Creato da il.corsaro.nero il 22/02/2006
tutto quello che non riesco a digerire
 

 

De Andrè, un giudice!!!

"Sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali italiane per permettere il soccorso delle persone a bordo".

Con questa sentenza il tribunale del Tar del Lazio ha mandato a puttane (sic) il decreto Sicurezza bis. Da un po' di tempo gira una storiella inventata dalla sinistra che recita: " le sentenze non vanno criticate ma accettate", immane cazzata, le sentenze si criticano, si combattono, si devono, quando ingiuste, sovvertire perché nulla può essere infangato da chi usa l'arma della giustizia a scopi politici.

Sono stanco di leggere negli articoli e nei commenti che la magistratura è corrotta, è politicizzata, immani cazzate che offendono la maggioranza di quei magistrati i quali ogni giorno svolgono il loro lavoro in silenzio e con quella coscienza che fa di loro dei veri eroi silenziosi a difesa del diritto e del popolo italiano.

Non dobbiamo confondere chi, indossando quella Toga, spesso maledetta, vive una vita senza clamori, senza applausi e senza quei riflettori che da qualche tempo animano alcuni magistrati che dolosamente e consapevolmente offuscano e offendono il Diritto e l'abito che indossano.

Fa ribrezzo vedere ministri che firmano un decreto per poi sabotarlo comportandosi come bandiere al vento, dirigendo la loro sopravvivenza su sponde che, cacciate a calci in culo nelle politiche passate, cercano di ritornare a fare i Kennedy, gli Obama o i Clinton tra fellatio e inciuci poi sputtanati alla Watergate anche se da noi è più di moda il metodo al water closet.

A che serve commemorare Falcone, Borsellino, Livatino e tanti altri magistrati... anzi Magistrati, che incuranti della politica, delle pressioni e degli inciuci hanno sacrificato la loro vita per la tutela di una FIGURA importante che ogni giorno ha la vita di tante persone nelle mani?

Non venite a dire che sono solo morti per mano della mafia perché è ben risaputo del legame che lega politica a criminalità, mazzette a favori, amici degli amici in uno show che è ormai un morbo endemico che attanaglia buona parte di questo paese tra santi e puttane.

Sembrerebbe che sul piano dello spirito di un uomo/giudice chiedergli di non far parte di associazioni quasi o del tutto ancora segrete che con pseudo fini filantropici nascosti in una nebbia di segretezza svolgano le proprie attività e raggiungano i propri obiettivi, sia eccessivo.

Magari l'art. 212 del T.U.L.P.S. andrebbe proclamato a viva voce, destituendo tutti quelli che nell'ambito del pubblico servizio facciano parte di associazioni e chi più direttamente interessati se non i magistrati come i militari?

Attenzione... questo non vuole uccidere il diritto dell'uomo/magistrato ad avere o al formarsi una propria coscienza politica, di auto... e sottolineo AUTO-convincimento sulle dinamiche socio politiche della nostra pur strana convivenza civile.  Si riscontra che buona parte di determinate dinamiche sono palesemente presenti in correnti politiche e/o associazioni civili.

Quello che deve essere il principio cardine per l'uomo/magistrato è che tali convincimenti siano fonte di un processo interno alla sua coscienza ove educazione, cultura e lo SPECCHIO del suo ruolo siano l'unica e sola fonte d'ispirazione che lo porti ad essere IN TUTTO completamente estraneo a ogni corrente politica.

È assurdo pensare che un magistrato non solo si candidi e ottenga una carica politica nel mentre del suo status ma che nell'espletare i suoi doveri e compiti di magistrato coltivi il suo orticello politico innaffiato da quella o altra corrente politica. Questo è egemonizzare la politica ad allarmanti dittature silenziose.

Un bambino con il proprio papà si ferma avanti alla statua della giustizia, bella, bianca, imponente e gli chiede perché la dea abbia una spada e una bilancia, il papà gli risponde dicendo che la giustizia deve pesare le colpe e colpire chi compie reati. La curiosità del bambino galoppa e ancora chiede al papà perche la dea sia bendata, il papà fiero e fiducioso delle sue convinzioni gli replica spiegando che la giustizia non deve avere nessun tipo di pregiudizio ma giudicare in base alle colpe senza prediligere vie diverse da quelle del diritto.

