meno.
"La fiamma rossa" è una specie di "greatest hits", il meglio, una collezione di pezzi - uno più ricco dell’altro - scritti prima per "La Gazzetta dello Sport" e poi per "la Repubblica". Massimo comune divisore: il Tour. Pezzi fine anni Sessanta scritti quando Mura faceva il galoppino per la Rosea: c’era il tecnico, che sapeva di tecnica e tattica; c’era il colorista, che scriveva del mondo; e c’era il galoppino, che faceva tutto il resto. Zero telefonini, neanche il fax, si beccava una linea e la si difendeva fino ad aver dettato tutto, anche a braccio. Poi pezzi dal 1991 in poi: inutile cercare di convincere il maestro Mario Fossati a tornare sulla strada, lui spiegò benissimo il suo punto di vista: "Che ciclismo è con quei colleghi che bevono Coca Cola". Neanche bisogno del punto interrogativo.
LETTERA 32 - Dentro, appunto, operazione pastamatic. Pescando a caso: "Si va all’antica. Fino a ieri ero l’unico a scrivere a macchina, adesso sono l’unico a scrivere a mano. Non è che ci tenga a segnalarmi, è che nella notte di Liegi ci hanno forzato l’auto e rubato quasi tutto. Passi per camicie, maglioni e scarpe, si ricomprano. Passi un po’ meno per un borsone di libri e uno di cd, capisco ancora la Piaf e Jean Ferret, ma non so quale mercato possano avere le canzoni di Arigliano, Murolo, Pietrangeli e Gardel. E perdere un caro ferrovecchio come la mia Olivetti Lettera 32 è una brutta botta. Aveva 37 anni, come Dierckxsens". "Brera lo diceva già molti anni fa: a forza di gonfiare il normale rendendolo eccezionale, finiranno per non riconoscere l’eccezionale e lo appiattiranno a normale". "Annesso alla sala stampa c’è un capannone con un buffet che andrebbe benissimo se piovesse: prosciutti, formaggi, ciccioli di maiale e d’oca, a malincuore scartati per legittima difesa". "Ci sono momenti in cui ogni scatto si porta dietro l’anima e i polmoni, tanto più in questa pietraia". "Fermo restando che Marco Pantani originario di Sarsina, il paese di Plauto, non è un ciclista. E’ un cuore in bicicletta. Più si sale e ci si avvicina al cielo, più questo cuore batte, ribatte, combatte. E abbatte Ullrich". E a proposito di Pantani, e di molti, troppi altri: come faccia a emozionarsi ancora Mura, dopo tutto quello che è successo al ciclismo, non è un mistero: "E’ avventura, è una buona occasione per scrivere e raccontare, è ancora un mondo umano e ragionevole". Però ha imparato a scrivere e raccontare con il freno a mano tirato. "Altrimenti, come predicava Gian Paolo Ormezzano, bisognerebbe aprire o chiudere ogni pezzo con un ’s.c.a.’, salvo controllo antidoping". Nella terza della sopracopertina c’è scritto che "gli sarebbe piaciuto fare il medico o il cantautore". Sarà. Ma uno Jannacci c’era già.
La fiamma rossa (Storie e strade dei miei Tour), di Gianni Mura. Minimum fax. Pagine 459, € 17,50

 
 
 

Giro 2009

Post n°50 pubblicato il 15 Dicembre 2008 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

Breve descrizione del Giro 2009

1a TAPPA: LIDO DI VENEZIA (cronometro a squadre – 20,5 Km)
Partenza all’insegna dell’alta velocità per il Giro del centenario, che si aprirà con una cronosquadre disegnata sulle filanti strade del lido veneziano. La natura pianeggiante dell’isola lagunare si sposerà ad un tracciato caratterizzato da lunghi rettifili e dalla penuria di curve, appena cinque in poco più di 20 Km di gara. Come nelle ultime due edizioni, la maglia rosa sarà assegnata al primo corridore della squadra vincitrice a tagliare il traguardo.

