UN POSTO NEL MONDOAccadono cose che sono come domande, passa un minuto oppure anni e poi la vita risponde.. |
I MIEI SLIME ADOTTIVI
Ti stai chiedendo che c’è d’interessante in questa storia?
Magari l’hai buttata sul comodino e già non ti va più di andare avanti. Forse la voglia di leggere ti è sempre mancata, forse no.
A me è mancata quella di parlare.
Allora facciamo uno sforzo in due, ok?
Io racconto e tu leggi.
Può darsi che, tra qualche pagina, ci accorgiamo che non siamo così distanti, che la tua storia è la mia e la mia la tua.
E scopriamo che ci ha fatto bene questo sforzo.
Ci vuole pazienza. Prima o poi passa il vento e si va.
Si va nel verso giusto, che poi, forse, è proprio quello sbagliato, chissà... Sì, prima o poi passa il vento, arriva un soffio e ti regala un po’ di movimento.
Per me è arrivato all’uscita di una di quelle mattine tutte uguali. Ho scontrato una magia.
E da quel giorno è cambiato tutto.
Perché, a volte, ti serve un passo falso per capire come si cammina e dopo prendi il via... Ti serve un inciampo, poi metti un piede dietro l’altro e non cadi, no, stavolta no, hai trovato equilibrio.
Ed è una gran conquista.
Magari l’hai buttata sul comodino e già non ti va più di andare avanti. Forse la voglia di leggere ti è sempre mancata, forse no.
A me è mancata quella di parlare.
Allora facciamo uno sforzo in due, ok?
Io racconto e tu leggi.
Può darsi che, tra qualche pagina, ci accorgiamo che non siamo così distanti, che la tua storia è la mia e la mia la tua.
E scopriamo che ci ha fatto bene questo sforzo.
Ci vuole pazienza. Prima o poi passa il vento e si va.
Si va nel verso giusto, che poi, forse, è proprio quello sbagliato, chissà... Sì, prima o poi passa il vento, arriva un soffio e ti regala un po’ di movimento.
Per me è arrivato all’uscita di una di quelle mattine tutte uguali. Ho scontrato una magia.
E da quel giorno è cambiato tutto.
Perché, a volte, ti serve un passo falso per capire come si cammina e dopo prendi il via... Ti serve un inciampo, poi metti un piede dietro l’altro e non cadi, no, stavolta no, hai trovato equilibrio.
Ed è una gran conquista.
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FRAN
Post n°23 pubblicato il 02 Luglio 2007 da molly257
A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'é una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce.... E' una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: "A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave". Ci rimasi secco. A. Baricco - Novecento |












