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CONFERENZA DELLA MAESTRA ELENA SIBIRIU

Post n°127 pubblicato il 27 Novembre 2011 da ninolutec
 

STORIA DELL'OPERA LIRICA
ITALIANA
OPERA DEL 1600
E DEL 1700

___________________________

 

 

 PARTE SECONDA

 

OPERA A VENEZIA

1° Lavoro: teatro San Cassiano 1637 “Andromeda” di Francesco Manelli
Il calendario stagionale andava dal 26 Dicembre al martedì grasso.
L’organizzazione imprenditoriale coinvolge:
 Proprietari di teatri

  • Impresari

  • Cantanti

  • Librettisti

  • Orchestrali

  • Falegnami

  • Sarti

  • Copisti di musica

  • Parrucchieri

La realtà socio- economica veneziana influisce sulla realizzazione del:

  • LIBRETTO: argomenti mitologici, storico- romanzeschi. Per attirare un pubblico non solo educato alla cultura classica. Presenza di personaggi comici.

Il soggetto determina la divisione dell’opera in generi SERIO o COMICO. Tre sono le categorie : EROICO- EROICOMICO- COMICO

  • COMPOSIZIONE MUSICALE:

  • Cori pochi o assenti

  • Orchestra ridotta (o solo basso continuo), forse per ragioni economiche. I coristi e gli orchestrali gravano pesantemente sui costi degli allestimenti e il gusto del pubblico tende ad apprezzare il VIRTUOSISMO dei cantanti solisti.

  • SCENOGRAFIA: uso di effetti scenografici capaci di attrarre e stupire il pubblico. Sono realizzati con l’uso di MACCHINE (che consento apparizioni, voli….) e SOLUZIONI ARCHITETTONICO- INGEGNERISTICHE quali le QUINTE SCORREVOLI inventate da Giacomo Torelli; erano inserite su “canali” (binari) ai lati dello spazio scenico e collegate tramite tiranti a un argano centrale sotto il palcoscenico. Questo cambiamento istantaneo di scena era fonte di stupore tra il pubblico (massimo effetto con un minimo di spesa).

  • ESECUZIONE: i cantanti sono i veri protagonisti del teatro musicale veneziano, guadagnavano il doppio del compositore. Affiora il fenomeno del BELCANTISMO (ammeteva l’improvvisazione di bravura con vocalizzi…), si privilegia il timbro dei castrati al posto delle donne che per disposizioni ecclesiastiche non potevano salire su un palcoscenico. Schematizzazione nell’opera tra recitativo e aria.

Il RECITATIVO poteva essere SECCO (basso continuo e cembalo, si concentra lo svolgimento dell’azione) o ACCOMPAGNATO (sostenuto dall’orchestra).

L’ARIA, esibizione virtuosistica concentrata su un preciso “affetto” o stato d’animo. Empre più strofica e ripetitiva in conclusione: “aria col da capo”.

L’opera veneziana si diffonde in tutta l’Italia e all’estero.

Modelli operistici del settecento

OPERA SERIA Zeno (36 drammi + 13 in collaborazione) e Pietro Trapassi, nome ellennizzato in Metastasio (27 drammi).

L’Opera Seria resta per tutto il ‘700. La Semiramide di Rossini ultimo esemplare di questo genere.

Nasce in ambiente teatrale italiano e si sviluppa in tutta Europa ma non in Francia.

Proporzioni delle opere

In base alle esigenze letterarie. I musicisti si adattano alle necessità del virtuosismo vocale come valore musicale e teatrale assoluto.

Razionale adozione di tre unità :

  • di luogo

  • di tempo

  • d’azione

Analisi psicologica dei personaggi

Esclusione di elementi comici

Personaggi: tratti dall’antichità classica, dalla letteratura cavalleresca,

esempi: “Didone abbandonata”, “Catone in Utica”, “Clemenza di Tito”, “Griselda”.

Lieto fine - Divisione in 3 atti

Arie:

  • di bravura”: o “di agilità”, virtuosistica, in tempo allegro, comprende tutto il campionario degli abbellimenti (trilli, arpeggi, volatine….)

  • di sorbetto ”, gli ascoltatori potevano dedicarsi al sorbetto poiché chi le cantava erano personaggi secondari e dunque trascurabile da parte del pubblico.

Potevano riguardare particolari situazioni:

  • del sonno”: andamento lento e cullante

  • di sdegno” o ira: detta anche infuriata, agitata, tempo allegro, ritmo marcato von vistosi salti d’intervallo nella linea melodica.

  • con catene”: relativa ad un personaggio incatenato

  • di baule”: prediletta da un determinato cantante che lo seguiva come un vestiario, inserita in varie opere come pezzo di sicuro successo

Stile descrittivo strumentale. Venivano raffigurate le immagini poetiche esibite nei testi. La figura retorica della similitudine è molto usata. Le immagini naturalistiche (mare, tempesta, fulmini, ruscelli,….)evocavano stati d’animo ed erano di facile imitazione musicale.

2 OPPOSITORI DELL’OPERA SERIA: tra i letterati, che non volevano che si confondesse il dramma con la musica, Antonio Muratori 1706 “Della perfetta poesia italiana”; Benedetto Marcello 1720 “Teatro alla moda” tra i compositori che non gradivano il virtuosismo dei cantanti.

TEATRO MUSICALE COMICO

L’esclusione del comico dalle scene non fu così drastico e la tradizione comico/tragico insieme continuò sino a che per praticità non si mescolarono più. I divi del virtuosismo non accettarono più la presenza di commedianti.

Nascono gli “INTERMEZZI” tra un atto e l’altro. Spesso i personaggi degli intermezzi avevano qualche attinenza con l’adozione tragica.

“La dama spagnola” e “Il cavalier romano”, intermezzi dell’opera “Scipione nelle Spagne” di Scarlatti.

“La serva padrona”, intermezzo del “Prigionier superbo ” di Pergolesi.

Differenze: lingua non letteraria, assenza di castrati ma presenza di cantanti- attori con voci naturali.

Il più celebre intermezzo fu “La serva padrona ” di Pergolesi, nel 1733 rappresentò la naturalezza del canto italiano a Parigi 1744- 1752.

OPERA BUFFA uso del dialetto, elementi di canto popolare

Distaccandosi dall’opera seria il settecento conosce la fioritura dell’opera buffa, la quale, distaccatasi dall’opera seria, si organizzò subito con maggiore libertà di forme e di contenuti. A partire dalla Serva Padrona di Pergolesi (1733), l’op. buffa domina l’intera Europa. Alla semplice alternanza di recitativi e arie subentrano duetti, terzetti, concertati ed elaborati finali. L’op. buffa servirà da modello per la futura opera.

 
 
 
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