Un blog creato da lord_parassita il 24/07/2007

Lettere in Fumo

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Torpore...

Post n°89 pubblicato il 26 Luglio 2008 da lord_parassita

Passa il tempo e come frusci tra i canneti volano le parole, volano le sensazioni che ti sei perso per strada anche se i loro imballi son ben sistemati sugli scaffali della tua mente, grande magazzino inviolato...

ci pensi e rivedi quei sorrisi che ti mancano...

Lungo il tuo percorso hai lasciato in dietro tanto... hai tirato diritto fregandotene di ogni piccola cosa che ti si parava davanti... dicendo "se vuoi seguirmi seguimi ma io non mi fermo"...

non c'e' piu' odio...

no, non ce ne e' piu'... sei troppo stanco per odiare... troppo debole per amare... la mia parola vale meno di uno sputo in un fiume...

Si impasta sabbiosa tra i denti quasi fastidiosa... che tanto io sono e sempre saro'...

L'unica persona che vorresti al tuo fianco non la rivedrai mai piu' se non in foto, tenti di ricordarne la voce e le battute preferite... ti sforzi di ricordare quando sorrideva coi suoi figli... ti manca e ti manchera' sempre... il profumo delle sue mani... che con tuttome stesso cerco di ricordare... il ricordo piu' bello che serbo solo per me e' sbiadito... e' una nuvola di fumo...

Rivoglio mio padre... tutto qui... lo rivoglio con ogni goccia del mio sangue, con ogni lacrima, lo rivoglio con tutta la mia essenza... perche' potro' diventare io stesso padre, ma quel che ho perso io non si trovera' mai piu'....

io non sono uno stronzo, non sono un abominio in cerca di potere... non sono un folle... son solo caduto troppe volte per poter cadere ancora... son solo troppo duro per poter sperare...

dimenticami mondo che io ti distruggero' prima o poi...

 
 
 

Joe "Scar" Mayer (Racconto parte 1)

