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Ricordi al profumo di bicarbonato al limone
Un dejavu. Si scrive così? E va beh…Quello che conta è quello che ho provato ieri sera quando sono andata dal dentista. Solita pulizia dei denti che faccio ogni 4 mesi. Il mio dentista che tra l’altro è simpaticissimo mi fa questa operazione senza farmi sentire il minimo dolore né fastidio. Grandissimo! Alla fine mi da un bel paio di occhialoni trasparenti e mi dice: “è il solito lavaggio con bicarbonato e poi signorina bella abbiamo finito.” E via che inizia a spruzzare questa soluzione di bicarbonato al limone. Chiudo gli occhi, perché nonostante il mio viso sia per metà riparato dalla mascherina, un po’ di gocce mi sporcano il viso. E con gli occhi chiusi, in pochi secondi, risento quel profumo proiettato indietro di 15 anni. No dico 15 anni. Quando la domenica pomeriggio la pista della discoteca che io e le mie amiche frequentavamo veniva invasa da quel fumo al profumo di….bicarbonato al limone!
“Ci sei? Non puoi essere svenuta per un po’ di bicarbonato!!!” Ho riaperto gli occhi e ho sorriso: “Dott. Lei è talmente bravo che io mi rilasso e mi addormento”. La sua assistente è scoppiata a ridere: “Sì, proprio te che dovevi essere legata da bambina…”
In macchina tornando a casa ho riassaporato il sapore di quei tanti pomeriggi trascorsi in discoteca con le amiche. Era l’epoca dei jeans rossi e del pakistano al collo. Del bomber con l’interno arancione e degli zainetti della Mandarina Duck.
Era l’epoca dei miei 15 anni. Molto diversi dai 15 anni di adesso ma mi auguro, per gli adolescenti di oggi, comunque ricchi di emozioni indimenticabili.
Ricordo l’ansia che accompagnava le interrogazioni, perché da quei risultati dipendeva la mia domenica pomeriggio “sei vai male a scuola niente discoteca” ripeteva mia madre. E forse anche grazie a questi piccoli ricatti mi sono diplomata con quasi il massimo dei voti (è quel quasi che mio padre non digerisce).
E poi il sabato pomeriggio al centro commerciale a far spese, non sempre però, perché la mia famiglia non poteva inserirlo nel budget delle spese fisse. I pranzi saltati durante la settimana per risparmiare quelle 10.000 lire che servivano per l’entrata e le sigarette (era l’epoca delle lire…era la preistoria…). E il viaggio in pullman per arrivare in discoteca. Partenza ore 14. Ma noi ragazze ci incontravamo alle 13 per l’ultima sistemata.
I ragazzi salivano alla fermata prima e tenevano i posti. Il viaggio di circa 15 minuti trascorreva tra risate e scherzi.
Un salto al bar, un saluto al caro vecchio Mario che ci staccava i biglietti e ci faceva da padre confessore. Credo che se ne sia fatto di risate il caro Mario ad ascoltare i nostri amori impossibili… Lui era quello che correva a cercare quelle sventurate che ricevevano inaspettata la visita del padre e che sarebbero state trascinate fuori per i capelli se Mario non fosse corso ad avvisarle per tempo. Povero Mario. Dall’alto dei suoi 50 anni suonati si ritrovava ogni volta coinvolto in queste beghe famigliari o in discussioni tra coppiette di ragazzini…
E intorno alle 14.45: “Benvenuti ragazzi! questa è la musica dell’O. ! Si parte! Siete pronti? urlava il deejay mentre noi ragazzi affollavamo la pista che era coperta da una nuvola di fumo bianco al profumo di limone….Bicarbonato al limone.
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Inviato da: patriziapiemme
il 28/09/2008 alle 17:03
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