Ma ora viene il bello... la curiosità del bambino lo spinge ben oltre e arrampicatosi sulla statua marmorea, ne scopre la benda e vede gli occhi della dea bendata marci, stupito, chiede al papà perché? E il padre deluso gli risponde... figlio mio purtroppo la giustizia è amministrata dall'uomo.

Le sentenze se ritenute ingiuste vanno contestate e combattute.... altrimenti l'intero sistema giudiziario non avrebbe senso.

Grazie a illustri Costituzionalisti del passato dobbiamo i tre gradi di giudizio che salvaguardano l'integrità delle sentenze e del diritto di chi sottoposto alla bilancia e alla spada di quella Dea bendata.

 

Ci aggiorniamo amici... ci aggiorniamo!!!

 

 
 
 

Gli italiani amano gli eroi

Come ho sempre asserito e continuo a perpetrare in quest'assioma gli italiani non sono un popolo omogeneo, bensì un'accozzaglia di genti unite con forza da due stereotipi assurdi della storia. Garibaldi e il Re Vittorio Emanuele II.
La stragrande maggioranza degli italiani si può definire come nell'arringa finale di un famosissimo film: "Chi gioca ai cavalli è un misto, un cocktail, un frullato de robba, un minorato, un incosciente, un regazzino, un dritto e un fregnone, un milionario pure se nun c'ha na lira e uno che nun c'ha na lire pure se è milionario. Un fanatico, un credulone, un buciardo, un pollo, è uno che passa sopra a tutto e sotto a tutto, è uno che ‘mpiccia, traffica, imbroglia, more, azzarda, spera, rimore e tutto per poter dire: Ho vinto! E adesso v'ho fregato a tutti e mo' beccate questa... tié!. Ecco chi è, ecco chi è il giocatore delle corse dei cavalli" , tratto da Febbre da Cavallo, Gigi Proietti.
Eppure è proprio nel valutare tale definizione che sorge un controsenso, un popolo, che in passato è stato grazie a pochi personaggi capace di azioni eroiche, oggi dimentica il suo bastardissimo DNA e si perde dietro figure il cui acume è la rappresentazione più precisa descritta nel concetto di giocatore di cavalli ma, perché esiste un ma, nella proposizione più cattiva, disonorevole e assurda.
Ricordo ancora nelle notti del 99/2000 quando da pochissimi ascoltatori ci ritrovammo tutta l'Italia a seguire Luna Rossa di Prada, il suo skipper Francesco de Angelis divenne il nostro eroe nazionale, e come lui tanti hanno cavalcato l'onda dell'eroismo abdicato al bisogno della massa di un uomo in cui credere, che allontani i pensieri e faccia parlare dai muratori ai dottori nei bar per il primo caffè di strambate e bolina.
Si riesce addirittura a superare colpevolezze in parte verificate perché, è il calciatore di una tale squadra o solo perché lo si colpisce con pseudo accuse di doping pur di distruggerlo, perché l'eroe dura poco se non ha le palle (sic) per reggere contro il popolo che lo vuole vivo,forte e non a testa in giù.
Oggi ci ritroviamo con un CSM allo sbando costretto a navigare tra correnti strane che ne vogliono il pieno possesso a discapito del "diritto" della tutela di chi colpito dalla legge, una politica dove chi come il PD è stato cacciato a calci nel sedere dal parlamento eppure oggi sbraita e urla contro un governo per buona parte ridicolo.
Si siamo strani, in piccoli paesi del sud la Lega si ritrova a prendere voti alle europee da titolari di serie A, ma, non è la Lega, in realtà è l'eroe che oggi sta smuovendo quel senso di patriottismo, ricordo lontano del Piave e di chi moriva per la Patria, e, nello stesso momento un 8 settembre cavalcato dalla vergogna del tradimento.
Non è la Lega a prendere i voti, è Salvini.
Questo giovanotto dall'aria seria e un po' dura che poi si perde in fotografie da pizza e birra con amici il sabato sera, non è il solito pachiderma che impone il concetto di politico capace a dare la mano a una bambina e nello stesso tempo rubarle le caramelle.
E mentre parliamo di un eroe che sta scaldando il cuore di molte persone, un altro titolo ci fa ripiombare nell'oblio della maledizione. Angeli e demoni.
Bambini strappati a famiglie per interessi economici di chi si è inventato una professione che io ho da sempre ritenuta alla maniera di Karl Kraus.
E tra una motovedetta schiacciata da un'eroina della sinistra e della Francia, tra chi combatte contro i nuovi negrieri di morte, c'è sempre il commissario Montalbano a farci sognare una giustizia più pulita, più certa.
Dopo cinquanta anni di rubli presi dal PCI e dai suoi adepti, dopo l'omicidio di Aldo Moro volutamente VOLUTO perché scomodo a tanti, durante Angeli e Demoni ecco nascere una nuova inchiesta ad hoc... il rublogate che somiglia più che mai alle comiche di Stanlio e Olio, che convince sempre di più il popolo dell'eroicità di Salvini e della poca certezza di chi su uno scranno bagnato dal sangue di tanti GIUSTI macchia e insinua.
Io non so se Salvini sia, o no l'uomo giusto per questa Patria cosi tanto disperata, ha acceso e infiammato il cuore di buona parte del paese che in lui vede oggi l'ostaggio osteggiato da gente che per meri interessi di poltrona, di partito, economici o solo per risentimento vuole appeso a testa in giù.
A Lui dedico uno dei passi più belli di una poesia che gli si addice come un abito di sartoria:
O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane; risorgi - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe, per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate, te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi; tratta da O Capitano Mio Capitano di Walt Whitman.

