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« Predizioni ed altre predizioni.Campioni di irrilevanza. »

L'anno che è già venuto.

Post n°2386 pubblicato il 02 Gennaio 2023 da fedechiara
 

L'anno che verrà - 02 gennaio 2015
Ricordo un dibattito di anni fa che concerneva i costi del servizio regionale detto 'Soccorso alpino' - che comporta l'uso di elicotteri, un mezzo di trasporto notoriamente 'costoso'.
Non so come sia finita: se con l'approvazione di una delibera regionale che pone a carico dell'assistito felicemente 'salvato' - di solito aspiranti alpinisti privi del 'know how' per compiere le imprese estreme di arrampicata e/o discesa con snowboard e sci-alpinismo su versanti impervi - oppure se siamo tuttora generosi con quegli sciamannati che mettono in pericolo le loro vite per un pulsione 'sportiva' invincibile - una 'mission impossible' in sedicesimo che stimola la loro auto-stima e il loro benessere atletico.
E uguale criterio di addebito personale dei costi altissimi posti a carico della collettività dovremmo applicare alle due giovanette che si sono lasciate catturare dai predoni siriani islamisti (unione di 'islam' e 'fondamentalisti' o 'terroristi', che dir si voglia) - e sapevano perfettamente, per uguali fatti di cronaca pregressi e altri eventi dolorosi di rapimento e riscatto e milioni di euro regalati alle associazioni del terrore islamista, che la loro era missione ad altissimo rischio della libertà e della vita.
Perché l'essere buoni e caritatevoli e agire di concerto con le ong di appartenenza che si fanno carico di tutto il male e la sofferenza del mondo è cosa buona e giusta e ammirevole finché, come san Martino o san Francesco, si offre a quei poveri e disgraziati e sofferenti del proprio: il mantello o il tozzo di pane e oggi le medicine e i medici e le infermiere senza frontiere; ma di andare per il mondo con addosso la maglietta: 'Rapiteci! Valiamo milioni di euro.' non è impresa condivisibile urbi et orbi, se quei milioni di euro che paghiamo per il riscatto moltiplicano il possesso di armi e il reclutamento militare di quelli dell'Isis che vanno a tagliare teste con la facilità e l'indifferenza con cui la mattina bevono la tazza del caffè quotidiana.
E anche la 'legge del mare', che i nostrani 'buonisti' sventolano quale bandiera di una assistenza al largo da parte della nostra Marina militare, andrebbe ripensata. Perché quella legge era stata formulata e applicata, nei decenni passati, per i naufragi episodici del normale traffico marittimo e le tempeste e gli scogli e le onde assassine, ma oggi interveniamo - con i milioni di euro che ci costano quelle missioni in mare aperto - quasi quotidianamente a raccogliere e salvare coloro che si mettono in mare scientemente (e ci spendono dei bei denari introitati dagli 'scafisti' e foraggiano l'atroce 'traffico di esseri umani').
E quegli immigrati clandestini usano della pietas e della compassione che tutti proviamo per chi soffre come un grimaldello, un piede di porco per entrare di forza nella casa-Italia e casa-Europa – e i numeri dell'anno che se n'è andato sono altissimi e quelli di quest'altr'anno lo saranno vieppiù e tutti i prefetti, in Veneto e altrove, sono in gravi ambasce e affanni per non sapere dove stiparli, questi nostri 'ospiti' indesiderati e che stiperanno le carceri, se non si trova loro un lavoro e non si offre loro una 'accoglienza' degna di questo nome e che non è nelle nostre corde economiche e sociali.
Buon anno nuovo, cari, e che il dibattito sia con voi e vi illumini le menti confuse.
REPUBBLICA.IT
Al Nusra e la tentazione di aderire allo Stato Islamico

 
 
 
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