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Messaggi del 08/02/2021

Sottomissioni di ieri e di oggi

Post n°1505 pubblicato il 08 Febbraio 2021 da fedechiara
 




Chi è causa del suo mal pianga se stesso. 07 febbraio 2015

« Sono molto poco soddisfatto del trattamento mediatico riservato al mio libro in Francia...il punto centrale non è l’Islam, il mio è un attacco feroce all’Occidente...non credo che l’essere umano possa vivere in un mondo che cambia di continuo. L’assenza di equilibrio, di un progetto di equilibrio, è di per sé invivibile. L’idea del cambiamento perenne rende la vita impossibile.»

Sto leggendo 'Sottomissione' di Hoellebcq, dopo averne letto, negli anni e nei mesi scorsi, le recensioni più svariate e allarmate e partigiane. Bisogna leggere i libri qualche tempo dopo la loro prima uscita, a freddo – sopratutto quelli che si misurano dichiaratamente con i drammi del tempo presente e con le sue contraddizioni e i conflitti annunciati e spaventosi.
E' un buon romanzo, piacevole e svelto in lettura, la cui scrittura, come altri romanzi dello stesso autore, non indulge in fronzoli, non ciurla nel manico, non si compiace di estese considerazioni filosofiche e di massimi sistemi, bensì 'va al sodo' in modo svelto ed essenziale e usa gli elementi romanzeschi di fantapolitica con grande efficacia, restituendoci un quadro di verosimiglianza e facile predizione di quanto avverrà fra qualche anno in Francia e negli stati europei satelliti.
Dico 'satelliti' perché, nell'economia del romanzo e della sua verosimile predizione di sottomissione al medioevo islamico prossima ventura, è la Francia ad avere la primogenitura storica di quella tragedia assoluta che stiamo vivendo oggi come europei 'indigeni' di prossima e annunciata minoranza per l'avere offerto, nei decenni scorsi, facile e inconsapevole cittadinanza a milioni di immigrati provenienti dalle sue ex colonie. Parlo della presente tragedia delle cronache sanguinose dei 'radicalizzati sul web' provenienti dalle 'banlieues' parigine e da quelle delle altre sue metropoli da tempo trasformate in 'enclaves' territoriali precluse alle ordinarie operazioni di ordine pubblico repubblicano e oramai a maggioranza assoluta di genti islamiche rancorose e nemiche e ostili alla cultura dell'occidente e ai suoi valori laici conclamati e consolidati.
E, se è solo una coincidenza che l'uscita del libro sia avvenuta proprio il giorno del massacro di Charlie Hebdo e della dichiarazione di guerra intestina di quei pretesi 'guerrieri' islamici alla libertà di espressione come l'amiamo e la vogliamo nelle terre di occidente (nous sommes tous Charlie), non è una coincidenza (non ancora), bensì una puntuale e verosimile predizione di post moderna Cassandra, il resoconto che fa il libro della formazione e rapida affermazione in Francia di un partito islamico detto 'Fratellanza mussulmana' - che raggiunge il 22,9 per cento dei consensi e surclassa il vetusto e imbelle partito socialista del tristo Hollande e il cui candidato finto-moderato si misura nella corsa alle presidenziali con il Fronte nazionale di Marine le Pen, vincendola per l'apporto dei voti sinistri e dei pretesi e confusi 'antifascisti'.
Prodromo di quanto può avvenire e avverrà nel momento in cui le curve demografiche degli indigeni e quelle degli immigrati presenti e affluenti a centinaia di migliaia ogni anno si invertiranno e lo ius soli regalerà una facile e ottusa cittadinanza elettorale ai 'giovani turchi' di prima, seconda o terza generazione di immigrati. Verosimile, dicevo, ma, fra qualche anno, figli e nipoti degli indigeni residuali saranno costretti a togliere il 'simile' e misurarsi con il 'vero'.
Un '1984' in sedicesimo, il libro di Houellebcq. Una predizione/anticipazione da far tremar le vene ai polsi - e mi fa ridere il senso di allarme di coloro che gridano, un giorno si e l'altro pure, 'Al lupo fascista!' e davvero non capiscono che, come dice l'autore nella citazione che ne faccio in testa a questa recensione, '(…) il mio è un attacco feroce all'Occidente... non credo che l'essere umano possa vivere in un mondo che cambia di continuo. L'assenza di equilibrio è, di per sé invivibile. (….)'
E se le persone, gli indigeni residuali, reagiscono male a questi cambiamenti drammatici e tragici e ai conflitti annunciati dalle insensate e stolide immigrazioni massive, beh dobbiamo metterlo nel conto e attenderci le reazioni conseguenti. Chi lo diceva che 'chi è causa del suo mal pianga se stesso'?
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone

 
 
 

Secoli corrosi

Post n°1504 pubblicato il 08 Febbraio 2021 da fedechiara
 

 

Lungo i corrosivi seculi seculorum - 07 febbraio 2014
Vivo in una città strana. Dove uno strano cinese, magro e dall'espressione vagamente 'cinematografica' trascina un cane a guinzaglio - pure lui!, ma non ve li mangiavate, secondo tradizione consolidata e letteratura!? Una città stracolma di turismo e turisti, ma dove l'azienda del trasporto urbano è in costante rosso e i commercianti lamentano che 'non si batte chiodo', malgrado le pacchiane maschere e i vetri taroccati e 'cinesi' che riempiono le vetrine – e dove gli 'affittasi' e i 'vendesi' di negozi e case sono numerosi quasi quanto le epigrafi mortuarie.
Una città dove perfino la festosità del carnevale che la riempirà puzza di mortuario, di allegre celebrazioni funeree, di morti viventi che si immergono nell'antico dei vestiti sontuosi e ridicoli - e un turismo liturgico e autoreferenziale seppellisce, a decine di migliaia ogni anno di più, la 'città di abitanti' dietro il suo fastoso rumore di nulla, il suo sentore di parrucche incipriate e orpelli di 'papier machè e 'non sappiamo più a che santo votarci' per sentirci ancora un po' vivi, noi panda e orsi marsicani, e siamo come i guerrieri di Orlando nel suo poema che 'andavano per lottare ed eran morti'.
Venezia vive? Si. Come quei compagni che morirono per la causa e di loro si scriveva e diceva che 'vivono e lottano insieme a noi'. Tutto sta a crederci. E' confortante. Come coi santi del paradiso e gli angeli e i beati. Appollaiati sui cornicioni delle chiese e stufi di reggere quella loro vita apparente e immobile lungo i corrosivi seculi seculorum.