LIBERI

Un uomo non è vecchio finché i rimpianti non prendono il posto dei suoi sogni

 

LA GLORIA RENDE GLI EROI IMMORTALI

Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa ...e avrò la mia vendetta...in questa vita o nell'altra!

 


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 Massimo, Massimo, Massimo, ti acclamano. Il generale che diventò uno schiavo, lo schiavo che diventò un gladiatore, il gladiatore che sfidò un imperatore, una storia che colpisce e adesso il popolo vuole sapere come va a finire, soltanto una morte gloriosa li soddisferà e cosa c'è di più glorioso che sfidare l'imperatore in persona nella Grande Arena?

A tre settimane da oggi, io mieterò il mio raccolto. Immaginate dove vorrete essere, perché così sarà! Serrate i ranghi! Seguitemi!

in fin dei conti dobbiamo tutti morire, purtroppo non possiamo scegliere in che modo, ma possiamo decidere come andare in contro alla fine, per poter essere ricordati ...da uomini.

 

IL SOLE E LA COMETA

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La vita mia è una lacrima ritrovata sul tuo viso La terra mia è un soffio del tuo sorriso..e l'anima mia, accanto a te, si trova in paradiso!

immagineAma chi ti ama, non amar chi ti sfugge, ama l'amor che per te si distrugge ,non amar chi amor ti dice ma chi ti guarda e tace

A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato.

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Non ingannare il tempo...perchè poi il tempo ingannerebbe te!!!!!

E' sempre meglio amare e perdere, piuttosto che perdersi la gioia di aver amato....

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Se una persona ti manca non piangere.. alza gli occhi e ricorda che lei è sotto il tuo stesso cielo..

Se ti dicono che l'amore è come un sogno sogna pure... ma non stupirti se ti risvegli piangendo

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Non voglio che tu sia i l sogno delle mie notti ma la realtaà dei miei giorni..

Vorrei che Gesù mi desse un angelo come te! Però senza ali per paura che tu possa volare via da me... immagine

Il fracasso di una guerra non potrà mai coprire il silenzio di un bacio...

 

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UN IDEALE

"Noi siamo persone libere. Non siamo gente come gli altri. Non amiamo mescolarci con le masse, non vogliamo uniformarci. Siamo pronti a subire torti, oppressioni e sguardi malevoli. Non tradiremo mai ciò in cui crediamo, e continueremo a seguire la nostra linea per sempre.

Senza l'appoggio di nessuno, senza che nessuno ci dica bravi. Sempre così, con gli ideali nella mente  , in giro per l'Italia,e per il mondo  inseguendo un sogno. Non siamo eroi, ma amiamo quello che siamo e vogliamo difenderlo. E anche voi, anche se dell'essere liberi non ve ne frega niente, dateci retta. Se vi mettono i piedi in testa, se vi sentite pronti a fare la vostra parte per rendere più puro questo mondo, allora venite con noi. Fate come facciamo noi, create un movimento, aggregatevi a qualcuno che la pensa come voi, poco importa se nero, rosso o fucsia, e andate alla conquista del mondo. Non possiamo garantirvi che la vostra vita sarà migliore, questo no. Ma vi assicuriamo che almeno sarà un esistenza vera e vissuta ."

 

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bolgheri è un borgo assolutamente incantevole e l'hai...
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UOMINI

Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perchè hanno denunciato


Il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato.
Uomini o angeli

 mandati sulla terra, per combattere una guerra.

tu Pensa prima di sparare


e prima di Mirare e di giudicare ,

prova a pensare.

 

TU CHE CONOSCI IL CIELO!

Tu che conosci il cielo
saluta Dio per me
e digli che sto bene
considerando che
che non conosco il cielo
però conosco te
mi va di ringraziare
puoi farlo tu per me?
che intanto sono in viaggio
digli pure che io sono in
viaggio


non lo so dove vado ma viaggio
e gli porterò i miei souvenir
tutti quanti i miei souvenir
tu che conosci il cielo
e poi conosci me
le sai le mie paure
mi sa che sai il perché
che non conosco il cielo
farò come potrò
starò con la gente
per stare solo un po'
facendolo il mio viaggio
cerco il pomeriggio di maggio
non lo so come vado ma viaggio
e gli porterò tutti quanti i miei souvenir
tutti quanti i miei souvenir


 

ANGELICO

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
 
Lentamente muore
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicita'.

