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Messaggi del 16/02/2021

Amor ch'al cor gentil ratto s'apprende.

Post n°1514 pubblicato il 16 Febbraio 2021 da fedechiara

Del 'non dormirci la notte'.
Mi è capitato, ieri notte, di non ripigliare più sonno, intorno alle due, a causa di una commovente visione drammatica che si era casualmente aggrovigliata nell'ultimo sogno e mi mostrava il 'Cesare perduto nella pioggia / che aspettava da sei ore il suo amore ballerina.'
E' un verso di una notissima canzone della mia gioventù e solo da poco so che ha un riferimento drammatico nella realtà di vita del povero Pavese (Cesare) - che aveva finalmente invitato ad uscire quella sua amorevole ballerina, ma la tànghera gli aveva preferito un tànghero degno di lei e l'aveva 'lasciato di stucco' a prendersi un malanno sotto la pioggia battente. E il valente scrittore rischiò la vita per la malattia che ne seguì.
E la visione tragicissima del poeta de 'La luna e i falò' (che tornerò a rileggere) fermo sotto la pioggia, annichilito per il tradimento, mi turbava a tal punto da 'non dormirci la notte'.
Ma vi figurate il tormento di uno che, per ore! se ne sta sotto la pioggia a punirsi per la vigliaccata di una sciampista, come diremmo oggi? Quali orribili pensieri attraversarono la mente di Cesare? Quale immensa depressione lo schiacciò sulla sedia per tutto quel tempo di una sua contemplazione dell'amore perduto o solo immaginato?
E il mistero di 'chi va con chi' e perché è da sempre irrisolto - e perfino il professore matto di 'Ritorno al futuro', nel finale del primo episodio, riferisce all'amico trasvolante nel tempo di voler riflettere a fondo sul 'mistero più grande dell'universo: le donne'.
E il dubbio che non l'abbia risolto tuttora permane – e solo la fortuna gli ha consegnato la bella maestrina che, nel terzo e finale episodio, lo sposa e 'vissero per sempre felici e contenti'.
E il Poeta ci racconta, dalla leggenda dei secoli e dall'inferno dei cattivi propositi, che: 'Amor ch'a nullo amato amar perdona (...)' – ma ciò che è accaduto a Cesare perduto nella pioggia è davvero cosa ignobile e il più profondo abisso degli inferni umani - e il mistero della donna angelo o diavolo ancora riempie l'immaginario maschile e ci tormenta al punto 'da non dormirci la notte', mannaggia.
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"Alice" di Francesco De Gregori
"Alice" di Francesco De Gregori


 
 
 

O tempora o mores!

Post n°1513 pubblicato il 16 Febbraio 2021 da fedechiara
 

 



O tempora o mores - 16 febbraio 20o16
Se dai Frari passo per san Giovanni Evangelista trovo un negozio di rigattiere e altro che espone vecchi libri e vecchie cassette video con certe sue scaffalature gentili che non disturbano il transito delle persone. Il negozio è gestito da un geniaccio rustego e burbero, come certi personaggi dei films di Walt Disney che, in finale di film, si rivelano buoni come il pane e perfino un filo mistici.
Il geniaccio mi ferma e mi chiede una firma di solidarietà per una petizione al Comune che gli permetta di mantenere l'esposizione delle gentili scaffalature e continuare l'attività di vendita (1 euro ogni vecchio libro) altrimenti compromessa e, nel dialogo che ne segue, parliamo di turisti poco sensibili alla gentilezza che interrompono le persone senza una vera urgenza e neanche ti dicono 'grazie', ma poi dei mala tempora che currunt : di gente persa in permanenza dietro ai loro tamagochi smartfonici che ha perso da tempo il contatto con la luce del giorno e con la luce che c'è dentro gli occhi delle persone che incontrano.
E mi racconta, il geniaccio, - che si diletta di cosmologia e buchi neri e onde gravitazionali ed ha affrontato ponderosi dibattiti con professori universitari sul merito di una sua teoria – mi racconta che, una sera, stava con la testa rivolta al cielo stellato (il cielo stellato sopra di noi, la legge morale in noi) e muoveva la bocca dietro ai suoi pensieri e un tale, un tamagochi-dipendente, gli si rivolge chiedendogli che tipo di auricolare di nuova generazione usava che non si vedeva nelle orecchie e senza i fili. 'Ma va in mona!' lo ha gentilmente invitato il geniaccio cosmologo, interrotto nella sua alchimia di pensieri celesti. Che tempi e costumi!
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