A chi dar ragione? Ai custodi gelosi delle certezze metafisiche, o a coloro che mettono in discussione la propria integrità in nome della sete di conoscenza? Il dottor Faustus, che si vende l’anima al diavolo per acquisire sapienza, o il satanico Jorge, che nel suo delirio d’onnipotenza giunge ad uccidere per non scalfire le certezze messianiche della religione? Per parte mia, io dubito che la cultura sia il mezzo per penetrare l’animo umano. “Omnia poterit cognoscere homo, praeter cor suum” dice Sant’Isidoro di Siviglia, ed ha ragione. In tale ottica, e venendo alla problematica del far domande, Le dirò che per me essa è tecnica eminentemente dialettica, come riconosce anche l’Aristotele degli Elenchi sofistici. In un tempo di falsità e di “reality shows” come quello nostro, dove val più il fondoschiena di una velina che il pensiero d’un filosofo (quando poi costoro non s’incontrino, ma questo è un altro discorso), la cultura è elemento alienante. Essa è vista come fattore di separazione dagli altri, nell’ottica malsana del volersi mettere continuamente in evidenza, e si trasforma in una sorta di sovra-esposizione per coloro che – compresi certi lettori della parola nelle celebrazioni liturgiche – vanno su un palco con l’intento vanitoso di “farsi vedere” (io cadevo in tale errore all’università, ero curioso intellettualmente, ma proprio perché ho imparato ad odiare i vaneggiamenti dell’orgoglio, non lo faccio quasi più)…
Inviato da: dolceamore.maria
il 24/12/2012 alle 11:00
Inviato da: The_Blue_Pearl
il 17/12/2012 alle 16:29
Inviato da: hastalavista1965
il 13/12/2012 alle 20:32
Inviato da: Balcan1
il 13/12/2012 alle 20:29