 

 

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Il silenzio che ti rende Uomo

Post n°180 pubblicato il 07 Novembre 2007 da maximo1970

Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra...
Il commento al brano biblico di Giobbe (19,1.23-27) scritto da don Benzi per venerdì 2 novembre, Commemorazione di tutti i fedeli defunti, e giorno in cui lui è tornato al Padre

Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia.
Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all'infinito di Dio.
Noi lo vedremo, come ci dice Paolo, faccia a faccia, così come Egli è (1Cor 13,12). E si attuerà quella parola che la Sapienza dice al capitolo 3: Dio ha creato l'uomo immortale, per l'immortalità, secondo la sua natura l'ha creato.
Dentro di noi, quindi, c'è già l'immortalità, per cui la morte non è altro che lo sbocciare per sempre della mia identità, del mio essere con Dio. La morte è il momento dell'abbraccio col Padre, atteso intensamente nel cuore di ogni uomo, nel cuore di ogni creatura.
(da Pane Quotidiano novembre-dicembre 2007)


La notte del 2 novembre il nostro caro Don Oreste, in seguito ad un attacco cardiaco ci ha lasciati.
Ora il nonno di noi tutti ci accompagnerà da lassù.

E’ tornato al Padre don Benzi, il “prete con la tonaca lisa”
L' “infaticabile apostolo della carità” stroncato da un attacco cardiaco

ROMA, venerdì, 2 novembre 2007 (ZENIT.org).- Don Oreste Benzi, Presidente e fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, è morto alle due di notte di questo venerdì nella sua abitazione a Rimini in seguito ad un attacco cardiaco.

Lo ha reso noto la segreteria generale della sua comunità. Aveva 82 anni. La camera ardente è stata allestita nella parrocchia La Resurrezione, in via della Gazzella. Il funerale si svolgerà lunedì 5 novembre alle 10:30 nel Duomo di Rimini.

Unanimi le reazioni, una volta appresa la notizia: è morto “un santo al servizio dei poveri”, che si prodigò per i barboni, le prostitute, i drogati, i malati di AIDS|, i carcerati, i portatori di deficit psichico, gli sfrattati senza casa, i bambini e le bambine ancora non nati.

Chiunque abbia avuto modo di incontrare questo sacerdote sempre in movimento, coraggioso, schietto, innamorato di Cristo, un campione di testimonianza cristiana umile e vera, ha avuto l’impressione di trovarsi vicino ad un santo.

In un libro che racconta la sua esperienza, don Oreste si descrive come “il prete con la tonaca lisa”, tanto impegnato ad accogliere, servire, spendere la sua vita per gli altri, da non avere il tempo di curarsi di sé. Spesso spettinato, con il colletto dell’abito talare sempre troppo largo, la rasatura non sempre curata, ma con un cuore e un dinamismo straordinario.

Nel corso degli anni don Benzi ha aperto 200 case famiglia, 6 Case di preghiera, 7 Case di fraternità, 15 Cooperative sociali, 6 Centri diurni per persone con gravi handicap. 32 Comunità terapeutiche per il recupero dei tossicodiependenti, una "Capanna di Betlemme" per i barboni, salvato migliaia di persone, sole, disperate, schiave di droghe e racket della prostituzione.

Per tutti ha cercato di ricreare il clima di famiglie vere per chi una famiglia non l'aveva mai avuta o l’aveva persa.

La Comunità Papa Giovanni XXIII è presente con progetti e opere di carità in Albania, Australia, Bangladesh, Bolivia, Brasile, Cile, Cina, Croazia, India, Italia, Kenya, Romania, Russia, Tanzania, Venezuela e Zambia.

