Creato da testadirapa3 il 25/01/2011
un viaggio, tante anime perse.
 

 

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Strani incidenti.

Post n°135 pubblicato il 31 Ottobre 2012 da testadirapa3

Primi a svegliarsi di buon mattino furono Michelle e Karl. Non furono soli ad uscire dalla propria camera, nel corridoio trovarono Susan che appoggiata al davanzale di una finestra guardava una coppia di passerotti tubare allegramente. <<Buongiorno, Susan. Non so a voi, ma a me la vista di quelli mi fa venire fame.>> <<Buongiorno a te Michelle, Karl. Vedo che avete già indossato le vostre armi.>> <<Vedi bene, non mi va di sprecare tempo quando non ne ho. Michelle è dello stesso parere.>> Michelle non ascoltava quello che diceva Karl al suo fianco, era tutta presa dagli uccellini, li stuzzicava cercando di farli avvicinare. Poi tutto successe rapidamente, o lentamente per chi ne fu coinvolto. Uno degli uccellini entrò dalla finestra e Michelle, vogliosa di prenderlo o cacciarlo per fame, allungò il braccio sinistro, le lame poste sulla mano non si sa come scattarono in avanti e affondarono nel petto di Karl. Inorridita e spaventata Michelle ritrasse il braccio, con il passerotto nella mano, Susan le gridò di andare a chiamare il Guardiano Pheels, intanto lei si era tolta la giacchetta che aveva indosso e con entrambe le mani la tenne sulle ferite di Karl, che andavano ad inzuppare di sangue la giacchetta. Un pallore cadaverico prendeva possesso del viso e delle mani di Karl, che tremava per delle piccole convulsioni. Michelle era andata a bussare alla porta del Guardiano Pheels, intanto attratti dalle insolite grida di Susan, prima Angelo e poi tutti gli altri Eledai si affacciarono alla porta delle loro camere. William fu il primo ad avvicinarsi al teatro della tragedia, neanche il tempo di chiedere che cosa fosse successo, che il Guardiano Pheels arrivò di corsa, spostando chiunque capitasse per la sua strada. Tolse una tremante Susan da sopra Karl e si prese cura delle sue ferite. Neanche il tempo di vedere cosa era successo e si accorse che non c’era più nulla da fare. <<Siano ringraziati gli Dei. Il potere di Susan si è svegliato.>> Si alzò tese una mano a Karl che la prese e si alzò, stupefatto più di tutti di essere ancora in piedi, e soprattutto di essere ancora vivo. <<Ma cosa…?>> Era l’espressione sulla bocca di tutti. Susan continuava a guardarsi le mani, teneva ancora la sua giacchetta intrisa del sangue di Karl, con un gesto istintivo la fece cadere e si allontanò da essa. William si avvicinò a lei e l’abbracciò, le mormorava qualcosa all’orecchio che gli altri non riuscirono a sentire. <<Che fortuna, un altro po’ e sarei stato tuo cliente, Angelo.>> <<Incredibile, a momenti ci rimettevi le penne e hai ancora voglia di scherzare?>> Chiese l’italiano. <<Beh, guardiamo il lato positivo della cosa. Se non fosse stato per questo incidente, chissà quando si sarebbe svegliato il potere di Susan.>> <<Incidente? Per essere un incidente mi sembra strano.>> <<Cosa vuol dire, Guardiano?>> Chiese Sondra che guardava le macchie di sangue per terra. <<Voglio dire che mi sembrano strani come incidenti. A parte quelli di Michelle e Angelo, i poteri di Didier e ora Susan si sono svegliati in seguito ad incidenti strani. Il tuo cerchio che impazzisce e tra i tanti bersagli va a prendere proprio il più indifeso. Ora che è successo?>> Susan gli spiegò quanto era successo pochi minuti prima, aiutata tra le lacrime da Michelle. <<E ora questo strano incidente. Le lame nei bracciali di Michelle non possono attivarsi in questo modo, ho visto le mosse che ha fatto fino ad ora per estrarle e sono tante. In questo caso era impossibile che abbia fatto tutte quelle mosse solo allungando il braccio. Ci sono alcune ipotesi che mi vengono in mente, ma sono una più assurda dell’altra.>> In quel momento dalle scale arrivò Kalya si avvicinò al gruppo e notò il sangue per terra: <<Dei onnipotenti. Cosa è successo?>> Chiese guardando ad uno ad uno i presenti, alla ricerca di ferite in grado di provocare tutto quel sangue. <<Di tutto.>> Le rispose Karl, che si controllava ancora il punto dove era stato ferito. Kalya non riusciva a capire il senso di quella risposta. Il Guardiano Pheels le spiegò quanto successo e di quanto avevano detto in seguito e delle sue strane ipotesi ancora non pronunciate. Kalya guardò prima il pavimento pieno di sangue, lo strofinaccio intriso di sangue, Susan con le mani sporche di sangue e poi Karl con del sangue che si stava rapprendendo sui vestiti. <<Siete stati molto fortunati. Penso che siate anche affamati dopo questa avventura, se volete siete attesi da mio padre per una colazione.>> <<Dia tempo loro di cambiarsi e arriveranno presto alla tavola di vostro padre.>> Le rispose il Guardiano Pheels. Lentamente si avviarono tutti nelle proprie camere. <<Prima avevo cinque buchi al petto. Ora mi sento un buco allo stomaco. È proprio gradita, al momento, la colazione.>> Disse Karl mentre entrava nella sua camera insieme ad una piangente Michelle.

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