2a TAPPA: JESOLO – TRIESTE (156 Km)
Sarà la prima di una serie di giornate celebrative: oggi sarà ricordato lo storico episodio di Pieris, avvenuto durante la tappa triestina del Giro 1946, quando la corsa fu bloccata da una sparatoria. 63 anni dopo i “girini” porteranno simbolicamente a termine quella frazione, che vide il finale percorso solo da sei ardimentosi prescelti dall’organizzazione. Il vincitore sarà un velocista, anche se gli ultimi chilometri non saranno facilissimi: dovranno essere percorse due tornate di un insidioso circuito cittadino, imperniato sull’ascesa verso l’Ippodromo di Montebello, dove sarà messa in palio la prima maglia verde.

3a TAPPA: GRADO – VALDOBBIADENE (200 Km)
Seconda frazione destinata ai velocisti, ma anche stavolta s’incontreranno alcune insidie strada facendo. Gli ultimi chilometri si svolgeranno nell’altalenante panorama collinare della Marca Trevigiana, sfilando tra i vigneti del Prosecco: un finale realmente ubriacante, con diversi saliscendi e lo strappo di San Vito che, piazzato a pochi chilometri dalla meta, potrebbe far perdere la testa…. del gruppo agli sprinter meno resistenti.

4a TAPPA: PADOVA – SAN MARTINO DI CASTROZZA (165 Km)
Quest’anno le Dolomiti saranno anticipate ai primi giorni di gara, per la scelta dell’organizzazione di far concludere la corsa a Roma. Non è una novità assoluta, già sperimentata - per altri motivi - nell’edizione del 1985. In quell’occasione la tappa che si chiudeva in Valgardena risultò indigesta a molti, nonostante la facilità del tracciato, sia perché non si era ancora affinata appieno la condizione, sia per il meteo avverso. Andando sulle montagne così presto, infatti, si corre il rischio di trovare molto freddo e la neve, motivo per il quale non si scaleranno i classici over 2000 dolomitici in queste due prime frazioni dedicate ai grimpeur. Sul piano delle difficoltà, la tappa che si concluderà in salita a San Martino di Castrozza può essere paragonata a quelle che negli ultimi anni sono arrivate al Santuario di Montevergine. È vero che prima dovrà essere scavalcata anche una salita piuttosto impegnativa come il Passo della Croce d’Aune, ma difficilmente gli scalatori riusciranno a combinare qualcosa di serio a quel punto, mancando ancora una trentina di chilometri all’attacco dell’ascesa finale. L’unica certezza è che bisognerà essere al top (o quasi) della condizione fin dalle prime giornate, altrimenti la corsa rosa diventerà per davvero tutta in salita.

5a TAPPA: SAN MARTINO DI CASTROZZA – ALPE DI SIUSI (125 Km)
Sarà la prima tappa importante. Non capita spesso di trovare un arrivo in salita così esigente già al quinto giorno di gara. Gli ultimi 10 Km all’8% medio chiameranno da subito sulla ribalta della corsa rosa i favoriti e, al termine di questa frazione, qualcuno potrebbe già essere costretto a ricacciare nel cassetto i suoi sogni rosa, rimandandoli all’edizione 2010 (che prospetta una partenza più morbida, col via che sarà dato dalle lontane pianure olandesi).

6a TAPPA: BRESSANONE – MAYRHOFEN (Austria – 242 Km)
Il Giro sconfina in Austria, con una frazione di media montagna impegnativa più per il chilometraggio che per l’effettiva durezza del tracciato. Questo proporrà le principali ascese negli ultimi 100 Km, difficoltà che non paiono in grado di stimolare gli appetiti dei corridori che punteranno alla classifica finale. Mayrhofen dovrebbe essere terreno di conquista per un cacciatore di tappe, magari per chi sarà già stato respinto dalle prime salite del Giro 2009 e che starà riconsiderando i suoi obiettivi.

7a TAPPA: INNSBRUCK (Austria) – CHIAVENNA (244 Km)
Si rientrerà in Italia con un’altra frazione particolarmente lunga, disegnata tra le montagne, ma non su per esse. Il percorso si manterrà sempre sulle strade di fondovalle, affrontando pochi tratti di salita vera (ma mai dura), sbriciolati lungo tutto il tratto elvetico della tappa. Dopo Sankt Moritz si valicherà in piano il passo del Maloja per poi precipitare letteralmente su Chiavenna con una discesa di una trentina buona di chilometri. Un finale nel quale i treni dei velocisti avranno gioco facile nel rientrare sugli attaccanti di giornata.

