Creato da livio203 il 04/08/2008

Andrea Liponi

Andrea è scomparso dal 8 giugno 2008

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8 giugno 2019

Post n°139 pubblicato il 08 Giugno 2019 da livio203
Foto di livio203

Bolzano, Chiesa dei Domenicani, 8 giugno 2019

 

E’ il decimo anno che ci ritroviamo in una chiesa a ricordare Andrea nell’anniversario della scomparsa

E molte volte ci siamo ritrovati qui, nel Duomo degli Italiani di Bolzano.

La prima, nel 2009, quando ancora la scomparsa era recente e speravamo ancora che presto l’attesa si sarebbe sciolta nella gioia di un ritorno, con la messa celebrata dal Vescovo di Bolzano-Bressanone Mons. Karl Golser e la successiva fiaccolata terminata nella sala Consiliare del Municipio di Bolzano.

Peraltro qui, nella Cappella di Santa Caterina, Andrea è stato battezzato il primo maggio del 1986, quando la caliginosa nube di Cernobyl aveva raggiunto il nostro cielo.

Infatti, allora la nostra famiglia risiedeva non lontano da qui e questa era la nostra parrocchia.

Purtroppo gli anni sono passati, le fiaccolate pure, le cerimonie, i convegni, gli incontri si sono succeduti, siamo stati a “Chi l’ha visto?”, siamo stati ospitati da numerose emittenti televisive, siamo apparsi in tanti articoli dei giornali locali… Ma di Andrea, nulla, il silenzio più profondo e spaventoso.

Abbiamo conosciuto tante persone sfortunate come noi o che, diversamente da noi, hanno ritrovato i resti mortali del proprio figlio o genitore o fratello od amico.   Abbiamo fondato l’Associazione Penelope, dei Familiari ed Amici delle Persone Scomparse, qui nella nostra Regione, abbiamo anche tentato di aiutare coloro che si trovavano nella nostra stessa situazione.   Ma di Andrea, a tutt’oggi, solo il vuoto e il più profondo silenzio.  Rubo le parole all’introduzione di Antonio Maria La Scala al libro di Nicodemo Gentile sugli scomparsi:  ..”la scomparsa, come un’allergia, come la puntura di un velenoso insetto, può veramente colpire chiunque”..    Un’allergia, una puntura di zanzara o di tafano possono colpire tutti, anche casualmente.   Ebbene, non ci si pensa finché non lo si prova di persona, ma è proprio così: sono migliaia le persone scomparse in Italia e nel mondo di cui non sa più nulla.  E la scomparsa rimane, per chi la vive, una ferita aperta che non si rimargina più: può chiudersi solo se la sparizione finisce, se il figlio, il padre, la madre, il fratello, l’amico ritorna o viene ritrovato.   Anche morto: un lutto, per quanto grave, si supera se c’è una certezza, non si può superare mai se l’assenza non si risolve.   Anche a questo serve un’associazione come Penelope: a dare un sostegno, un aiuto a chi subisce, innocente, un male senza fine, il dramma della scomparsa senza ritorno.

 
 
 

8 febbraio 2019

Post n°136 pubblicato il 06 Febbraio 2019 da livio203
Foto di livio203

33 anni oggi avresti

se un demone malvagio

non ti avesse trascinato

tra quei boschi dirupati

quelle rocce scoscese

verso il tuo sacrificio.

Undici anni prima, tu, nuovo Cristo,

con la tua atroce sofferenza,

nel mistero oscuro della tua fine,

ci hai lasciati vuoti di te.

Nel nostro lento quotidiano precipitare

ci avviciniamo a te

per riempire la borraccia del nostro cuore

per attingere alla tua fonte

al ricordo del tuo precoce sacrificio

alla tua sorgente perenne

d'amore, di sofferenza, di purificazione

che richiudiamo in noi.

 
 
 

CONVEGNO A BOLZANO

Post n°135 pubblicato il 20 Settembre 2017 da livio203

UN CONVEGNO DI PENELOPE A BOLZANO. "PERSONE SCOMPARSE: ASPETTI PSICOLOGICI E PSICHICI", 14 OTTOBRE, ORE 9,00-13,00, CENTRO PASTORALE, piazza Duomo, 2.

Motivazioni.

L’evento da cui ha preso le mosse l’idea del Convegno è stata la scomparsa e il successivo ritrovamento, all’inizio di dicembre 2016, di un giovane seguito dal servizio psichiatrico.   Una vicenda che ha ricordato da vicino quella di Andrea Liponi, scomparso nel giugno del 2008 e non più ritrovato.   L’uscita nello scorso anno del libro del prof. Fabio Sbattella “Persone scomparse. Aspetti psicologici dell’attesa e della ricerca” e la conoscenza e la collaborazione del prof. Andreas Conca hanno contribuito ad alimentare l’idea iniziale di un Convegno sugli aspetti psicologici e psichici della scomparsa delle persone.      In esso si vogliono mettere a fuoco prima gli aspetti generali del fenomeno (Avv. Antonio La Scala, Presidente Nazionale di Penelope Italia) e le modalità che le Istituzioni hanno messo in campo per la ricerca, ovvero la legge 203 e la pianificazione provinciale per la ricerca delle persone (Commissario del Governo prefetto dott. Vito Cusumano), nonché la partecipazione alla stessa delle Organizzazioni della Protezione civile (Ernst Winkler).   Poi si passa, con il prof. Sbattella, a parlare del ruolo della psicologia dell’emergenza sia per quanto riguarda le ricerche, con la proposta del profiling dello scomparso, sia in quello dell’assistenza ai familiari e alle persone impegnate nelle ricerche.   Collegato a questo intervento è quello del dottor Erwin Steiner, coordinatore provinciale della Psicologia dell’emergenza, che parlerà del modus operandi in Provincia di Bolzano nei casi di scomparsa.    Infine il prof. Andreas Conca parlerà delle patologie psichiatriche più esposte al rischio di scomparsa e delle risorse che il territorio offre alle stesse.   Il Convegno non vuol essere un punto di arrivo, ma un punto di partenza per una collaborazione tra Associazioni e Istituzioni ai fini della prevenzione del fenomeno della scomparsa, attraverso un miglioramento dell’assistenza alle persone a rischio.    

