Creato da lllll_June_lllll il 08/08/2008
Pensieri liberi in un cervello non cablato

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Sulla moralità dei moralisti....

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Ascolto le dichiarazoni che rilascia quotidianamente il leader del Pd, Veltroni, e constato il suo isterismo politico e l’evolversi dell’antiberlusconismo di cui ogni giorno di più si fa latore.
Dalle colonne dell’Espresso nei giorni scorsi è arrivato perfino a dire, parlando di un possibile scenario futuro con Berlusconi come Presidente della Repubblica, che a quell’alta carica Berlusconi non dovrebbe accedere, perché deve essere ricoperta da persone che hanno dato lustro al Paese, da "figure che garantiscano la Costituzione, conoscano le regole del gioco, rispettino le opinioni di tutti, accettino il dissenso. Tutto ciò che Berlusconi non è"
Mi astengo dal domandarmi quali siano i lustri che hanno portato certi italiani al Colle (è molto meglio che mi astenga) e mi limito a constatare che possiamo aggiungere un altro moralista al calderone del moralismo nostrano: Veltroni.
Un moralista oltretutto talmente ossessionato dal suo avversario politico al punto da dipingerlo pubblicamente come un racconta balle, come il responsabile delle derive autoritarie del nostro paese e minaccia per la democrazia, come una figura che non garantisce la Costituzione.
Non ho mai nascosto la mia profonda diffidenza nei confronti dei moralisti.
E la mia disistima è ancora maggiore verso quei politici che si ergono a moralizzatori dell'arte del governo e, credendosi investiti a divinis del dono di fare politica etica, si autoincensano e si autoassolvono sempre, arrogandosi però il diritto di delegittimare moralmente l'aversario e il suo programma politico.
Per questo quando vedo Veltroni fare il principe dei buoni, con toni oscillanti tra il luogo comune e il puritanesimo, tra il girotondino e l'estremista, lo trovo ancora meno suadente di quando fa il politico.
A Palermo in questi giorni si sta svolgendo un processo per presunte infiltrazioni mafiose nella costruzione di un grande centro commerciale a Villabate, un paese del palermitano.
In questo processo uno dei principali imputati è un certo Paolo Marussig, imprenditore.
Il legale di questo imprenditore ha citato come teste Valter Veltroni.
Il nome di Veltroni in questa vicenda è stato evocato da un pentito,ora collaboratore di giustizia, tal Francesco Campanella (per capirci quello che procurò al boss Provenzano la cartà d'identià falsa per permettergli di andarsi a curare a Nizza), ex consulente del comune di Villabate, il quale ha dichiarato ai giudici che un consigliere comunale Ds, che si era opposto fortemente alla realizzazione del centro commerciale, fu "convinto" da Veltroni (all'epoca ancora sindaco di Roma) ad  ammorbidire le sue posizioni e quelle dell'opposzione", poichè in quel centro commerciale avrebbe dovuto essere realizzato anche un "Warner Center, con 20 sale cinematografiche, cui sarebbe stato interessato Valerio veltroni, fratello di Valter
Per smontare le accuse del Pm, il legale di Marussig ha citato Valter Veltroni come teste e i giudici avrebbero dovuto ascoltarlo all'udienza del 29 settembre scorso.
Mi sarei aspettata che un cultore della giustizia, pronto a bacchettare l'avversario come una minaccia per la democrazia e la Costituzione,  si sarebbe recato a Palermo a dire in aula che non era a conoscenza di nulla.
Invece Veltroni si è rifiutato di presentarsi come teste, ed ha scritto all'avvocato che lo citava di non essere informato sui fatti e quindi di non intendere presentarsi in udienza.
I giudici della quinta sezione penale del tribunale di Palermo hanno preso atto dell'assenza ingiustificata del teste Veltroni, ed hanno chiesto al legale dell'imputato se desiderasse rinunciare a quella testimonianza oppure no. L'avvocato di Marussing ha ribadito che la testimonianza di Veltroni è utile per la strategia difensiva e dunque ne ha chiesto nuovamente la citazione, precisando che, ove occorra, il teste venga diffidato e ne venga disposto l'accompagnamento forzato da parte delle forze dell'ordine.
Io sono garantista, detesto la giustizia sommaria, sono profondamente convinta della sacralità dell'articolo 27 della Costituzione, che consacra la presunzione di non colpevolezza, e quindi lungi da me l’idea di muovere accuse a Veltroni (peraltro nemmeno imputato) o a chicchessia, per il solo fatto che ha ricevuto una richiesta a testimoniare.
Sono perciò altre le cose che voglio evidenziare parlando di questo episodio e precisamente due:
-    Testimoniare è un dovere! E non perchè lo dico io, ma perchè lo prevede l'art. 198 del Codice di Procedura penale.
E quindi Veltroni doveva andare. E non per motivi di convenienza  politica, ma per rispetto della legge. E doveva farlo come fanno tutti i cittadini quando sono chiamati a testimoniare anche su cose di cui sanno poco o niente; perchè se non lo fanno rischiano di vedersi a casa un paio di carabinieri pronti ad accompagnarli in aula coattivamente.
E poi cosa accadrebbe se tutti coloro che sono chiamati a testimoniare e ritengono di non saperne nulla, anzichè presentarsi ai giudici e dirlo chiaramente, potessero  semplicemente far scrivere dai loro legali che non ne sanno niente e dunque non ci pensano minimamente di farsi vedere in aula?
-     Non possiamo rimproverare ad altri di attenersi a correttezza comportamentale se a quella stessa correttezza noi non ci atteniamo.
Cosa sarebbe accaduto se fosse stato Berlusconi a non presentarsi come teste? Per cortesia, non venitemi a dire che anche Berlusconi lo ha fatto, perchè sapete benissimo che nessuna legge prevede il comportamento del prossimo quale metro di giudizio del nostro agire. Quello che io voglio dire è che se non si fosse presentato Berlusconi in aula sarebbe finito sulle prime pagine di tutti i giornali di sinistra come colui che si fa sbaffo della legge. Invece quali giornali hanno parlato di Veltroni che si è rifiutato di testimoniare? Veltroni ha già calcato la mano sull'assenza di Berlusconi dalla trattativa Alitalia, figuriamoci cosa avrebbe detto di lui se, a parti invertite, non si fosse presentato a testimoniare.
Premesso questo, mi limito ad attendere la prossima udienza del processo palermitato che vede imputato Marussig, udienza che si svolgerà il 20 ottobre.
Vedremo se anche questa volta il moralista Veltroni invierà un'altra lettera per dire che non intende rendere testimonianza, oppure se si presenterà in aula, come la legge prevede per qualsiasi persona chiamata a testimoniare... lui compreso!

June


 
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