8a TAPPA: MORBEGNO – BERGAMO (208 Km)
Il Giro renderà omaggio a Felice Gimondi con una frazione di media montagna che ricalcherà le strade dei Giri di Lombardia bergamaschi, con la scoperta di una “primizia”, l’inedito Culmine San Pietro, purtroppo collocato lontano dalle fasi calde della gara. Il finale, invece, mixerà il percorso della “classica delle foglie morte” con quello della Gran Fondo intitolata al campione bergamasco: si andrà sulla Forcella di Bura e, dopo un primo passaggio da Bergamo, sul Colle Gallo e sulla Boccola. Rispetto alla tappa vinta da Garzelli nel 2007, ci saranno meno margini per tentare di sorprendere il gruppo maglia rosa ma… tentar non nuoce, anche perché nelle due giornate successive si potrà tirare il fiato.

9a TAPPA: MILANO SHOW 100 (155 Km)
Giornata di festa e non soltanto perché cadrà di domenica. La nona sarà una tappa tutta meneghina, che si dipanerà tra Piazza Duomo e Piazzale Loreto, il luogo nel quale scattò, cent’anni fa, la prima edizione della corsa rosa. Il percorso sarà costituito da un circuito di 16 Km (8 giri), che sfiorerà alcuni luoghi simbolici quali la sede della Gazzetta, l’Arena Civica (dove si finì il Giro del 1909) e Via Vitruvio, per decenni sede della direzione della corsa rosa. Sarà la più facile tra le 21 tappe dell’edizione 2009.

GIORNO DI RIPOSO

10a TAPPA: CUNEO – PINEROLO (250 Km)
È la frazione che più di altre incarna, ancora oggi, l’idea del tappone. È per questo motivo, non solo per rendere omaggio a Fausto Coppi (ci sarà spazio per ricordarlo anche l’indomani), che gli organizzatori hanno deciso di inserire la Cuneo – Pinerolo nel percorso del Giro 2009, preferendola ad altre frazioni che hanno fatto la storia della corsa rosa. L’unico aspetto negativo riguarda il tracciato che a suo tempo esaltò le doti di Coppi (1949) ma che oggi è completamente inadatto alla selezione. Lo testimoniano i due “remake” di questa frazione, proposti da Torriani nel 1964 e nel 1982: in entrambi i casi, i migliori giunsero assieme al traguardo, complici la comparsa dell’asfalto e la lontananza delle ascese – non impossibili, tra l’altro – dal traguardo.

11a TAPPA: TORINO – ARENZANO / GENOVA (206 Km)
È la prima di due frazioni “cuscinetto”, inserite prima e dopo la delicatissima crono delle Cinque Terre. Di conseguenza, in questa giornata non si affronteranno soverchie difficoltà con il Turchino che non rappresenterà un ostacolo in grado di impensierire i velocisti. Sempre che non piova: in tal caso, come già successo in passato alla Sanremo, la picchiata sulla riviera ligure potrebbe risultare più selettiva della salita. Oggi il Giro ricorderà ancora il Campionissimo, proponendo ai girini la dolce ascesa verso il natio paesello di Castellania

12a TAPPA: SESTRI LEVANTE – RIOMAGGIORE (cronometro individuale – 61,7 Km)
Quando nel 1933 fu annunciata l’effettuazione della prima tappa a cronometro, i giornali dell’epoca la dipinsero come una frazione incertissima, che avrebbe potuto vincerla chiunque, nella quale sarebbe potuto accadere tutto ed il contrario di tutto. Lo stesso può dirsi per la cronometro che si snoderà nell’impareggiabile scenario delle Cinque Terre. Sarà la tappa faro dell’edizione 2009, l’asso nella manica di Zomegnan per il Giro del centenario, la cronometro più dura mai disputata sulle strade italiche. Chiave di volta della corsa rosa, questa frazione si rivelerà esigente non solo per chilometraggio ma anche per altimetria, un mix tra salita (a due riprese), discesa e pianura poco scorrevole, per la presenza di curva a iosa. Se la distanza penalizza fortemente gli scalatori, l’altimetria non farà certo dormire sonni tranquilli ai cronoman: una tappa da non perdere, che non strizza gli occhi a nessuno in particolare.