Meno note, ma molto efficaci, sono state le sue battaglie per la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.

Sul caso Welby e l'eutanasia ha raccontato una volta: "Ho mandato un messaggio a Piergiorgio in cui gli ho detto: vedrai quanto è bella la vita. Chiunque soffre dà la possibilità all'uomo di ritrovare se stesso, di non ignorare l'altro, di ricomporre un'unità profonda. Non è la malattia che fa star male ma è l'abbandono che viene fatto della persona malata che lo fa soffrire".

Sulla difesa dei non nati don Oreste è stato uno dei più fieri oppositori dell’aborto. Da almeno un decennio il servizio “Maternità Difficile” dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII promuove in diverse città d'Italia un momento di preghiera con la recita del Rosario in favore della vita nascente davanti agli ospedali in cui si praticano gli aborti.

In una conferenza svoltasi a Bologna, il 4 settembre, don Oreste Benzi aveva proposto di destinare a progetti pro-life parte dei fondi utilizzati per le interruzioni di gravidanza.

Più volte ha levato la propria voce per denunciare la legge 194 che “autorizza e finanzia ogni giorno la soppressione di quasi 400 bambini innocenti”. “Non ci mettiamo contro le donne – disse una volta – ma al loro fianco, per difendere il diritto a non abortire”.

Nel momento del lutto, la Comunità Papa Giovanni ha pubblicato sul proprio sito web il commento al brano biblico di Giobbe (19,1.23-27) scritto da don Benzi per venerdì 2 novembre, Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

In questa sua riflessione il sacerdote diceva: “Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia”.

“Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio”, aggiungeva poi.

“Noi lo vedremo, come ci dice Paolo, faccia a faccia, così come Egli è (1Cor 13,12). E si attuerà quella parola che la Sapienza dice al capitolo 3: Dio ha creato l’uomo immortale, per l’immortalità, secondo la sua natura l’ha creato”, sottolineava.

“Dentro di noi, quindi, c’è già l’immortalità, per cui la morte non è altro che lo sbocciare per sempre della mia identità, del mio essere con Dio – continuava don Benzi –. La morte è il momento dell’abbraccio col Padre, atteso intensamente nel cuore di ogni uomo, nel cuore di ogni creatura”.

Don Oreste Benzi è nato a San Clemente il 7 settembre 1925. Settimo di nove figli, all’età di dodici anni entra in Seminario a Rimini e viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1949. Nominato cappellano della parrocchia San Nicolò a Rimini, nell’ottobre 1950 viene chiamato in seminario quale insegnante e nominato vice assistente della Gioventù Cattolica di Rimini.

Per coinvolgere più giovani possibili comincia a realizzare attività per favorire un “incontro simpatico con Cristo”. In questo progetto rientra anche la costruzione di una casa alpina ad Alba di Canazei (TN) per soggiorni di adolescenti, realizzata dal 1958 al 1961 grazie anche ad una ricerca di fondi condotta personalmente porta a porta negli Stati Uniti d’America.

Dal 1953 al 1969 è direttore spirituale nel seminario di Rimini per i giovani nella fascia di età dai 12 ai 17 anni; insegnante di religione alla scuola Agraria San Giovanni Bosco e poi nei licei Giulio Cesare e Serpieri di Rimini e Volta di Riccione, riesce a sperimentare innovazioni sul piano educativo.

Dall’incontro con i giovani portatori di deficit psichico, grazie anche alla disponibilità a tempo pieno di alcuni giovani, don Benzi guida l’apertura della prima Casa famiglia dell’Associazione Papa Giovanni XXIII a Coriano (RN) il 3 luglio 1973.

Don Oreste si pone a fianco dei “senza casa” riminesi, inizia battaglie per l’inserimento lavorativo dei disabili, per dare ai bambini in difficoltà una famiglia invece dell’istituto, per riconoscere dignità agli zingari.