Ci aggiorniamo amici... Ci aggiorniamo!!!

 

 
 
 

sono ancora qua... e già!!!

Ciao amici, quanto tempo è passato... tanto. Avevo perso la voglia di scrivere ma, esiste sempre un ma, le cose indigeste vissute, lette, sentite e viste in questi anni mi pesano sullo stomaco e... lo sapete io non le mando a dire. Ho spostato il mio studio tra le stelle, e presto riprenderò a navigare su questo mondo sempre più assurdo e per un verso patetico. Sì sono incazzato sul serio e non so se continuerò su questa piattaforma ( a me cara per tanti ricordi) o Corsari d'Italia avrà un nuovo dominio... lo vedremo passo passo. 

Un abbraccio a tutti e... a presto!!!

Ci aggiorniamo amici... ci aggiorniamo!!!

 
 
 

Chi per la Patria muor vissuto è assai!!!

Il titolo di questo post va letto con due scuole di pensiero, una è quella voluta dai fratelli Bandiera che ritennero queste parole le uniche degne di significato nel cadere vittime dei tiranni, l'altra "squola" di pensiero è quella sinistrata che non riconosce quel valore antropologico della parola "patria" quale collante di diverse tribù indigene poi divenute genti italiche.

Fabrizio Quattrocchi non sta difendendo l'italica Patria contro un tiranno, è una semplice guardia di sicurezza privata, eppure quando stanno per tagliargli la gola urla " ecco come muore un italiano".

Due tra mille e mille esempi di quello che le due scuole di pensiero trovano eroismo puro o semplice stupidità.

I Fratelli Bandiera sono figli di un barone, l'altro, Fabrizio Quattrocchi, è il figlio di un panettiere, si evince che quel senso di patriottismo è trasversale, tale e quale a quello dei ragazzi che con divise diverse si sono ammazzati nella seconda guerra mondiale per questa Italia. Poco importa se neri o rossi, avevano un ideale forte... l'amore per la loro terra.

Non sono un estimatore delle manifestazioni fieristiche come l'Expo di Milano, non credo in aziende che tra un topoburgher o del granturco geneticamente modificato, tra concimi e veleni, possano risolvere la fame nel mondo, quindi non attirano la mia attenzione.