13a TAPPA: LIDO DI CAMAIORE – FIRENZE (150 Km)
Il Giro approda in Italia centrale, che da vent’anni non accoglieva le tappe finali della corsa rosa. Nel 1989 la frazione conclusiva del Giro arrivava proprio a Firenze, dove il francese Fignon finalmente conquistava la maglia rosa finale, cinque anni dopo la sonora legnata di Moser a Verona. La tappa fiorentina sarà una delle ultime messe a disposizione dei velocisti, prima che rientrino in scena i primattori del Giro 2009. Dopo il tributo a Coppi, oggi il Giro ricorderà Bartali, il “De Gasperi del ciclismo”, come lo definì il suo conterraneo Montanelli (si transiterà anche per il paese natale del grande giornalista)

14a TAPPA: CAMPI BISENZIO – BOLOGNA (San Luca) (174 Km)
Grandinata di salite per la prima frazione appenninica del Giro 2009. I distacchi non dovrebbero essere elevatissimi ma, se questa frazione sarà condotta ad elevata andatura, la ripidissima ascesa verso il santuario bolognese potrebbe fare male. Nel complesso si tratta di un percorso snervante, disegnato su stradine secondarie in parte note agli amanti delle Gran Fondo (si salirà sul Mongardino, uno degli ostacoli storici della “Dieci Colli”) e con salite lunghe ma – con l’eccezione dell’ultimo strappo – pedalabili.

15a TAPPA: FORLI’ – FAENZA (159 Km)
Tappa simile a quella che l’ha preceduta, ma caratterizzata da difficoltà più serrate che ne fanno una frazione di media montagna da non sottovalutare assolutamente. In caso di un attacco al vertice negli ultimi 70 Km, ci sarà poco spazio per recuperare. Ne sa qualcosa Stefano Garzelli: il finale è perfettamente identico a quella della tappa giunta nella città romagnola nel 2003, dove andò all’arrembaggio Gilberto Simoni, tentativo che permise al trentino di strappare la maglia rosa al varesino per l’inezia di due secondi. Un distacco che questi non riuscirà più a colmare nelle tappe successive e che invece si dilaterà fino a 7’06”, il vantaggio finale di Simoni nel secondo Giro d’Italia conseguito.

16a TAPPA: PERGOLA – MONTE PETRANO / CAGLI (237 Km)
E’ il primo dei due tapponi clou del Giro 2009, proposti quasi consecutivamente, separati solo dal secondo turno di riposo. Chilometraggio e salite saranno importanti, con le principali ascese concentrate negli ultimi 100 Km. Pur senza presentare pendenze da ribaltamento (18% solo sulle Cesane, lontanissime dalle fasi calde di gara), i monti Nerone, Catria e Petrano lasceranno sicuramente un segno indelebile sulla classifica. Siamo all’inizio della terza settimana di gara, quella più difficile da gestire.

17a TAPPA: CHIETI – BLOCKHAUS (79 Km)
Tappa molto pericolosa e delicata, non solo per il fatto di esser collocata dopo il riposo, giorno notoriamente indigesto per molti corridori. Peserà molto anche il basso chilometraggio, col rischio di una partenza a tutta (favorita dai chilometri iniziali pianeggianti) e di ritrovarsi ai piedi dell’impegnativa ascesa finale senza aver avuto il tempo di carburare e con parecchie energie già dilapidate. Non è la prima volta che le tappe di montagna in formato “mignon” fanno più selezione di quotati e blasonati tapponi. C’è un precedente proprio sul Blockhaus, ascesa che riserverà un finale “simil-Plan” (ultimi chilometri sterrati): al termine d’una frazione d’appena 48 Km, era il Giro del 1972, lo spagnolo Fuente riuscì a staccare di 1’35” il connazionale Lasa e di 2’36” Motta, Bergamo ed il futuro vincitore Merckx.
Un’ultima precisazione sulla salita finale. Molti hanno criticato il fatto che si salirà dal versante più accessibile. Ma è vero anche che questo lato del Blockhaus non è comunque una passeggiata e saremo oramai agli sgoccioli di un Giro impegnativo, anche se non è stato tracciato come se lo aspettavano i tifosi. E quella del centenario sarà sicuramente un’edizione che presenterà un cast di prim’ordine e che sarà corsa alla morte, fin dalle Dolomiti.