Post n°88 pubblicato il 27 Giugno 2008 da lord_parassita

Fermo' la "model J" tra la nebbia, quell'auto gli era costata una vita... se la poteva permettere solo per via del lavoro fin troppo sporco che faceva... a lui toccava sistemare i casini che la gente comune combinava... facendo pagare decisamente poco per quel che sovente si trovava a dover fare... ma del resto il lavoro e' lavoro... guardava i grossi cancelli in ferro che separavano la tenuta Beiron dal resto della citta'... gli occhi ormai erano abituati al buio, aveva guidato per 5 miglia coi fari spenti solo per seguire un auto nera con la targa inglese... "inglesi... che mi venga un colpo se non stan combinando qualcosa di grosso..." penso'... allungo' la mano sul sedile affianco, carezzo' dolcemente la sua fida Sandy... "tu piccola sei pronta?... non si sa mai... potresti anche dover sputare piombo stanotte..." e nel pensare cio' osservo' i proiettili luminosi gia' nel caricatore... La tenuta era immersa nella nebbia, si vedevano solo le alte mura di cinta coperte di edera che saliva, saliva fino ad abbracciare delle figure di pietra ai margini del cancello... non una luce... tutto taceva, eppure aveva visto degli uomini entrare di soppiatto in quel giardino con un grosso sacco, una sbirciata veloce e subito dopo quegli uomini richiusero il cancello alle loro spalle... "... Sandy piccola Sandy... mi chiedo quando andremo in pensione io e te..." tolse le chiavi dal cruscotto, apri' la portiera della sua J-SJ e scese... non un filo di vento, solo la nebbia che avvolgeva ogni cosa... nebia fredda ed umida... si strinse l'impermeabile addosso e calco' il cappello in testa... mise le mani in tasca e ne tiro' fuori un pacchetto di sigarette, lo osservo'... "e' ora che la finisca con voi piccole bastarde..." prese una sigaretta e se la mise in bocca... ne accese una aspirando profondamente il sapore di zolfo che dal fiammifero passava al tabacco... mise le mani in tasca e stretto nelle spalle si avvio' al cancello... passo su passo si avvicinava, e brividi gelidi si facevano piu' audaci correndo ed avviluppando la schiena di "scar"... il fumo denso, misto ad alito invernale si mescolava con la nebbia... i passi risuonavano pesanti per tutta la strada... la tipica strada che di inverno si svuota, che solo i pazzi e le bestie osano attraversare... erano anni che pensava a quale delle due stirpi apparteneva, ed ancora non aveva trovato risposta... sorrise pensando ad una bestia pazza... arrivo' al cancello, era socchiuso... quegli uomini avevano lasciato l'invito per un ficcanaso come lui... sposto' lentamente il cancello facendo attenzione a non far rumore... lo apri' abbastanza da poter appena passare, si sfrego' le mani intirizzite sebbene vi fossero dei bei guanti neri di pelle a coprirle, fece un ultimo tiro e getto' la sigaretta a terra... "ci siamo piccola... Sta pronta...".
Quando quella ragazzetta con i capelli castani entro' nel suo ufficio lui, li per li, non volle accettare... erano sicuramente ragazzate, nulla che realmente avrebbe richiesto il suo intervento... si limito' a darle il numero della polizia... eppure quella ragazza aveva il volto contorto in una maschera, una maschera di tranquillita' solo per non far trasparire una paura forse piu' antica di quella del buio stesso... dopo aver sentito uno strano racconto, una accozzaglia di storie su fantasmi e gente che sparisce, un classico, decise di investigare sulla sparizione del padre... ovviamente le avrebbe fatto pagare parcella tripla qualora non vi fosse stato nulla di strano... per quanto lo riguardava il vecchio avrebbe potuto tranquillamente essere scappato con una ballerina... o aver bevuto troppo ed essersi perso nei sobborghi di questa citta' maledetta... eppure qualcosa lo spinse ad accettare... qualcosa negli occhi di quella ragazza lo aveva colpito... lei si limito' a dargli l'indirizzo della casa del padre... fu li che vede la macchina con la targa inglese per la prima volta... e i due uomini salirci con fare sospetto... perche' stesse entrando armato nella tenuta Beiron non lo sapeva...
La tenuta era un immenso giardino, un enorme parco con grossi alberi e siepi, il vialetto che portava alla villa era coperto di ghiaia, e si vedevano chiaramente i segni di qualcosa di pesante trascinato per tutto il vialetto... "strano, non credevo fosse cosi' grande questa villa... in questa maledetta citta' e' tutto cosi' piccolo..." segui' il vialetto camminando sull'erba, non vedeva distante, ad ogni passo la nebbia sembrava farsi sempre piu' fitta, quasi palpabile... tutto era calmo, silenzioso, riusciva quasi a percepire il battito del proprio cuore... e a giudicare dalle sue sensazioni stravaganti probabilmente non era il solo a sentirlo...
Arrivo' di fronte alla villa, una enorme villa coloniale, i muri erano per meta' coperti di piante rampicanti, che salivano fino alle finestre avviluppandole e dando loro un aspetto grottesco, l'ingresso della casa era al primo piano, due rampe di scale troneggiavano di fronte ad uno spiazzo circolare con in mezzo una fontana vuota... la porta di ingresso era spalancata... si guardo' attorno... il silenzio lo metteva a disagio "come vorrei essere in un night a bermi un bourbon... almeno li c'e' un po di vita..." non fece a tempo a finire di pensare la frase che un forte grido, quasi sibilante gli fece saltare il cuore in gola e gli procuro' parecchio dolore alle orecchie... "che diavolo... che diavolo era?" tolse la sua fida Sandy dalla fondina, tiro' il cane con una delicatezza che si usa solo con una donna, e strisciando spalle al muro si avvio' alla porta di ingresso... scalino dopo scalino saliva mentre il pensiero del racconto della ragazzetta torava gli tornava in mente... forse aveva ragione... li, li c'era qualcosa di strano...

