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Creato da lllll_June_lllll il 08/08/2008
Pensieri liberi in un cervello non cablato
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Quei "mandolinisti" fieri di non essere italiani...
Dispiace sempre quando c'è una fuga di cervelli dall'Italia ad un altro paese, perchè, specie se si tratta di ricercatori, medici, fisici, scienziati, è un patrimonio di intelligenza, capacità e potenzialità di cui il Paese viene privato. Un patrimonio che comunque potrà dare lustro all'Italia anche dall'estero.
Quando a fuggire dall'Italia invece è un criminale o un terrorista, l'unica cosa che mi rammarica è che esso si sottragga alla legge, a discapito delle vittime del reato che ha commesso, che non possono ottenere la giustizia che meritano.
Solitamente poi i terroristi italiani finiscono tutti in Francia, dove grazie alla dottirna Mitterand, prima, e alla dottrina Bruni-Sarkozy, ora, trovano una culla accogliente; per cui l'Italia non può nemmeno ottenerne l'estradizione perchè siano mantenuti a spese dei cittadini nelle patrie galere.
Quando ad espatriare è una persona che a questo Paese non ha dato grandi meriti, e della cui presenza nemmeno ci si accorge, beh, come potrei dispiacermi?
Non avverto ad esempio l'assenza dall'Italia della modella, cantautrice popular chic (?) e attrice (?) italiana Carla Gilberta Bruni Tedeschi, ora Premiere Dame francese ed iconcina di una gauche per cui pecunia non olet. E non percepisco neppure i lustri che dall'estero la Bruni avrebbe dato all'Italia.
La Bruni ha di recente dichiarato al giornale "du Dimanche" di essere a volte felice di non essere più italiana, a causa della battuta di Berlusconi su Obama "abbronzato".
Non dubito che ora la sinistra nostrana -quella sinistra che la demolì di insulti per le sue nozze con Sarkozy- adesso griderà "brava Carla" solo perchè ha detto qualcosa di anti berlusconista.
Per quanto io abbia trovato fuori luogo la battuta di Berlusconi, trovo assai più disdicevole l'impegno umanitario di M.me Sarkozy a favore dei terroristi di casa nostra.
Solo un mese la Bruni fa ha mostrato all'Italia la sua anima di pasionaria, inducendo il proprio consorte a revocare l'estradizione della terrorista Marina Petrella, condannata in Italia all'ergastolo per l'omicidio di un agente di polizia, tentato sequestro e tentato omicidio, sequestro di un magistrato, rapina a mano armata e vari attentati.
Cercherò dunque di farmene una ragione del suo preferire la Francia all'Italia e credo di non essere la sola a pensare in tal senso.
La memoria mi rammenta un altro italiano, assai poco lustre ma purtroppo tristemente famoso, che rinunciò alla cittadinanza italiana: il comunista Palmiro Togliatti.
Costui nel '26 se ne fuggì in Russia, dove rimase per 18 anni, e al XVI Congresso del Partito comunista dell'Unione Sovietica dichiarò: "E' per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perchè come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte di più del migliore italiano".
Che anche la Bruni si senta in Italia una cattiva mandolinista?
Sia la Bruni che Togliatti sono l'esempio di come non siano sempre i migliori ad andarsene (non nel senso di dipartita).
Sinceramente la felicità della Bruni per aver acquisito la cittadinanza francese non mi procura dolore.
Anzi, come dice il titolo del suo ultimo insuccesso musicale, è...Comme si de rien n'était...
Come se nulla fosse successo!
A jamais, Madame!
June
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