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CONFERENZA DELLA MAESTRA ELENA SIBIRIU
PARTE SECONDA
OPERA A VENEZIA 1° Lavoro: teatro San Cassiano 1637 “Andromeda” di Francesco Manelli
La realtà socio- economica veneziana influisce sulla realizzazione del:
Il soggetto determina la divisione dell’opera in generi SERIO o COMICO. Tre sono le categorie : EROICO- EROICOMICO- COMICO
Il RECITATIVO poteva essere SECCO (basso continuo e cembalo, si concentra lo svolgimento dell’azione) o ACCOMPAGNATO (sostenuto dall’orchestra). L’ARIA, esibizione virtuosistica concentrata su un preciso “affetto” o stato d’animo. Empre più strofica e ripetitiva in conclusione: “aria col da capo”. L’opera veneziana si diffonde in tutta l’Italia e all’estero. Modelli operistici del settecento OPERA SERIA Zeno (36 drammi + 13 in collaborazione) e Pietro Trapassi, nome ellennizzato in Metastasio (27 drammi). L’Opera Seria resta per tutto il ‘700. La Semiramide di Rossini ultimo esemplare di questo genere. Nasce in ambiente teatrale italiano e si sviluppa in tutta Europa ma non in Francia. Proporzioni delle opere In base alle esigenze letterarie. I musicisti si adattano alle necessità del virtuosismo vocale come valore musicale e teatrale assoluto. Razionale adozione di tre unità :
Analisi psicologica dei personaggi Esclusione di elementi comici Personaggi: tratti dall’antichità classica, dalla letteratura cavalleresca, esempi: “Didone abbandonata”, “Catone in Utica”, “Clemenza di Tito”, “Griselda”. Lieto fine - Divisione in 3 atti Arie:
Potevano riguardare particolari situazioni:
Stile descrittivo strumentale. Venivano raffigurate le immagini poetiche esibite nei testi. La figura retorica della similitudine è molto usata. Le immagini naturalistiche (mare, tempesta, fulmini, ruscelli,….)evocavano stati d’animo ed erano di facile imitazione musicale. 2 OPPOSITORI DELL’OPERA SERIA: tra i letterati, che non volevano che si confondesse il dramma con la musica, Antonio Muratori 1706 “Della perfetta poesia italiana”; Benedetto Marcello 1720 “Teatro alla moda” tra i compositori che non gradivano il virtuosismo dei cantanti. TEATRO MUSICALE COMICO L’esclusione del comico dalle scene non fu così drastico e la tradizione comico/tragico insieme continuò sino a che per praticità non si mescolarono più. I divi del virtuosismo non accettarono più la presenza di commedianti. Nascono gli “INTERMEZZI” tra un atto e l’altro. Spesso i personaggi degli intermezzi avevano qualche attinenza con l’adozione tragica. “La dama spagnola” e “Il cavalier romano”, intermezzi dell’opera “Scipione nelle Spagne” di Scarlatti. “La serva padrona”, intermezzo del “Prigionier superbo ” di Pergolesi. Differenze: lingua non letteraria, assenza di castrati ma presenza di cantanti- attori con voci naturali. Il più celebre intermezzo fu “La serva padrona ” di Pergolesi, nel 1733 rappresentò la naturalezza del canto italiano a Parigi 1744- 1752. OPERA BUFFA uso del dialetto, elementi di canto popolare Distaccandosi dall’opera seria il settecento conosce la fioritura dell’opera buffa, la quale, distaccatasi dall’opera seria, si organizzò subito con maggiore libertà di forme e di contenuti. A partire dalla Serva Padrona di Pergolesi (1733), l’op. buffa domina l’intera Europa. Alla semplice alternanza di recitativi e arie subentrano duetti, terzetti, concertati ed elaborati finali. L’op. buffa servirà da modello per la futura opera. |
GITA A ORROLI
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