Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Ultimi commenti

Assolutamente sý! dobbiamo aver fiducia.
Inviato da: VIOLA_DIMARZO
il 27/09/2022 alle 10:34
 
Si era toccato il fondo, Viola, e si era perfino cominciato...
Inviato da: fedechiara
il 26/09/2022 alle 20:52
 
Ben detto. Ma al di lÓ di ogni analisi politica, diciamo...
Inviato da: VIOLA_DIMARZO
il 26/09/2022 alle 16:24
 
Grazie.
Inviato da: fedechiara
il 22/09/2022 alle 20:47
 
Ho riportato, nel mio ultimo post, uno stralcio...
Inviato da: VIOLA_DIMARZO
il 20/09/2022 alle 12:25
 
 

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Messaggi del 31/07/2022

La funzione del cattivo nelle storie.

Post n°2176 pubblicato il 31 Luglio 2022 da fedechiara
 

Amleto e l'odio in rete. La funzione del cattivo nelle storie.
L'odio ha riempito pagine di letteratura comunemente ritenute strepitose – ed è convinzione fondata degli addetti, i letterati di ogni tempo e latitudine, che senza non si può fare.
Uno o più cattivi nella trama di una storia sono il sale della Terra, danno senso e significato e plastica raffigurazione e incarnazione ad ogni conflitto. Senza di loro l'impalcatura di un romanzo crolla, viene meno e risulta scipita e mielosa perfino la figura opposta, le cui ragioni e i sentimenti si intende premiare perché 'il Bene trionfi'.
Non va sempre così. Ci sono trame e vite reali in cui il maledetto Male si è accomodato in poltrona e non intende ragioni per sloggiare, andare a fare in c..., lasciare in pace i sofferenti e i disgraziati di cui si narra, ma il finale in gioia e catarsi e in 'vissero insieme felici e contenti' è sempre dietro l'angolo.
Un'altra storia è pronta per essere scritta in tal senso. Per una Francesca e l'amante suo Paolo trafitti dalla spada del violento marito di lei, ci sono centinaia di donne felici che scopano, vanno a matrimonio e fanno figli. Magari si separano di lì a poco, ma hanno conosciuto il bello e i buono della vita, sia pure per un breve tratto di strada - e tanto basta ad alimentare la speranza di futuro.
Senza l'odio Amleto non sta in piedi. E' una tragedia piena di odio, odio legittimo, odio per gli assassini del padre, odio per coloro che ne intessono le trame vigliacche e i complotti, id est Guildenstern e Rosencrantz, sodali e complici degli assassini, ma vi è in questo paese una consorteria di suonati, a sinistra dello schieramento politico e 'social' che ognora e quotidianamente intonano le lamentose geremiadi e stucchevoli de: 'Quanto odio in Rete.' e/o 'Internet gronda di odiatori' – e sono riusciti nella mala impresa di convincere Zuckenberg che vanno puniti ed espulsi dalla 'community', proprio perché odiatori (haters) e istigatori.
Vedi le deliberazioni dei dem americani in proposito e l'intendenza sciocca dei dem nostrani che ne sposano ogni tesi, comprese le stupide sanzioni contro la Russia e la pericolosissima politica di armamenti all'Ucraina che prepara la terza guerra mondiale nucleare.
Zuckenberg, di recente, ha perso un sacco di soldi per questa sua politica asfittica di voler mettere la sordina all'odio in rete. L'odio non si elimina con la censura, al massimo lo si storna – e chi è animato da sana indignazione, rabbia per come vanno le politiche cose e, si, vero e proprio odio contro il nemico politico (che, spesso, lo merita per intero), passa sul canale Telegram, - ben felice di accoglierli e oliare le vie dell'etere con questa post moderna querelle di fazioni contrapposte e novella 'agora' dove si discute di politica.
Una agora virtuale dove ce le diamo/diciamo di santa ragione per quanto di malefico e nefasto è stato fatto dai nostrani dem in fatto di malintese politiche dell'accoglienza, ad esempio, e per come hanno ridotto le nostre periferie urbane e riempito le carceri di coloro che si dovevano accogliere.
Un sano odio politico è parte del conflitto necessario al confronto democratico; fatela finita con le geremiadi cretine e mostrateci i programmi elettorali che, verosimilmente, vi manderanno a casa, il 25 settembre prossimo venturo.
Avete rotto. Che dico? Stra rotto. Andate a casa e restateci per i prossimi cinque anni. Se l'odio in rete ha questa funzione è una funzione salvifica e sanitaria – come quella di cambiare i pannoloni (politici) ogni qualvolta la cosa si rende necessaria e urgente.
Essere o non essere: il monologo di Amleto | Studenti.it

 
 
 

Il passato che ci conforta.

Post n°2175 pubblicato il 31 Luglio 2022 da fedechiara
 

Ordine e disordine - 31 luglio 2016

'Il problema del nostro tempo è l'accettazione del disordine.' affermava cinque anni fa Jannis Kounellis in un intervista. E se lo dice lui, artista dell'Arte Povera, la predizione è credibile, credibilissima. Non solo perché è un greco-italico per la sua lunga frequentazione della penisola – 'una faccia una razza', per intenderci – ma perché gli artisti, come i poeti, sono i soli credibili e disincantati predittori del futuro che ci aspetta.
Un futuro gramo di entropia sempre crescente - e ci vien da credere che la sicumera di Enscher quando affermava che : 'Ci piace il caos perchè adoriamo sottometterlo all'ordine.' fosse un azzardo già ai tempi suoi (sfociati in ben due guerre mondiali) e una qualche forma di ordine la si rintracciasse allora solo lungo le linee eleganti dei suoi disegni.
E la frattura di Marinetti e dei suoi artisti, succubi delle sue farneticazioni guerresche, fece esplodere quelle linee apparentemente ordinate nei colori sparati e vividissimi di Boccioni e nella furia immaginativo-omicida dei vortici e dei fumi degli obici che centravano le trincee: BUM BANG RAZZI SIBILANTI SBAAAM! - la grafica futurista della demenza e del martirio dei fanti i cui nomi oggi leggiamo sulle croci dei 'cimiteri di guerra'.
E riandare coi pensieri alle entropie incontrollabili del passato recente un po' ci conforta perché l'attuale disordine dei sette miliardi di persone formicanti per il pianeta e vaganti per mare sui barconi - da nessuno amati e malamente accolti per la trista e realistica predizione statistica dei futuri 'foreign fighters' e 'radicalizzati sul web' che usciranno dalle loro fila – sembra poca cosa di fronte alle due guerre dei nostri padri e bisnonni e ai milioni di morti che ne seguirono.
Che, se comparate con la presente 'guerra di religione' o 'guerra per soldi', - come oppongono i due schieramenti dei 'buonisti' e dei realisti impropriamente schedati 'a destra' dell'emiciclo sociale -, sembrano dirci che forse l'umanità futura vivrà ancora, chissà, qualche suo decennio buono di vita accettabile in un prossimo futuro.
E che, sbarazzattici dei Renzi e delle Merkel e degli Juncker e degli Schultz, forse appariranno governanti nuovi in quel che resterà dell'Europa capaci di misure efficaci di contenimento e argine del caos di uomini e popoli l'un contro l'altro armati e un nuovo ordine si disegnerà finalmente sull'orizzonte del futuro europeo e mondiale. Amen e così sia.
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