Tuttavia quest'anno un coro di 160 voci tra anziani e bambini ha destato in me un senso di repulsione fortissima per come l'uomo italico possa scendere in basso.

Gli anziani cantano "siam pronti alla morte" i bambini seguono col "siam pronti alla vita" e il nostro inno nazionale a puttane (sic), ormai ci vanno tutti, perche l'Inno di Mameli doveva esimersi?

Siamo in un'epoca in cui l'analfabetismo antropologico, filosofico e dei principi la fa da padrone, cancella quel sostanziale concetto che un Inno è una voce univoca in una battaglia tra schieramenti avversi utile a esortare il coraggio contro la paura. Demenzialmente ci si scorda che in una guerra due sono le generazioni più colpite, i vecchi e i bambini, ergo, che significato ha spingere dei bambini a urlare siam pronti alla vita quando sei su un terreno falciato dalle mitraglie nemiche o dal coltello di uno jihadista?  

Forse la morte non colpisce i bambini ma solo i più vecchi, si vuole dissimulare il concetto che la vita e la morte sono le due facce di un'unica medaglia?

La vita e la morte sono l'unica cosa certa che la natura ci da, una vita che nasce prima o poi morirà e una vita muore perché è nata, incontrovertibile verità che il Mameli di Barzan, all'Expo di Milano, ritiene di voler contrastare con un "siam pronti alla vita" cantata da bambini.

Se molta gente vivesse la propria vita dando il giusto valore alla morte avrebbe modo di vivere un'esistenza più degna e meno superficiale.

I Fratelli Bandiera e tantissimi Quattrocchi avevano il concetto di morte, di onore, di amor di Patria che buona parte di noi ha dimenticato, quello che più mi disgusta è che il Presidente del Consiglio, la persona, l'uomo che rappresenta tutti gli italiani abbia dato il suo assenso a un oltraggio di tale genere.

Chi non conosce Stenterello non può sapere che è la maschera tradizionale fiorentina, tra le sue caratteristiche risalta l'esser un chiacchierone, pauroso e impulsivo, pronto a difendere i deboli ma la paura lo costringe a comiche devastanti sciagure.

Ed è sempre Stent... ops... scusate, lapsus freudiano, è sempre Renzi al G7, in teutonica terra, a farci sentire un popolo di maccaroni, pizza e mandolino.

Renzi scende dall'aereo e mentre tutti gli altri Capi di Stato, sono accolti con marce marziali molto simili per significato agli Inni  Nazionali di riferimento, noi no, noi siamo accolti dalle note di Azzurro, che poi perche non con "Na tazzulell e cafè" o con "Tammurriata nera", mistero.

Lui.. sorride, saluta tutti, scherza con i bambini, ha la sua facciona da simpaticone, un po alla bischero fiorentino, sempre pronto a farci capire che in fin dei conti è solo un Inno... che valore può mai avere?

L'Italia, una volta, era conosciuta nel mondo per la sua storia, la sua letteratura, per il suo romanticismo, le opere d'arte e la bellezza dei suoi paesaggi, oggi in Europa e in gran parte del mondo, noi italiani siamo pizza maccaroni e lupara e... le folli notti di Berlusconi.

Non oso immaginare se al posto di Renzi, in queste sventurate e assurde scelte, ci fosse stato Berlusconi.....

Spero solo che le Ruspe non asfaltino solo i campi rom abusivi...

Ci aggiorniamo amici... ci aggiorniamo!!!

 

 

 
 
 

Io voto ergo sum!!!

La democrazia è difficile da spiegare, l'uso e l'abuso di tale parola da parte di governanti, mass-media, gruppi politici o da apparati governativi territoriali o extraterritoriali, porta al convincimento che il principio su cui si fonda la democrazia, ovvero, "governo del popolo" sia stato dismesso e abbandonato.