 
 
 

UNA MATTINA DI OTTOBRE

Post n°134 pubblicato il 19 Febbraio 2016 da livio203
 

VIRGINIA BAILY, UNA MATTINA DI OTTOBRE, ED NORD, 2016

Ci sono romanzi che raccontano vicende lontane dal tuo mondo, ma che si intrecciano intimamente con il tuo essere dentro, con quell'insieme di esperienze sofferenze piaceri e sentimenti che fanno parte della tua permanenza in vita.

"Una mattina di ottobre" ha un titolo piuttosto anodino, poco significativo del suo reale contenuto. Perché, se è vero che in una (non tanto qualunque) mattina di ottobre (del '43!) la protagonista si ritrova improvvisamente tra le braccia un bambino (ebreo) che determinerà il resto della sua vita, è vero che la vicenda, con tutto il suo corredo di indugi descrittivi più o meno necessari, raccontata a sprazzi, con salti continui dal presente al passato, va molto al di là di questa mera e generica definizione temporale, comprendendo esperienze diverse, passioni e sentimenti contrastanti, presenze e assenze, intrecci inattesi di vite vissute a distanza.

In breve, durante il rastrellamento del ghetto di Roma, una madre riesce ad affidare il proprio figlio più piccolo, di sette anni, Daniele, ad una giovane sconosciuta, perché lo salvi dalla persecuzione nazista.  La donna, Chiara, che vive sola con una sorella malata, perché i genitori e il suo fidanzato sono morti, da quel momento decide che la sua missione principale è salvare il bambino, nutrirlo, dargli l'affetto che gli manca.  Diventa allora secondaria l'altra missione, quella di salvare la sorella, che, infatti, morirà senza di lei, procurandole il rimorso di averla abbandonata.

Ma la missione risulta più ardua che mai.  Il bambino sembra refrattario alle sue cure, chiuso nel dolore permanente del distacco dalla madre e dalla sua famiglia.   E se, per un po', sembra sfogarsi assimilandosi appena possibile alla natura o attraverso la creazione di letterine per la madre, da imbucare negli anfratti più improbabili, quando comincia l'età della ragione e viene a sapere che tutta la sua famiglia è stata distrutta, incomincia ad imboccare la strada della tossicodipendenza, fino a portare la propria madre adottiva alla rovina emotiva ed economica.  Un prete, amico della protagonista, decide allora di aiutarla, allontanando il ragazzo da casa e promettendo di prendersene cura, ma impedendo qualunque contatto tra i due. 

Sono passati così dieci anni, in cui Chiara sembra aver dimenticato il proprio figliastro ed essersi rifatta una vita tranquilla, finché non le arriva una telefonata di Maria, la figlia inglese (gallese) di Daniele,  che ha appena saputo di essere stata concepita dalla madre durante una vacanza in Italia e vuole, quindi, venire a Roma per recuperare le proprie radici e, magari, sapere qualcosa di più del proprio padre naturale.

Inizia così la nuova avventura di Chiara: conoscere e, pian piano, amare la finora sconosciuta nipote sedicenne;  e ricominciare con lei a sperare di ritrovare anche il suo ragazzo, che temeva ormai potesse essere morto.   

Una vicenda che parla di assenze (dei genitori, poi della sorella, infine dell'amato figlio adottivo), di nostalgici ricordi e di incontri inaspettati, come quello tra Chiara e Simone, l'ex amante del padre, (prima odiata a distanza, poi amica inseparabile); e, infine, di scoperte e ritorni inaspettati.

Un libro che a me riporta in mente la scomparsa di mio figlio Andrea e la speranza mai sopita di rivederlo e la triste convinzione ormai sempre più solida che non lo rivedremo più.

 

 

 
 
 

Scomparsi: che fare?

Post n°133 pubblicato il 27 Giugno 2014 da livio203
 

IL servizio della RAI BZ DEL 21.06.2014, dedicato agli Scomparsi: interventi di

- Mirella e Livio Liponi, Penelope Trentino-Alto Adige

- Avv. Antonio La Scala, Penelope Italia

- Prof. Fabio Sbattella, Psicologi per i Popoli

 
 
 
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GOCCE DI MEMORIA..

E' la prima e migliore colonna sonora di questo blog..

 

VB33 8 GIUGNO 2018

 

MIRELLA INTRODUCE IL CONVEGNO DEL 2012