L'interno della casa non era come lo immaginava, immaginava pavimenti pregiati e ben lucidati, mobili e quadri antichi... almeno da fuori quella casa dava una gran bella impressione... invece nel centro dell'ingresso il pavimento si apriva in un foro sopra il quale alcune assi erano state poggiate, dei quadri restava solo l'orma sbiadita sui muri, era buio, completamente buio eppure lui riusciva a distinguere perfettamente tutte le sagome all'interno della sala... le scale salivano riproponendo l'architettura dell'esterno, due rampe semicircolari salivano di parecchi metri verso un ballatoio dal quale penzolavano i resti di un antico passamano, a destra ed a sinistra c'erano rispettivamente due porte, una per lato... e di fronte a lui un lungo corridoio che si perdeva nel buio... il soffitto era decorato da un grosso lampadario in gristallo, forse l'unica cosa che avrebbe valso qualcosa in quell'atrio... con il sangue che si gelava dentro le vene stesse decise di entrare in casa... alcuni sassolini, presumibilmente del giardino erano dispersi sul pavimento... senza dare indicazione di dove, chi li aveva trascinati in casa, fosse andato... "... si, un bel night... e due belle ballerine sulle mie gambe... ma che dico due... facciamo pure tre... non sei gelosa vero Sandy?" penso' sorridendo... si avvio' verso il corridoio pensando che i due che avevano lasciato il cancello aperto non avrebbero usato piu' buone maniere di prima richiudendo le porte, e che probabilmente le scale erano pericolanti, non avrebbero retto il peso di due persone e di un sacco dal contenuto misterioso ma forse fin troppo intuibile... in casa faceva quasi piu' freddo che fuori, almeno non c'era la nebbia, ma l'aria che si respirava era l'aria di una casa che non viene aperta da secoli... umida e polverosa... il corridoio era coperto di sporcizia, da entrambi i lati, tranne al centro dove c'era libero passaggio... "ci hai visto giusto anche sta volta... anche qui han trascinato qualcosa..." e compiaciuto prosegui' stando al centro del corridoio... il silenzio era quasi assordante... in una vecchia casa come quella qualche scricchiolio o qualche topo di solito un po di rumore lo fanno... invece era tutto congelato... fermo... buio... quella casa era il ritratto stesso della morte...

Il corridoio proseguiva per alcuni metri, da entrambi i lati c'erano diverse porte, alcune distrutte, altre perfettamente in piedi, ma davanti ad ogniuna c'era la stessa sporcizia che ricopriva il corridoio, carta, polvere, legno marcio per lo piu'... fino a quando la scia nel centro del corridoio svolto' a destra attraverso una grossa porta, incautamente lasciata aperta... si appoggio' al muro, e si allungo' per sbiciare... la sala doveva esser stata una gran bella stanza da pranzo, ampia, con delle belle finestre sulla parete opposta... al centro della stanza il sacco vuoto che i due uomini di prima stavano portando... controllo' ancora un po che non vi fosse nessuno... appurato cio' si decise ad entrare, arrivo' al sacco, si inginocchio' e lo raccolse... "che ne dici Sandy? c'e' da divertirsi stasera..."

