Creato da liberemanuele il 26/01/2009

Catallaxy

ordine spontaneo vs ingegneria sociale

 

 

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La potenza della "opinione".

Post n°91 pubblicato il 07 Settembre 2010 da liberemanuele
 

 

"Questo vostro padrone che vi domina ha soltanto due occhi, due mani, un corpo, niente di diverso da quanto possiede l'ultimo abitante del grande e sconfinato numero della vostra città, eccetto i mezzi per distruggervi che voi stessi gli fornite. Dove ha preso tutti gli occhi con cui vi spia, se non glieli avete prestati voi? Come può avere tante mani per colpirvi, se non prendendole da voi? I piedi con cui calpesta le vostre città da dove gli verrebbero, se non fossero i vostri? Ha qualche potere su di voi che non gli derivi da voi stessi? Come oserebbero aggredirvi, se non potesse contare sulla vostra complicità? Come potrebbe nuocervi, se voi non foste i ricettatori del ladro che vi deruba, i complici dell'assassino che vi uccide, insomma i traditori di voi stessi? Seminate i campi perché egli li devasti; ammobiliate e arricchite le vostre case perché egli possa saccheggiarle; allevate le vostre figlie per soddisfare la sua lussuria; crescete i vostri figli perché nel migliore dei casi li mandi a combattere nelle sue guerre, li spedisca al macello, trasformati in strumenti della sua avidità ed esecutori delle sue vendette. Vi logorate nella fatica perché possa abbandonarsi alle delizie della vita e crogiolarsi nei suoi sudici e turpi piaceri; vi indebolite perché diventi più forte e tenga più corte le redini sul collo"

La Boétie

 Devo dire che per buona parte di quest'anno sono mi sono sentito vuoto: troppe delusioni, fatiche inutili, sonno perso ... per nulla. Quando chiunque fa un sacrificio, lo fa per un risultato, quel risultato mi è mancato e con esso le forze. Poi finalmente sono arrivate le ferie e un po' di ossigeno. Così sotto il sole di settembre ho rispolverato qualche buon libro e la voglia di scrivere un po'.

Il punto a cui ogni buon liberale giunge in un onesto cammino di approfondimento è il seguente: scelte collettive e libertà individuale non sono conciliabili. Le prime prendono meccanicamente il sopravvento sulle seconde, non c'è via di scampo. I padri della costituzione americana scrissero una costituzione con il preciso fine di dare al popolo un' arma di difesa contro il governo, limitandone e dividendone i poteri ...

" ... Nella forma in cui noi la conosciamo, tale divisione tra il potere legislativo, giudiziario ed esecutivo, non ha raggiunto gli scopi per cui era stata progettata. Dovunque, per via dei mezzi costituzionali, i governi hanno ottenuto poteri che quei pensatori non intendevano affidar loro. Il primo tentativo di assicurare la libertà individuale per mezzo di forme costituzionali è evidentemente fallito"

Hayek

Per questo che ogni onesto liberale a questo punto non si dovrebbe più porre problemi di come controllare, giustificare o ridurre il potere, ma più coerentemente come si possa farne a meno. La democrazia non di meno legittima lo Stato attraverso i suoi fini collettivi (leggi, guerra, solidarismo forzoso, politiche fantasiose) a sfruttare il popolo così da massimizzare la propria ricchezza e potere.

Il liberale non ha mai sognato l'uomo nuovo e nella sua prospettiva sociale non auspica un' elevazione etica e morale dell'uomo, ma cerca soltanto di capire il perché di un suo eventuale decadimento studiandone la prasseologia: come si comporta rispetto a certi fenomeni sociali.


"La democrazia, da questo punto di vista, non sarebbe altro che il tentativo fallimentare, di creare un ordine politico innaturale che si ostina a non prendere atto del fatto che gli individui attribuiscono minor valore ai beni lontani nel tempo rispetto a quelli temporaneamente più vicini"

R. Cubeddu

 La de civilizzazione che essa ha portato è sotto gli occhi di tutti: persone scrupolose trasformate in beoni e sognatori, adulti in bambini, uomini civili in barbari e produttori in criminali.