Con il passare degli anni si affrontano nuove emergenze: tossicodipendenti (sono circa 450 i ragazzi in programma terapeutico in Italia e all’estero), barboni (la Capanna di Betlemme avviata nel 1987 a San Martino Montelabbate è la prima struttura di accoglienza a bassa soglia), Paesi in via di sviluppo (l’Associazione è al momento presente con case famiglia e progetti di sviluppo in 17 Paesi stranieri), la solitudine e l’abbandono dei giovani (iniziano le serate in discoteca per parlare di Dio).

Dal 1991 don Benzi si avvicina “sulla strada” ad una delle grandi povertà dei nostri tempi, impegnandosi in prima persona per liberare le “nuove schiave del sesso” e denunciare il silenzio delle istituzioni.

Sono numerosissimi gli incontri con i principali esponenti dei Governi italiani, con parlamentari e rappresentanti delle istituzioni italiane e straniere. Nella mente di tutti sono ancora impressi i commoventi colloqui con Papa Giovanni Paolo II insieme ad ex prostitute liberate dall’Associazione.

Il 24 ottobre 1998, riceve dalle mani del Cardinal J.F.Stafford il decreto del Pontificio Consiglio per i Laici che riconosce la Comunità Papa Giovanni XXIII come “Associazione internazionale privata di fedeli laici di diritto pontificio”.

Autore di numerosi libri di grande successo editoriale come “Con questa tonaca lisa”, “Scatechismo”, “Prostitute”, “Trasgredite”, “Ho scoperto perché Dio sta zitto” ed il recente “Gesù è una cosa seria”, tutti pubblicati da Mondatori.




E’ morto un prete santo!
Unanime reazione alla scomparsa di don Oreste Benzi

ROMA, venerdì, 2 novembre 2007 (ZENIT.org).- La scomparsa di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità papa Giovanni XXIII, ha suscitato reazioni commosse in tutto il mondo.

Monsignor Angelo Comastri, Arciprete della Basilica di San Pietro e prossimo Cardinale, in una intervista pubblicata dal quotidiano on-line “Petrus” ha detto di don Oreste: “E' stato un amico e un vero Santo".

Il presule ha raccontato di quella volta che in occasione del Gran Giubileo del 2000 Don Benzi andò a Loreto, dove Comastri era Arcivescovo, portandogli 100 prostitute che aveva salvato dalla strada: “Tutte e 100 le ragazze passarono oltre due ore in preghiera nella cappella del Pomarancio e decisero di cambiare vita. Don Benzi ed io piangevamo di commozione".

Secondo l’Arciprete della Basilica di San Pietro, don Oreste Benzi era "un capolavoro di sacerdote, un uomo di Dio. Era una Eucarestia vivente. Quando l’ho visto per l'ultima volta, avevo capito che non poteva dar altro, si era consumato al servizio di tutti. Quando si congedò da me, mi disse: ci rivediamo o qui in Vaticano a lassù nel cielo".

“Ma la cosa più bella – ha concluso monsignor Comastri – sono le lacrime che stanno versando per lui le prostitute che ha salvato dalla “schiavitù e dalla strada. La Madonna gliene sarà grata. Don Oreste ci mancherà davvero molto".

Don Flavio Peloso, Direttore generale dell'Opera Don Orione, in un messaggio inviato alla Comunità Giovanni XXXIII ha rilevato che don Oreste veniva definito da confratelli e laici "un Don Orione vivente".

“Il suo impegno sociale aveva una sicura e inesauribile fonte nella vita spirituale che lo portava a conformarsi a Gesù non solo nell''azione ma ancor più nei sentimenti", ha ricordato don Flavio.

Salvatore Martinez, Presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito (RnS), ha commentato che don Benzi è da annoverare “tra i testimoni dello Spirito del ‘900”: “un vero prete capace di dare al ministero sacerdotale quella dignità che viene dall’incontro feriale con i piccoli, i poveri, quelli che sono ricordati come gli ‘ultimi’ del Regno che nella sua vita erano i ‘primi’.

