Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi di Gennaio 2024

Nel migliore dei mondi.

Post n°2986 pubblicato il 31 Gennaio 2024 da fedechiara
 

Nel migliore dei mondi possibili c'è un sistema giudiziario che è misericordioso con i colpevoli ad onta delle loro colpe – e le celle nelle carceri sono come quelle svedesi, con lavandino e toilette e televisione e molte ore di sole (quello che consente la latitudine) e non è chiaro, in tanto lusso carcerario ed umana disponibilità dei carcerieri, quale colpa si va a scontare, a parte la privazione della libertà.
Che, quasi quasi, converrebbe ad un senza tetto male in arnese di commettere un reato di una certa gravità per poter usufruire di quei servizi e i tre pasti al giorno garantiti da un paese illuminato dalla folgorante luce filosofica del Beccaria.
E, certo, la scena televisiva della nostra Salis, maestrina 'antifa' incatenata in pubblico processo, non appartiene al migliore dei mondi possibili, ma il reato che le è imputato è stato commesso in un paese che è piuttosto severo con i carcerati di ogni risma e colpa imputata e le catene della Salis sono applicate ad ogni e tutti i detenuti che entrano a processo in un'aula e non si vede perché la militante pulzella 'antifa' deve costituire eccezione. Perché è italiana?
A mio modesto parere questa sua appartenenza geografica e politica costituisce una aggravante, invece.
Andare a pestare due pretesi 'neonazi' in Ungheria invece che nel paese di provenienza (dove, a detta del pd, li si incontra ad ogni piè sospinto e alzano impunemente le mani nell'odioso saluto fascista) mi sembra cosa gravissima e di gran peso nel teatro del processo che vi si celebra - e, se è vero (come riferisce 'La Verità di oggi), che in Germania uguale trattamento di catene ai piedi e ai polsi sia stato riservato al Turetta prima dell'estradizione vengono a cadere tutte le veementi accuse di quelli del pd e associati contro l'Ungheria paese non rispettoso degli standards cercerari europei.
E la pretesa di quei dessi di una telefonata della nostra presdelcons. ad Orban contrasta con un principio che dovrebbe essere sacro di piena indipendenza della magistratura e del sistema giudiziario in genere dalla politica. O è solo voglia di 'buttarla in caciara' – come fa da un anno a questa parte una opposizione indegna di questo nome in pubblico parlamento?
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e testo

 
 
 

Benedicemus todos.

Post n°2985 pubblicato il 31 Gennaio 2024 da fedechiara
 

31/01/2016
E' tutta colpa di Francesco e di quel suo lamentoso e strascicato : 'Chi sono io per giudicare?' riferito alla lobby dei gay che, oltre al matrimonio, pretendono perfino la comunione, gli sfrontati.
E uno di felicemente convivente e 'sposato di fatto' ce l'aveva in casa e gli ha fatto clamoroso 'outing', quasi per coglionarlo, giusto a ridosso di quel suo impotente e rassegnato dirsi uomo fra gli uomini e non più papa infallibile e solida roccia di certezze dottrinali su cui si fonda la sua Chiesa ormai in disarmo.
E la 'misericordia' - prodigiosa invenzione buonista e tanto 'mediatica' (ma forse dai giudici di Giosafatte non sarà molto apprezzata, chissà, chi morirà vedrà) ha fatto il resto e adesso perdoniamo di tutto e di più e perfino quelli del family day – invece di invocare gli sfracelli dell'Altissimo ed evocare il fuoco di Sodoma e Gomorra – hanno fatto una manifestazione all'acqua di rose, buonista, che è un 'addio alle armi' della rocciosa Dottrina e un riconoscimento che, di questi tempi, facciamo tutti un po' il caxxo che ci pare e il Disordine Universale regna sovrano e gli eventuali guasti di futuri adolescenti disadattati usciti dalle 'famiglie gay' dove 'c'è tanto amore', a sentir loro, li vedremo fra dieci anni e chissà che succederà nelle scuole all'epoca, tanto 'noi non ci saremo' e, se ci saremo, saremo vecchietti rincoglioniti e il mondo andrà nel verso che meglio gli pare, come ieri e come sempre.
Però non chiedeteci se siamo felici di quest'andazzo. La felicità è davvero tutta un'altra cosa. 'E' un'ape che se posa / su un bottone de rosa e se ne va.' Amen e così sia. Andate in pace.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Kafka in divisa.