Era nel mezzo della stanza vuota, si guardava attorno cenrcando di scorgere qualche altra cosa strana o degna di nota... impettito con la sua amata pistola stretta in mano... Prese un respiro profondo, come se stesse annusando l'aria, sbuffo' e sorrise... tiro' fuori una sigaretta dalla tasca, ripose la pistola nella fondina e con voce calma e profonda, accendendo un fiammifero disse "ho capito che gioco e'... mostrati, puoi nasconderti alla mia vista ma il mio naso non fallisce..." dall'oscurita', celata come una serpe si nasconde tra i massi, come la notte stessa striscia tra le foreste una mano affusolata ed aggraziata usci' da un angolo della stanza, quell'angolo non aveva nulla di particolare se non il fatto di essere piu' scuro... "ti osservavo da prima..." disse una voce sinuosa e sensuale... ed una gamba segui' la mano... "chi sei?" continuo'... "veramente, credo che tu non voglia saperlo... invece tu devi essere la padrona di casa... strano che una donna lasci una casa in queste condizioni..." "... oh questo e' nulla... devi vedere le condizioni che garantisco agli uomini..." "Scar" sorrise mise una mano in tasca e con voce sicura continuo'... "... gia', agli uomini... non a me... mostrati prima che perda la pazienza..." una risata femminile, quasi sibilante preannuncio' il materializzarsi di una visione da togliere il fiato, non tanto per la visione in se, ma quanto per il fatto che come fumo che si condensa di fronte a "Scar" si creo' un corpo femminile sorridente in ogni forma... dalla pelle bianca come porcellana, i capelli neri come la notte, labbra rosse quasi come il sangue... la figura era totalmente nuda, e lasciava alla vista ogni linea, ogni curva era un chiaro segno di perfezione, ogni centimetro di pelle aveva quella sensualita' che solo un corpo di donna puo' avere... "Scar" rimase per qualche lungo secondo con gli occhi sgranati, ad ammirare quello che sicuramente non aveva forgiato la natura e che neppure un dio avrebbe mai concepito... "... non sei sorpreso uomo?" "sorpreso? ci vuol ben altro che un paio di tette per soprendermi bambola... contavo di aprirti un nuovo foro in fronte, ma visto che a questo punto il benvenuto e' stato piu' cordiale del solito... credo che prima mi dirai dove sta un uomo... un vecchio che i tuoi scagnozzi han portato qui..." la donna si avvicino' lentamente, a passi leggeri, con la stessa sinuosita' di un cigno che lentamente sgranchisce le ali... "senti senti... e' per questo che sei qui? per salvare un vecchio ubriacone dalla sua piu' piacevole... rilassante e unica vera notte?" si mise alle spalle di "Scar" gingendogli una spalla e poggiando la testa affianco al collo, allungo' le labbra verso l'orecchio di scar e sussurro' "... non privare quel vecchio della sua rinascita uomo... anzi resta con me..." e con voce sempre piu' maliziosa ed invitante "... resta e posso farti vivere l'eterno piacere della notte..." "spiacente bambola... ho gia' la ragazza... e' un po fredda a volte... ma basta saperla usare per farla scaldare subito... " Con un movimento lento e sicuro scar appoggio' la pistola esattamente al centro della fronte della donna, tiro' il cane e disse "ecco, Sandy ti presento questa signora, signora ti presento la mia ragazza, e' un po gelosa ma scommetto che non le fara' alcun male... sempre che vogliate collaborare..." "...credi seriamente di poter far qualcosa con questa arma?" "posso sempre premere il grilletto..." "perche' non lo fai allora?" "voglio sapere dove sta il vecchio... nulla di personale... ma sua figlia lo rivuole..." "ah... quella smorfiosa..." "si la smorfiosa, ora mi dici dove lo trovo?" "non hai ancora premuto il grilletto..." "come vuoi..." Un colpo di pistola si udi' echeggiare per tutta la casa... un fiotto di sangue dalla fronte della donna usci' velocemente andando a colpire "scar" ed il pavimento... per qualche istante l'eco dello sparo risuono' metallico nella stanza... poi un tonfo... carne morta sul pavimento... "Sandy ha parlato... " una linea di fumo usci' dalla canna della pistola ricoperta di sangue, "Scar" si volto' per osservare la donna... l'odore della polvere da sparo si spandeva per tutta la stanza, scar tolse un fazzoletto dalla tasca e inizio' a pulirsi il viso...

Si chino' sul corpo un po sorpreso... allungo' una mano verso la bocca della donna e ne sposto' un labbro... nulla, denti perfetti... "non ci voleva..." sospiro'... "ti sei goduto lo spettacolo... ora esci... vedi di non mandarmi qualche tuo stupido servitore invasato questa volta... ho ancora diverse pallottole..." un sibilo alle spalle, la consapevolezza di aver ucciso una ragazza quasi innocente, e l'aver sbagliato dopo tanti anni senza errori stupidi come quello di aver pensato e non aver riconosciuto il proprio obiettivo... un forte dolore alla nuca, lo sguardo si spegne, le forze mancano... ora diventa davvero buio... l'ultimo suono e' una risata maschile profonda, che nula o quasi nulla ha di umano... come in sogno, trascinato e legato... le ultime frasi si perdono nel sonno... eppure recitano tanto normali quanto sinistre... "legatelo, di lui ce ne occupiamo dopo... e fate sparire quel corpo..."... si, era meglio il Night...





Prossima puntata quando avro' ancora voglia di scrivere...

 
 
 

