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Messaggi del 07/06/2021

L'Arte spiegata ai profani...

Post n°1650 pubblicato il 07 Giugno 2021 da fedechiara
 

L'Arte spiegata ai profani (da un profano). 07 giugno 2018
E, se si visita la mostra di Palazzo Grassi di Albert Oehlen, il consiglio è di farlo tra l'una e le due – e avrete il privilegio di essere il solo ospite di quel prestigioso palazzo e i guardiasala in nero tutti per voi, rilassati e partecipi di quell'atmosfera rarefatta di una mostra che è un ritorno alla tela e al figurativo stretto (dopo le perle archeologiche strappate agli abissi dall'incredibile Hirst/Hulk) – e non si può fare a meno di notare l'eleganza dell'insieme: le grandi tele dai colori straordinariamente accattivanti che danno lustro alle sale e il palazzo meravigliosamente restaurato che ricambia e presta l'incanto specialissimo della luce e il panorama del Canal Grando dalle finestre a stupire e deliziare il visitatore.
E ci si sente a proprio agio davanti alle grandi tele – per quanto, interrogate, non rispondano ai quesiti interpretativi che sempre ci poniamo – anche grazie alle didascalie che, nella quasi totalità dicono: 'ohne Titel' – niente titolo; pensate quello che volete, immergetevi nelle nuances dei colori, distesi a larghe campiture e volute e che si compenetrano sapientemente; e se certe linee e colature ci sembrano 'spegassi' artistici sono problemi nostri – iscrivetevi/amoci a un corso di storia dell'arte o prenotate una visita guidata e vi sarà svelato l'arcano.
E tuttavia la voglia di immersione dentro le nuances dei colori viene davvero, di fronte a certe tele i cui colori sono 'i nostri': quelli che vorremmo illuminassero un salone del nostro palazzo (ne abbiamo uno?!) o della sala principale della grande casa di campagna che abbiamo sempre sognato, ma non abbiamo mai osato chiedere.
E non sappiamo se Oelhen sia un grande, ma che abbia metabolizzato per intero le lezioni e il 'combinato disposto' degli astrattisti filtrati dagli impressionisti salta agli occhi – e non mancano i rimandi ai 'Dada', con certe piccole provocazioni d'antan di tazza e copritazza a margine di una grande campitura e volute; e la materia relativa e gli schizzi di colore conseguenti che oggi sembrano ingenui divertissements 'di scuola' e datatissimi, ma passi, se l'eleganza torna ad essere la cifra dell'insieme di queste pitture 'palaziali' - e ne esci in pace con l'arte moderna che sempre 'stupisce i borghesi' e qualche volta stimola i neuroni e le sinapsi e ci fa sentire un poco – solo un poco – intelligenti.
Non si poteva dir meglio se si voleva dir niente?

 
 
 

Valeriana a colazione.

Post n°1649 pubblicato il 07 Giugno 2021 da fedechiara
 


Camomilla mista a valeriana. 07 giugno 2018
Fatico, da sempre, a seguire i dibattiti della politica in tivù e alla radio. Quei due media hanno il difetto di essere unidirezionali, da loro a noi e non viceversa, (nelle temperie contestative del 68 li dicevamo 'fascisti') e non ci basta il contentino che danno, da quando c'è internet, di poter scrivere un commento piccolo piccolo sulla loro pagina facebook, dopo che ci siamo sorbiti, senza poter reagire e contestare, i pistolotti partigianissimi dei loro intervistati – solitamente professori e giornalisti 'di area' sinistra.
Ma ieri mi sono soffermato a osservare uno di quei signori nessuno – invero persona pacata e discreta e a modo quand'era ministro di non so che – uno che di cognome fa Del Rio e profferiva insulti nei confronti del presidente del consiglio incaricato ('non sia il pupazzo di quei due') e dava in irragionevoli escandescenze parlamentari, citando a sproposito e usando vergognosamente della vicenda tragica del fratello di Sergio Mattarella - posta in forzosa, retorica relazione con le odierne e travagliate vicende della formazione del governo giallo-verde.
Un vero e proprio 'leone dello scranno parlamentare' che ruggiva il suo rancore impotente per la sonora trombatura elettorale.
E' vero che l'emiciclo di quei leoni impotenti è un 'parlamento' e che i deputati li spediti dagli elettori non possono essere imputati per le loro opinioni, ma un minimo di grano salis e serena ragionevolezza non guasterebbe – e la somministrazione forzata da parte dei commessi di grandi tazze di camomilla mista a valeriana agli esagitati la vedremmo con favore.

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