18a TAPPA: SULMONA – BENEVENTO (181 Km)
La diciottesima tappa muoverà ai piedi della Majella e presenterà in partenza le storiche ascese dell’Altopiano delle Cinque Miglia e di Rionero Sannitico. Costituiranno un altro momento celebrativo (furono le prime salite in assoluto del Giro, affrontate nel 1909 nel corso della Chieti – Napoli; mancherà solo il Macerone), prima che entrino in scena i velocisti. A parte qualche mangia e bevi, nessun’altra difficoltà proporrà il tracciato di questa frazione, che si chiuderà con un circuito piuttosto mosso, estrema occasione per gli sprinter.

19a TAPPA: AVELLINO – VESUVIO (164 Km)
È l’ultima chanche per gli scalatori, ma si tratta di una tappa particolare, dove la selezione non sarà garantita soltanto dalla salita finale ma anche dai tratti precedenti, pur non presentandosi difficili sotto l’aspetto altimetrico. Ci saranno prima le tortuose strade della costiera amalfitana e poi il fondo in scivoloso basolato lavico che s’incontrerà nel tratto a cavallo dell’attacco dell’ultimo arrivo in quota. La salita verso il cratere non è particolarmente trascendentale, ma potrebbe riservare qualche sorpresa per com’è strutturata l’ascesa, con l’inizio in acciottolato (ricordate l’attacco di Bugno nel 1990?) e i tronconi più ripidi nel finale.

20a TAPPA: NAPOLI – ANAGNI (203 Km)

Tagliati fuori i velocisti dalla salita finale verso la famosa città della “sberla papale”, che sarà appioppata due volte (la salita, non la sventola), la penultima tappa costituirà un’occasione d’oro per tutti quei corridori che saranno rimasti a bocca asciutta, vuoi per fughe strozzate dal gruppo, vuoi per magagne varie patite in lungo e in largo per lo stivale.

21a TAPPA: ROMA – ROMA (cronometro individuale – 15,3 Km)
Più che come una cronometro utile per la classifica (15 Km non sembrano una distanza utile per ribaltare un Giro che, a questo punto, dovrebbe avere una fisionomia definitivamente delineata), questa tappa sembra stata pensata come una spettacolare passerella, disegnata tra gli incanti della Città Eterna. Anzi no, sembrerà quasi di assistere ad una di quelle sfilate che chiudono i grandi spettacoli teatrali o ad un defilé di moda, con i corridori in strada uno per volta, fasciati nelle loro multicolori casacche di squadra. Buona ultima, la top model del Giro d’Italia, la maglia rosa griffata Dolce & Gabbana.

 
 
 

Amstrong

Post n°49 pubblicato il 02 Dicembre 2008 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

AUSTIN (TEXAS) - Lance Armstrong ha annunciato che nel 2009 disputerà anche il Tour de France. Il 37enne campione texano, che tornerà alle gare a quattro anni dal ritiro, disputerà così per la prima volta nella stessa stagione la Grande Boucle e il Giro d’Italia. Al Tour, però, Armstrong dovrebbe agire da supporto per il compagno di squadra Alberto Contador, lo spagnolo trionfatore lo scorso anno sugli Champs Elysees e uomo di punta dell’Astana: «Il mio impegno è correre per il miglior ragazzo che abbiamo», ha detto Armstrong in un’intervista telefonica all’Associated Press. «Cercheremo - ha aggiunto - di rispettare lo stesso codice: il ciclismo è uno sport di squadra, mentre tutti vorremmo vincere».

 
 
 

Bettini torna....

Post n°48 pubblicato il 01 Dicembre 2008 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