Posso capire che il bisogno di molti vada a discapito di pochi, come anche le necessità delle minoranze abbiano pari diritti alle maggioranze, ma quello che ultimamente suona  strano, è la voluta mancanza di una parte crescente del popolo che arriva a staccarsi dal concetto di democrazia allontanando la sua voce, il suo volere e la partecipazione attiva dal governo.

Le ultime votazioni hanno evidenziato l'unico dato importante della politica italiana, l'astensionismo alle urne. Volutamente, e sottolineo quel "volutamente", un italiano su due ha nettamente dichiarato la sua intolleranza a questo tipo di politica, la sua stanchezza nel vedere storie che ormai hanno solo il sapore della tracotanza, dell'arroganza e dell'abuso di mezzi, nati per altri fini e invece utilizzati nell'eliminazione dei politici non corrotti ma pericolosi per le poltrone acquisite.

Domenica, come parte degli italiani, mi sono recato alle urne per esprimere il mio "volere", per dare una disposizione precisa al mio referente politico, ma già dalle prime ore del post-voto, mi rendo conto che il mio è stato, come quello di tanti altri, una dichiarazione di volontà inutile.

Il 48% degli italiani ha ritenuto opportuno non avvicinarsi più alle urne ma di passare una giornata in maniera diversa. Come dargli torto?

Dando per scontato e ben sostenuto dalla nostra Costituzione il diritto inequivocabile che un sistema democratico si fonda sulla partecipazione, in qualche modo, del popolo nel proprio governo, qualcuno deve spiegarmi come quel 52% possa arrogarsi il diritto per decidere non solo per se stesso ma anche per quel 48% allontanatosi dalla politica e per tutto il popolo non ancora in età di espressione di voto.

Ed ecco un coro alzarsi unanime e sancire il diritto che il 50+1% regna su tutti. A questo punto non parlatemi di democrazia, bensì, di una celata dittatura comoda a chi nell'astensionismo alle urne tra netto vantaggio.

Chiedetevi quale fazione politica ne trae vantaggio.

Tutti hanno vinto, anche chi ha perso. In tanti anni che voto non ho mai sentito un leader dire: abbiamo perso.

Il Pd perde due milioni di voti, due milioni di persone che credevano in quel partito, Renzi dichiara tranquilla mente di avere vinto.

I Grillini somigliano tanto a quel detto popolare: il cane della macelleria ha il muso sporco di sangue ma la pancia vuota, sono forza politica di quel 52% secondi solo al PD ma non prendono una poltrona da Governatore. 

Forza Italia come sempre attribuisce, e forse è vero, la colpa alle rotture interne e alla mancanza di affluenza alle urne, storicamente quando si viaggia su dati del 70/80%, la destra vince.

Le Ruspe prendono voti e consensi in tutte le regioni, a dimostrazione che in quel 52% esiste un altissimo grado di dissenso alla politica obsoleta e fanfarona dei partiti in auge.

Fino al 1993 votare per le politiche era un obbligo, se per mancanza di motivi validi non votavi, incorrevi in sanzioni particolari, solo che dopo mani pulite, in pieno momento storico di flatulenze politiche, il Parlamento italiano ha il tempo per far cadere quest'obbligo sostituendolo con la dicitura "è solo un dovere civile ed etico".

Solo un dovere civile ed etico?

Si deduce, quindi, che la mia presenza nel principio fondamentale della democrazia è solo un dovere civile ed etico, la mia vita e quella delle generazioni future si basa solo una semplice questione di civiltà ed etica.

Salvini piace perché a differenza di altri ha delle idee semplici e dure che spazzano con le ruspe tanti concetti utili ad altre forze politiche serve di poteri forti dell'Europa. La Grecia docet.

Perché fa tanta paura obbligare tutto il popolo votante a esprimere il proprio parere?

Sinceramente, alla favoletta della gente che si allontana dalla politica perché non la digerisce più, ci credo poco, penso, altresì, che ogni voto assente, ogni persona che non partecipa attivamente al proprio governo arreca un danno non solo a se stesso ma a tutta la comunità.

Ci aggiorniamo gente... ci aggiorniamo!!!

 

 

 
 
 
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