Il gioco politico da sempre più spazio a persone prive di inibizioni e pronte a qualsiasi cosa, la "libertà di parola" dona legittimità alle pretese più disparate, il desiderio dei beni altrui cresce a dismisura.

Il tutto grazie alla nostra opinione che un governo sia necessario e che esso debba lavorare molto: fare leggi che altro non fanno che darci maggiore insicurezza diffondendo immoralità a profusione e spendendo soldi che nemmeno esistono indebitando così le generazioni future.

"Nulla appare più sorprendente a quanti si occupano degli affari umani con occhio filofico, della facilità con cui i molti sono governati dai pochi, e dell'implicita sottomissione con cui gli uomini consegnano i propri sentimenti e le proprie passioni ai loro dominatori. Se ci chiediamo con quali mezzi questa meravigli possa essere ottenuta, troveremo che, poiché la Forza è sempre dalla parte dei governati, i governanti non hanno nulla a proprio sostegno se non l'opinione. E' dunque sulla sola opinione che il governo si fonda, e questa massima si estende ai governi più dispotici e militari tanto quanto ai più liberi e popolari ..."

 Hume

La lettura perfetta per questa fine estate: "Democrazia: il dio che ha fallito" di Hans-Hermann Hoppe. Un po' di sano pessimismo libertario ed eccomi di ritorno dopo un lungo silenzio: mi scuso per le tante citazioni, ma mi sembrava un modo elegante per palesare la mia rabbia accumulata e magari invogliare qualcuno ad approfondire gli autori di riferimento.

 

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Utente non iscritto alla Community di Libero
InVisigoth il 08/09/10 alle 09:27 via WEB
Ben trovato! E vedo che sei rientrato alla grande
 
 
liberemanuele
liberemanuele il 08/09/10 alle 18:36 via WEB
Grazie! Si, mi sento rinvigorito dopo una settimana di ozio sotto il sole ... ero alla frutta! Quando ce vo', ce vo' :D
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Vaaal il 08/09/10 alle 10:11 via WEB
complimenti per il post, anche io ho lasciato perdere il blog da tanto tempo ma fa sempre piacere leggere parole del genere. Il libro di Hoppe è nella lista "da leggere" da molto tempo.. :-)
 
 
liberemanuele
liberemanuele il 08/09/10 alle 18:38 via WEB
Stilisticamente Rothbard per me è il numero uno, i suoi libri si leggono tutti di un fiato, Hoppe è un pochino più lento, ma comunque gran bella lettura, ottima per la mia incazzatura 2010!
 
to_revive
to_revive il 08/09/10 alle 11:34 via WEB
Bhe, pezzo davvero profondo per un rientro al quale rispondo dicendo solo che Hoppe, è stato allievo di Rothbard che a sua volta è stato "allevato" da Von Mises e ti ho detto tutto..Solo Ron Paul può competere alla pari con loro. Ti spedirò "What Has Government Done to Our Money?" di Murray Rothbard che insieme al libro che ti inviai è illuminante. Ciao Ema bello rileggerti e ricorda che sovente le delusioni sono quelle che ci fanno grandi!
 
 
liberemanuele
liberemanuele il 08/09/10 alle 18:53 via WEB
Si, leggere Hoppe e capirne il pessimismo è stato come trovare l'ennesima conferma alle mie convinzioni. Una conferma che però carica e motiva. Quello che mi serviva ... Il libro di Ron lo sto scoprendo piano piano, però alla fine della lettura credo che il mio inglese migliorerà notevolmente :D Rothbard lo adoro, ha uno stile scorrevolissimo e coinvolgente, in più completa gli austriaci fornendo ciò che manca per un' autentica filosofia della libertà. Grazie di tutto Greta, è un piacere ritrovarti anche dopo tutti questi mesi!
 
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