Il Presidente del RnS ha raccontato di aver sperimentato in molte circostanze “questa sua predilezione verso tutto ciò che egli considerava le schiavitù del nostro tempo. Più volte, anche nell’ultimo viaggio che abbiamo fatto insieme, mi disse: ‘Aiutiamoci a liberare gli schiavi'. Credo che sia un grande messaggio per questo nostro terzo millennio, che eredita come triste deficit e debito d’amore tante schiavitù morali, politiche, umane”.

“La sua memoria – ha concluso Martinez – rimarrà viva nell’impegno di questi cosiddetti ‘ex’ che ora lo piangono, ma che sono tornati pienamente alla vita e che sapranno trasmettere questo deposito d’amore, questa eredità d’amore così luminosa che, ripeto, annovera don Oreste fra i grandi campioni della carità, fra i grandi testimoni della fede carismatica dei giorni nostri”.

Il Comune di Rimini ha dichiarato il lutto cittadino per la scomparsa di don Oreste Benzi, con l’esposizione della bandiera comunale listata a lutto nella giornata di svolgimento delle esequie funebri.

Il Sindaco di Rimini Alberto Ravaioli ha sottolineato che “ogni singolo istante della vita della vita di don Oreste Benzi è stato un invito al coraggio. Soprattutto il coraggio della fede che si fa quotidianamente pratica, azione nella realtà”.

“In pochi – ha continuato il Sindaco - come lui hanno saputo infondere serena passione alla parola evangelica a riecheggiare la sua originaria forza 'scandalosa'. Perché don Oreste Benzi è stato un uomo di chiesa costantemente e volontariamente dalla parte del non conveniente; che, per una società fatua, è in sostanza il più debole, la persona che soffre non solo a migliaia di chilometri di distanza ma dietro quell’angolo a cui i nostri occhi sono ogni giorno assuefatti”.

Per Ravaioli “don Oreste è l’umanità a cui tutto il mondo tende, l’esempio ascoltato da capi di governo e istituzioni, il sacerdote che testimonia Dio là dove non è opportuno andare, la santità che 'si sporca le mani' con il secolo e i suoi moderni strumenti di comunicazione”.

Stefano Vitali, uno dei principali collaboratori di don Oreste, suo portavoce e oggi assessore comunale a Rimini ha ricordato: “Ho visto pochissime persone al mondo trattare allo stesso modo un capo di stato e un barbone come faceva Don Benzi”.

“Aveva una grandissima capacità di far crescere le persone che aveva attorno a lui, responsabilizzandole, per questo sono sicuro che la comunita' continuera' anche dopo di lui”, ha aggiunto.

Mario Palmaro, Presidente del Comitato “Verità e Vita”, ha ricordato che “il costante e indefettibile impegno di don Oreste nella difesa di tutti i più deboli ed emarginati, ma sempre con particolare amore alla vita nascente, resta nella storia dei pro-life un luminoso esempio di coraggio e di verità”.

“D’ora in poi tutti coloro che lottano per la difesa della vita, dal concepimento naturale alla morte naturale, hanno un protettore in più: poichè i santi vengono riconosciuti prima dal popolo e poi ufficialmente dalla Chiesa, noi lo pregheremo per darci sostegno nella battaglia contro la dominante 'cultura di morte'”, ha concluso Palmaro.

 
 
 
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SE FOSSE UN SOGNO !!!!!!!!!!

immagine...se questo sogno si avverasse com'è
mi piacerebbe che accadesse con te
dove le stelle sono più grandi di noi...
ma ti puoi scegliere la stella che vuoi ed affidarle tutti questi nostri sogni impossibili....