Post n°2984 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da fedechiara
 

Alzarsi la mattina e leggere titoli di questo genere. https://www.msn.com/.../chiamata-alle-armi.../ar-BB1hoiS9...
Non è il mondo al contrario del noto generale è di più e peggio. E' il mondo allo sbando, la follia che si maschera di unica realtà condivisa, le coglionate spacciate per notizie credibili, l'imbecillità al potere. E' l'insetto immondo di Kafka che non si sorprende né si spaventa più per il suo aspetto mostruoso, bensì cambia il corso del racconto e prende a zampettare sul pavimento certo di essere in buona compagnia e di incontrare solo i suoi simili - sola specie sopravvissuta al suo risveglio in un mondo nuovo. Il mondo della guerra che ci prospetta gli arruolamenti prossimi venturi.
E vi si accoda un ministro della Difesa che, inopinatamente, si trasforma in ministro della Guerra e parla di 10.000 riservisti da arruolare perché l'idea della guerra possibile non è più peregrina, bensì è 'nelle cose' e non possiamo far altro che prenderne atto e abituarci all'idea di mandare i figli al fronte ad uccidere e ad essere uccisi.
E abbiamo, invece, lo splendido esempio, giusto di là dei monti e delle vallate della Lombardia e del Piemonte di uno stato, la Svizzera, che sopravvive impavida e serenissima e sovrana a questa temperie di follia imperante e il suo neutralismo secolare dovrebbe essere esempio luminoso a quell'Europa di folli paesi filo Nato che 'andava per lottare ed era morta', come scrive il poeta.
Fuori l'Italia dalla Nato, fuori la Nato dall'Italia. La nave corazzata dei folli si deve fermare e il suo equipaggio deve ribellarsi ai pazzi comandanti Stranamore e imprigionarli nelle stive o imbarcarli in una scialuppa da lasciare in mare aperto.
A giugno si vota. Il miracolo di un'altra Europa con meno insensati al parlamento europeo è possibile. A voi la parola decisiva, elettori ed elettrici.

 
 
 

Minuetti d'antan. Come eravamo.

Post n°2983 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da fedechiara
 

I minuetti istituzionali e la sostanza delle cose politiche. 29 gennaio 2021

Che i padri costituzionali abbiano preso una colossale cantonata quando definirono i perimetri della nostra 'democrazia parlamentare' è documentato in modo nettissimo dallo svolgimento da 'contraddanza e minuetto', con e senza inchini obbligati e scappellamenti piumati al padrone di casa, ad ogni giro di consultazione quirinalizia.
Perfino peggio di quanto avveniva ai tempi del 'pentapartito con appoggio esterno' e/o delle mitiche 'convergenze parallele' di Moro e associati, che Dio li abbia in gloria.
E la sostanza delle politiche cose ce l'ha, con gran dovizia di parole al vento, raccontata Renzi Matteo, che della crisi è il dominus e dà le carte dell'appassionante poker ed è maestro di bluff.
Si è defilato, il Matteo e la sua creatura politica 'Italia Viva' (sic), ponendo sul tavolo la mano pesante di: 'Delega ai Servizi segreti', No alla fine della prescrizione di Bonafede, Recovery fund aperto a tutti i nostri suggerimenti e richiesta all'Europa di adire il meccanismo europeo di stabilità per le note vicende della pandemia.
Un full difficilmente aggirabile dagli altri attori politici di maggioranza.
E se già il vis-Conte dimezzato ha ceduto sulla delega ai servizi e sul recovery fund appare impossibile il cedimento del movimento 5 stelle, partito di maggioranza della coalizione, sulla riforma giudiziaria del Bonafede e l'accesso al m.e.s.
Pena la perdita di ogni credibilità presso i pochi elettori che gli rimangono.
E se l'ho capito io, va da sè che il Mattarella e i suoi tecnici e i costituzionalisti di grido in seduta permanente hanno chiaro che da lì non ci si schioda. O sbraca il movimento 5 stelle scendendo nei sondaggi a una sola cifra (sotto il nove, per intenderci) o si va ad elezioni anticipate e muoia il Renzi con tutta l'Italia (viva?) al seguito.
Perciò la domanda che sorge spontanea é: 'Che senso ha, egregio presidente, fare un secondo e un terzo giro di opinioni e minuetti con quei personaggi in cerca di autore che si denominano 'segretari di partito'? Che senso ha un 'mandato esplorativo' al Fico che sente il Conte, che sente il Renzi, che sente la Bonino e il Zingaretti e i 'costruttori' (sic) che al mercato (delle vacche) qualcuno mandò?
Una chiara risposta al popolo sovrano sarebbe gradita.
LASTAMPA.IT
“No a veti su Renzi”: scoppia il caos nei 5Stelle. Di Battista: “Il Movimento cambia linea? Arrivederci”

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Canzonette e comiche.