Post N° 87

Post n°87 pubblicato il 23 Maggio 2008 da lord_parassita



Non c' niente che pi mi ferisca

di un sorriso forzato e di una presenza inquieta

che mi spaventa e debilita le mie difese

Quando sono fuori e dentro dalla stanza

n a destra n a sinistra

sulle sponde del fiume che sogno nitido...nitido

 
L'eterno delle tue parole sparse

Hai, hai scritto me, su un foglio senza nome

e hai raccontato una storia trasparente

 
Non c' niente di pi strano

ch il normale di riflessivo silenzio sai,

quando il ghiaccio si scioglie,

la bambina ingrata non sa essere delicata

senza dire amore e pensare alla morte, nitido...nitido

 
L'eterno delle tue parole sparse

hai scritto me, su un foglio senza nome

e hai raccontato una storia trasparente

hai scritto me, su un foglio senza nome

e hai raccontato una storia trasparente

 
Senza mai contare le pagine, senza mai giungere alla fine

 
hai scritto me, su un foglio senza nome

e hai raccontato una storia trasparente

 
hai scritto me, su un foglio senza nome

e hai raccontato una storia trasparente

Notte dolce notte... non dormiro' perche' fa male... fino a quando c'e' sangue fara' male... cade ogni cosa... l'umanita' che mi assilla collassa finalmente... l'equivalenza delle masse... dai per avere... per avere perdi... perdi per perdere... chiudi gli occhi, stringi le mani... annusi quel profumo guardando un volto che non vuoi vedere... perche' fa male... fa troppo male... e per quanto valga non ti interessa piu'... menti e ti menti, stendi fasci di muscoli stanchi e ti spezzi ossa... fa male... cristo se fa male... hai trovato il tuo punto debole... lo hai bandito... non lo vuoi piu stringere perche' solo cosi' saro' inattaccabile... carne morta... putrido e duro... finalmente sono acciaio...

Quei perche' ti stendono, ti stringono la bocca dello stomaco e non ti lasciano respirare... non funzioni piu'... la macchina si ribella... e perdi la voglia di combattere...

Lacrime calde e profumo di fiori... terra bagnata... asfalto... finalmente davvero libero... ragazzi che avventura... ragazzi che vita... ragazzi come vorrei poter volare...

Fa male... ha quel sapore di medicinale che li per li ti nausea... poi ti guarisce... cosa ho da raccontare se non questo silenzio?

eppure volevo raccontarvi qualcosa di meglio... mi sarebbe piaciuto... avrei voluto ancora essere in tempo...

ora c'e' solo il grido ed il pianto di chi lascia per non far male... chi uccide per il bene altrui... voglio solo dormire...
 

 
 
 

io me noi

Post n°86 pubblicato il 14 Maggio 2008 da lord_parassita

Solo nel silenzio pavido di fronte a me stesso...
e' nel saperti finito che ti chiedi perche' anche questa volta ci sei cascato...
e' nel vederti sconfitto che ti chiedi che diavolo vogliono da te...
ti stendi su un prato di smeraldo appuntito con il cuore in mano a sognare un domani che non ti apparterra' mai... perche' troppe energie hai sprecato per non avere un misero risultato... e quelle energie ti servirebbero ora... mandi a puttane la tua vita che non ha senso senza un sorriso, va storto, tutto storto... ti arrampichi su sculture di ghiccio nero, costruisci monumenti a te stesso mentre incroci le tue armi con cio' che vorresti e che invece non avrai... la distanza acquista peso e tu sei troppo debole per resistere... il dolore non ti spaventa... lo conosci bene, vecchio compagno di mille avventure... ton ti ha mai abbandonato... e' sempre stato li al tuo fianco... e' sempre stato accanto a te in ogni tua vittoria ed in ogni fallimento... ogni addio ed ogni nuovo giorno... ma questa volta non vuoi neppure lui... sei deluso dalla vita che tanto, troppo ti chiede e cosi' poco ti da... sei cosi' incazzato che i tuoi pugni si schiantano con suoni sordi sulle mura della tua casa lasciando tracce del tuo prezzioso sangue... che versi e verserai.... hai versato per anni e per anni hai voluto smettere di farlo... tiri le catene del tuo ego che ormai e' steso a terra in una nube di dolore ed ombra... sei a casa figliolo... sei arrivato a casa... tramite strade di montagna e ruscelli... sei a casa... e forse questa e' l'unica casa che meriti... tra sussurri e grida, tra rimpianti e pianti, tra vorrei e non posso, tra onesta' e cinismo, tra delirio e onore... tra te ed il mondo... che non ti vuole piu' perdente ma continua a vincerti... sei a casa... la tua casa senza porte e finestre... con solo tanti spifferi e troppi quadri appesi... non ce la faccio... non ho piu' voglia di farcela... lasciatemi riposare nel mio sarcofago di speranze infrante... io non voglio fare altro... voglio solo riposare... fermarmi... non ho piu' nulla a che spartire con nessuno... ho solo bisogno di riposare... solo voglia di fermarmi e non pensare... solo voglia di tornare me stesso... fiero e libero... come un grido di battaglia... io ed il mio dolore... solo noi due... perche' nulla posso promettere se non altro dolore... scusatemi...