 

RICORDI ORMAI SBIADITI !!!

         immagine“Qualunque sia il tuo sogno chiudilo a chiave nel

 profondo del tuo cuore...immagine lo riscalderà nei momenti di

 difficoltà e lo farà battere forte nel momento in cui

 volerà via libero....”  
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IL CHE

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La giustizia sociale, un fine nobilissimo,
perseguito con grande dedizione fino al sacrificio
della vita. Vittorie e sconfitte di un uomo
che è diventato un mito della Storia

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NON ABBIATE PAURA

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Vivete nella Fede, trasmettetela ai figli, testimoniatela nella vita, amate la Chiesa, vivete in essa e per essa, fate spazio nel cuore a tutti gli uomini, perdonatevi a vicenda, costruite ambienti di pace ovunque siete.
Ai non credenti dico: cercate Dio, Egli sta cercando voi.
E ai sofferenti dico: abbiate fiducia, Cristo che vi ha preceduto vi darà la forza di far fronte al dolore.

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Ai giovani: spendete bene la vita, è un tesoro unico.
A tutti: la Grazia di Dio vi accompagni ogni giorno.
E salutatemi i vostri bambini, appena si svegliano. Come vorrei che questo mio « buon giorno » fosse per loro presentimento di una buona vita, a consolazione vostra e mia, e di tutta la Chiesa.

Papa Giovanni Paolo II

 

PENSA


Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento

 

LINEA DI CONFINE

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Oggi la gente sembra guardare alla vita come a una speculazione. Non è una speculazione, ma un sacramento. Il suo ideale è l'amore, la sua purificazione è il sacrificio.Ogni uomo  ambizioso deve lottare contro il suo secolo con le proprie armi. Anche se viviamo in un secolo che adora  la ricchezza e l'apparire . Infatti  Il Dio di questo secolo è la ricchezza e la mancanza di valori .Tutto ciò mi fa' pensare che  nella vita moderna ,Tutto quello che noi chiamiamo societa', e' solo  un frutto dal gusto  abbastanza deprimente .

 

LUCI NEL MONDO

immagineChi ha scoperto Cristo deve portare altri verso di Lui. Una grande gioia non si può tenere per sé. Bisogna trasmetterla. In vaste parti del mondo esiste oggi una strana dimenticanza di Dio. Sembra che tutto vada ugualmente anche senza di Lui. Aiutate gli uomini a scoprire la vera stella che ci indica la strada: Gesù Cristo! Cerchiamo noi stessi di conoscerlo sempre meglio per poter in modo convincente guidare anche gli altri verso di Luiimmagine

 

HASTA SIEMPRE

Abbiamo imparato ad amarti

sulla storica altura

dove il sole del tuo coraggio

ha posto un confine alla morte.

 

Qui rimane la chiara,

penetrante trasparenza

della tua cara presenza,

Comandante Che Guevara.

 

La tua mano gloriosa e forte

spara sulla storia

quando tutta Santa Clara

si sveglia per vederti.

 

Qui rimane la chiara ...

 

Vieni bruciando la nebbia

come un sole di primavera,

per piantare la bandiera

con la luce del tuo sorriso.

 

Qui rimane la chiara ...

 

Il tuo amore rivoluzionario

ti spinge ora a una nuova impresa

dove aspettano la fermezza

del tuo braccio liberatore.

 

Qui rimane la chiara ...

 

Continueremo ad andare avanti

come fossimo insieme a te

e con Fidel ti diciamo:

Per sempre, Comandante!

 

Qui rimane la chiara ...

 

IL CANTO GENERALE

"Sono rinato molte volte, dal fondo

di stelle sconfitte ricostruendo il filo

delle eternità che ho popolato con le mie mani,

e ora morirò senza nient' altro, con terra

Sopra il mio corpo, destinato a essere terra"



Il Canto Generale (La Morte)
 

UN PENIERO PER TE!

<<In genere ci viene detto che nella vita

 abbiamo una scelta tra due sole strade:

                            

lottare con tutte le nostre forze

per arrivare in cima e avere successo

o unirci all'esercito dei perdenti di questo mondo,

 dei "nessuno".

Esiste una terza via amico.

Puoi farti da parte

e cominciare ad essere

la persona che vuoi essere.

Non sei obbligato a fare il loro gioco.

 Sono gli altri che hanno bisogno di te,

 non tu di loro.>>

 

ANNI D'ORO

 
 

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