Post n°2982 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da fedechiara
 

Sono solo canzonette. - 29 gennaio 2023

Finiremo per derubricare anche la guerra di Ucraina a commovente canzonetta ('Sono solo canzonette' ci ammoniva Bennato) dopo l'intervento del comico Zelensky a Sanremo?
La domanda è cogente ed è bene che ne siano informati i responsabili del Grande Evento che ogni anno a Febbraio cancella d'emblè ogni altro minore.
D'altronde non è la prima volta che qualcuno degli astanti a ascoltanti e votanti la rassegna a premi veniva informato su quel palco dell'esistenza di una guerra sporca – e toccò a Morandi, se ben ricordo, commuovere gli ignari che un tale, un suo amico americano, era stato costretto ad abbandonare la chitarra e ad imbracciare il mitra che faceva: 'Tatatatata – tatatatata...' come accattivante ritornello fatale.
E giù applausi e lacrime tra le signore.
Anche quella, peraltro, era una guerra americana, una guerra santa contro il comunismo – bestia nera di ogni amministrazione d'oltre atlantico – e finì come sapete: con gli americani non 'sugli scudi' (si diceva di chi, anticamente, moriva con onore) bensì chiusi nei sacchi neri che tornavano a migliaia in patria a riempire di croci i cimiteri di guerra e le lapidi con i nomi dei caduti contro voglia.
Preclaro esempio che non sempre 'chi per la patria muor vissuto è assai', come pretende la ridicola retorica patriottarda.
E quest'altra guerra americana, combattuta dagli eroi (sic) ucraini per procura Nato, ben foraggiati di armamenti micidiali che Europa e America spediscono a tamburo e controffensiva battente, troverà anch'essa retorici echi musicali in una qualche canzonetta in gara?
Se no, sarà stata dura per i compositori rinunciare ad una facile commozione che garantisce dieci punti in più nella classifica generale e il minimo di un milione di voti 'da casa'.
Una guerra santa, questa di Ucraina, a sentire gli Stranamore americani del Pentagono con in testa Biden-lo-Svanito, non meno di quanto lo è stata la guerra del Vietnam contro il maledetto comunismo vincente di Ho Chi Minh, ma stavolta è santa la democrazia ucraina – da difendersi fino all'ultimo soldato e all'ultimo missile e con il rischio che gli ultimi fuochi d'artificio siano a testata multipla termonucleare.
Una guerra 'per la democrazia' (ri-sic) di una organizzazione militare nata dopo la seconda guerra mondiale che fa carte false per cingere un assedio mortale tutto intorno allo storico nemico russo (la maledetta costruzione mentale del 'nemico' a prescindere, malgrado il comunismo colà sia morto e sepolto) e trascura di informare il mondo che i fatti di piazza Maidan che hanno promosso in Occidente quella pretesa democrazia sono tutt'altro che un luminoso esempio di volontà popolare acclarata (vedi il bel documentario annesso 'La maschere della rivoluzione').
E Zelensky avrà facile gioco, con tutta la stampa americana ed europea embedded ai filo Nato di una guerra che più faziosamente mediatica non si può, a piangere le lacrime di coccodrillo della vittima azzannata, ma qualcuno della libera stampa (esiste ancora?) dovrebbe fargli il controcanto subito dopo e raccontare la storia degli otto anni di guerra nel Donbass: con i nazistoni ucraini Azov intenti all'opera di macellazione e i 15000 morti denunciati di suoi cittadini russofoni che chiedevano rispetto per la loro diversa appartenenza politica e culturale - e gli 'accordi di Minsk' sempre disattesi dall'Ucraina che si faceva forte dell'appoggio dichiarato e garantito dai maledetti Stranamore di Oltreatlantico che non si peritano di farci correre il rischio di un olocausto termonucleare.
Correva l'anno...
"Le maschere della rivoluzione" è un film documentario realizzato dal giornalista francese Paul Moreria. Un documentario eccezionale, che scuote le coscienze e che denuncia l'orrore che realmente si cela dietro la finta rivoluzione del maidan ucraino.

 
 
 
 
 

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