MILANO; 30 novembre 2008 - Mancano ancora i timbri e i bolli, ma la trattativa è praticamente conclusa. Paolo Bettini, due mesi e un giorno dopo l'addio di Varese, torna in gruppo. Però non lo farà da corridore (anche se la mano sul fuoco per qualche Sei Giorni è meglio non metterla), ma da imprenditore. Con Alvaro Crespi nel ruolo di general manager, sarà a capo di quella che si chiama Fuji-Servetto, la squadra di Mauro Gianetti nata dalle ceneri della Saunier Duval-Prodir, team con licenza ProTour affiliato in Spagna.
VIA GIANETTI E MATXIN - Ieri a Chiasso, in Svizzera, i tre si sono visti per chiudere un accordo che aveva cominciato a prendere forma proprio alla vigilia della prova iridata. Manca solo l'accordo sulla cifra, ma la differenza non è elevata anche perché Gianetti si trova con le spalle al muro. Giusto o no che sia, il manager ticinese è un po' il capro espiatorio per le positività al Tour di Riccardo Riccò e Leonardo Piepoli. Per questo gli organizzatori, soprattutto i tre grandi giri, gli hanno chiuso le porte.
NUOVO D.S. ITALIANO - In società con Gianetti, nella Gm Bikes, c'è anche il tecnico spagnolo Jotxean Matxin Fernandez, che s'è dichiarato disposto a vendere le sue quote nel caso venisse considerato un problema per la nuova squadra. E probabilmente anche lui verrà liquidato. Proprio a seguito di questa decisione è ormai conclusa la trattativa con un direttore sportivo italiano, giovane e molto amico di Bettini, attualmente accasato con un'altra squadra.
LE CORSE -Il punto chiave per siglare l'accordo non è quindi economico - Crespi avrebbe un'azienda disposta a entrare come primo nome - ma il valore effettivo della squadra. Ovvero, a quali corse, al di là di quello che la licenza ProTour dice, potrà effettivamente prendere parte. Per questo motivo, il Betto s'è già messo al lavoro. Avere la tranquillità di fare il Giro sarebbe decisivo: a metà settimana ci sarà un incontro con i dirigenti della corsa rosa. In Spagna, Vuelta su tutto, Paolo gode di una stima infinita. Per il Tour, invece, la coperta è corta. Bettini sa che la squadra non è attrezzata adeguatamente dal punto di vista tecnico e che sul mercato non è rimasto più granché.
ALLEANZA - Da qui l'idea, brillante, di trovare un'alleanza e la conseguente proposta a Palmiro Masciarelli, con il quale c'è già un accordo verbale (gli verrebbe lasciato il ruolo di manager): uniamo la Fuji (colosso americano di biciclette) e l'Acqua&Sapone dove ci sono, tra tanti buoni corridori, due ottime pedine e due grandi amici come Stefano Garzelli e Luca Paolini. "Ho sempre detto di credere nei progetti e non nelle cose fatte a caso. L'alleanza di due gruppi con possibilità non eccessive potrebbe dare grandi soddisfazioni. Del resto meglio meno squadre ma buone, che tante un po' così", s'è limitato a commentare l'ex iridato. "Il mio ruolo? Io voglio fare quello che so fare, come in corsa". Capitano non giocatore.
RICONOSCENTE - Intanto oggi Bettini sarà a Recanati. Si raduna l'Armata Tonti per festeggiare Andrea, uno dei grandi amici di Paolo. Prima compagno di squadra, ora anche suo corridore. Del resto questo progetto è sì commerciale, ma c'è anche tanto sentimento. Quasi un debito di riconoscenza con i suoi uomini.

 
 
 

DI LUCA

Post n°47 pubblicato il 27 Novembre 2008 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

Danilo Di Luca si è concesso, a fine stagione, di raccontarsi su ilciclismo.it per descrivere il suo 2008 e per spiegarci i suoi programmi per il prossimo anno. Obiettivi importanti quelli del Killer di Spoltore, che non nasconde la voglia di partecipare ai Mondiali di Mendrisio.

Il servizio
di Andrea Giorgini

A: Ciao Danilo, come stai?
D: Molto bene, ora è importante recuperare la condizione. I mesi invernali ci serviranno per quello.

A: Sei stato in vacanza?
D: Non ancora. A dicembre andrò in America, da alcuni amici a Los Angeles, dove passerò anche le vacanze natalizie e il Capodanno, restandoci fino al 9 gennaio.

A: Cosa scarteresti della tua stagione? Sei rimasto deluso da qualche risultato ottenuto in alcune corse?
D: Non è stata una stagione eccezionale ma non mi lamento. Ho corso un buon inizio di stagione, Giro incluso. Mi è dispiaciuto non aver preso parte al campionato del mondo e al Lombardia.

A: Mi potresti dare un voto al tuo 2008?
D: Darei un 6 e ½.

A: Parliamo del 2009, un anno particolare, con il Giro del Centenario, il ritorno di Basso e Armstrong e l’assenza di Bettini e Savoldelli per i loro ritiri: che ne pensi?
D: Il Giro è un appuntamento importante, i favoriti saranno Armstrong e Basso. Io mi considero un outsider.