 
 
 

Decidere in vita...

Post n°85 pubblicato il 05 Maggio 2008 da lord_parassita

Non e' un buon momento... sebbene siano nati i gattini ed un po il
mondo mi sorride ho troppi pensieri in testa... tanti pensieri ai quali
non so trovar subito soluzione... e' vero... non si puo' aver tuto
dalla vita, bisogna decidere, scegliere, e portar avanti la propria
decisione tra pianto e stridore di denti... maledetto sia il mondo,
maledetto sia io che son un debole senza un briciolo di forza di
volonta'... in alcune cose non riesco ad essere freddo e glaciale come
dovrei... non riesco ad essere distaccato dalle cose che mi
interessano... ogni decisione che dovro' prendere non sara' dunque una
decisione sensata, una decisione corretta... la sofferenza altrui non
riesco a contemplarla... eppure qualche meccanismo malvagio e distorto
al mondo deve esserci... perche' ogni decisione porta bene e porta
male... ogni guerra fa le sue vittime anche per chi vince... e son
perso...



non capisco cosa voglio, non capisco chi sono... non so piu' dove
girarmi, cosa guardare, cosa vedere... mi affido a simboli che perdo e
che non voglion avere nulla a che fare con me, mi affido a
presentimenti che son nefasti, mi affido a carte che mi danno un
insieme orrendo... devo solo pensare un po... star solo e pensare...
ragionare... e fare la scelta migliore...

 
 
 
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PENSIERI IN VOCE


25/09/2007 > 5:52

La parola viene prima della scrittura... questo e' un mio esperimento... questi sono i post vocali, dove io leggo o sragiono con la mia voce... come primo vocal-post vi ripropongo un mio vecchio post scritto, aspettatene degli altri...

Looking Forward


 
 
 
 
 
 
 

ADORO



Gli occhi della gente
Gli occhi rapiscono, Gli occhi sono torrenti di emozione, gli occhi sono porte del pensiero e la magia che ogni persona possiede... ed io li adoro!


La poesia ed il disegno
Sentirsi un dio che da vita a creature e storie grazie ad una matita... innamorarsi del proprio artefatto... attaccarsi a qualcosa che non e' fisico per restare nel mondo del sogno...


La storia
La storia che grida vendetta e che vuole la sua parte! che ci insegna a non sbagliare ancora ma ci fa rimpiangere tempi andati...


Il sangue e la spada
Una vita di guerra e combattimenti, il sangue che macchia la terra dopo l'acciacio... il pianto di fuoco che scappa dalla sua gabbia e la chiave per la sua cella che si abbatte con forza e vigore...


La notte
La nera signora, la notte silente, il silenzio dei sensi... il buio che non odia ma non perdona... ti coccola con le sue gelide mani e non puoi far altro che attendere la sua fine gustando ogni istante della sua gelida ascesa...


Natura
La natura e' forte, resiste anche se la attacchiamo! La natura e' l'equilibrio del vivere e della vita, la natura e' cio' che piu' mi attira e mi fa stare bene a questo mondo... nulla vale come un bosco pieno di esseri viventi...
 
 
 
 
 
 
 

OMBRE

-Ombre-
Ombre della notte che sorgono ed intimoriscono
voci che echeggiano nelle foreste piu scure.
Ombre temibili e spaventose, nessi tra vita e morte
porte che danno al buio vita nuova.
Ombre spietate chine sulla mente
di chi le chiama.
Ombre di antichi eroi
ricordi immaginari di forza e virtu'.
Ombre di popoli
mai vissuti e mai distrutti ma gia' morti.
Ombre di ricordi che mai sono avverati
pronti a svanire senza essere mai apparsi.
Ombre, ombre che seguono, ricordano, gridano e bruciano...
bruciano nel mio corpo fino alla distruzione.
Ombre di amici, senza piu' rancori o rabbia...
Ombre passate che lasciano segni sulla carne.
Ombre di demoni devoti alla distruzione.
Ombre di ferite... enormi quanto l'animo di chi le porta.
Ombre, ombre scure e nere come l'animo di chi le evoca.
Le uniche mie compagne, le uniche mie amiche... nulla ci potra'
dividere... neppure la morte piu' nera.
 
 
 
 
 
 

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