A: Quali saranno le tue prime gare del 2009? Hai già definito un programma con la tua squadra?
D: Si. I miei obiettivi saranno sempre le classiche del nord: Amstel, Freccia Vallone e Liegi sono di sicuro degli obiettivi che mi pongo. Poi ci sarò al Giro d’Italia e soprattutto desidero il Mondiale di Mendrisio che è l'obiettivo principale.

A: Al Giro d’Italia proverai a puntare alla Maglia Rosa?
D: Si, se uscirò dalle classiche con una ottima condizione proverò a puntare alla generale.

A: Un’aggettivo per alcuni tra i tuoi “colleghi” più forti:
Armstrong: imbattibile
Cunego: talentuoso
Basso: motivato
Simoni: imprevedibile
Contador: campione
Riccò: no comment
Bettini: scaltro
Savoldelli: leale
Petacchi: onesto

A: Per il 2009 c’è un obiettivo importante per te, cioè il Mondiale di Mendrisio: Si dice che il percorso si addice alle tue caratteristiche per la sua durezza, soprattutto della salita di Castel San Pietro.
D: Si, il percorso è duro. Se arriverò all’appuntamento al massimo della condizione la squadra sarà anche per me, io sarò sicuramente uno dei capitani dell’Italia. Quando Ballerini non mi ha convocato per Varese mi ha lasciato comunque la grande opportunità di poter puntare all'iride il prossimo anno.

A: Hai un messaggio particolare per i tuoi fans?
D: Sono sempre molto soddisfatto per il sostegno che mi danno durante ogni gara che faccio, sono sempre grato a loro e lo sarò sempre di più. Ho 6 fan club di cui uno in Belgio e non voglio deludere nessuno di loro.

Grazie per la tua collaborazione e un grande in bocca al lupo per la stagione 2009 da parte della redazione di ilciclismo.it

Andrea Giorgini [a.giorgini@ilciclismo.it]

 
 
 

Buongiorno...

Post n°46 pubblicato il 19 Novembre 2008 da Ivano1964

Buongiorno a tutti, il fenomeno Facebook ha colpito anche me, facendomi trascurare il  blog. Ricapitolando, continuano i miei allenamenti in palestra, in prospettiva di partecipare, la prossima stagione a qualche gara di triathlon, quindi piscina, corsa, potenziamento, ed esercizi a corpo libero. (a questo proposito volevo ringraziare         " Michele " che mi segue con moolta pazienza) Da domani ricomincerò a navigare per trovare notizie sul mondo del ciclismo da postare sul Blog..............

Un Saluto a Tutti !!!!

 
 
 

25/10

Post n°45 pubblicato il 27 Ottobre 2008 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

Un regalo x il mio compleanno !!!

 
 
 

Eicma2008

Post n°44 pubblicato il 20 Ottobre 2008 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

http://www.eicma.it/

  »  Fiera Eicma Bici Milano 2008

Dal 04/11/2008 al 09/11/2008
Eicma Bici: Esposizione Internazionale del Ciclo

Descrizione Evento
Sede: Fiera Milano

Eicma Bici, Esposizione Internazionale del Ciclo, è l’incredibile rassegna dedicata al mondo della bicicletta. Gli splendidi spazi della Fiera di Milano saranno invasi da bellissimi modelli di biciclette, di ogni genere e per ogni gusto, per fornire una esposizione completa dei prodotti presenti sul mercato del Ciclo.
Biciclette, naturalmente, ma anche attrezzature varie per ciclisti, accessori e ricambi, abbigliamento e servizi, a Eicma Bici, evento di successo premiato ogni anno da una affluenza record di pubblico.
Eicma Bici rappresenta un punto di riferimento indiscusso sul panorama nazionale ed internazionale del Ciclo, grazie ad una formula che sposa esposizione ed iniziative collaterali con gare ed esibizioni estremamente interessanti e spettacolari per tutti gli appassionati della bici e non solo.
Eicma Bici si svolge in contemporanea a Eicma Moto, per offrire una visione d’insieme sul mondo a due ruote.

 
 
 

Mendriso09

Post n°43 pubblicato il 17 Ottobre 2008 da Ivano1964
Foto di Ivano1964

http://www.mendrisio09.ch/

Vinciamo anche questo ????

 
 
 
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