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Messaggi del 07/10/2021

Coniglietti suicidi al guinzaglio di un drago.

Post n°1782 pubblicato il 07 Ottobre 2021 da fedechiara
 

Il ruggito del coniglio ed altre storie.
Un 'radioascoltatore', stamattina a Primapagina (radiotre), stigmatizzava quei partiti che non hanno a cuore la 'governabilità'. Che, nel nostro paese, è araba fenice morta e stecchita da tempi paleozoici e nessuna chance di 'rinascere dalle sue ceneri', come vuole la leggenda. Tanto è vero che abbiamo scomodato l'emergenza post pandemica e il relativo piano nazionale delle riforme per giustificare la presente accozzaglia di s-governo (ah, Mattarella!!) con a capo l'ennesimo 'uomo della provvidenza' e preteso salvatore della patria in pericolo di default.
Ma il 'radioascoltatore' aveva una gran voglia di dar aria alla bocca e sfogare il suo livore anti leghista e, in tempi di 'leoni della tastiera' il bravo Gambino, il conduttore, lo ha lasciato sfogare.
Il ruggito del coniglio, si sarebbe detto in altri tempi, oppure il mitico 'Cretinetti' della mitica Valeri.
Per finire con il monumentale Clint Eastwood: 'I pareri sono come il buco del c..., ognuno ha il suo.
Ma che la Lega abbia toppato nella scelta di associarsi ai partiti di s-governo lo dice il vistoso calo di consensi che alimenta, di contro, il partito-fratello della brava Meloni e non è tanto il risultato delle amministrative testè votate a dirla (la Lega) in gravi ambasce – dal momento che il centro-destra ha una quantità impressionante di sindaci in più rispetto alle ultime amministrative e le percentuali relative tutte in aumento.
E' la sua impossibilità a smarcarsi dalla presente impasse e il dover digerire ogni porcata tassativa (da 'tasse', furbescamente covate in catasto e attive non appena il quadro politico post Mattarella lo consentirà) che la condanna a una rovinosa discesa della china elettorale, dopo aver sfiorato il trenta per cento dei consensi al tempo del governo giallo-verde.
E non mi preoccuperei neanche delle città 'perdute', (si fa per dire, non sono mai state contendibili dal centro destra, ma forse Roma farà il botto) dal momento che le città sono i luoghi della follia del post moderno - e in Gran Bretagna, vedi caso, rifiutavano la brexit a maggioranza e negli States erano contrarie a Trump al tempo del suo trionfo; pollice verso e fuori i leoni) bensì di poter tornare ad avere le mani libere al più presto e poter disconoscere e abiurare gli intenti tassaioli di Draghi - e inchiodare Forza Italia al suo ruolo infame di maledetto forno bipartisan e affossare definitivamente Berlusconi e il suo partito alle urne.
Il futuro è appena cominciato. Stay tuned.
  • La Lega suicida.
    Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo

Improperi post moderni.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo

 
 
 

Fescennini italici. Il giudice ce lo conferma.

Post n°1781 pubblicato il 07 Ottobre 2021 da fedechiara
 


A maggio, a maggio! 07 ottobre 2018
Vista da un paesino austriaco di pochi abitanti, ma le case tutte abitate e bella gioventù per le strade interne che gioca con qualsiasi cosa gli capiti a tiro e saluta l'ospite e sprigiona l'energia del futuro che appartiene all'età, la vicenda di Riace ci appare storiaccia italiana di ragioni e torti stiracchiati da una parte politica e dall'altra - e il disprezzo delle leggi e il 'furbismo' sinistro come pratica politica applicata alla 'accoglienza' e ad una pretesa 'integrazione'.
E' la storia di un sensale di matrimoni fittizi che ci viene spacciato in cronaca quale 'sindaco visionario' (olé!) dalla solita nota maestrina dalla penna rossa - già 'presidenta' della Camera bassa e, per il suo mal predicare di futuri improbabili e conflittuali, castigata alle elezioni ultime scorse con percentuali da brivido freddo.
Una storia davvero tutta da dimenticare, quella di Riace - che avrebbe ispirato una commedia a Menandro, comico dell'età ellenistica - e non certo degna della citazione dell'Antigone tragica: citata a sproposito da qualche trinariciuto intellettuale di sinistra a cui dovremmo contrapporre il Socrate del discorso fatto ai suoi discepoli - disperati e che gli consigliavano la fuga - prima di bere la cicuta. Un discorso che è faro per le generazioni perché antepone la legalità e il rispetto delle leggi alla sua stessa vita.
E che ci scambi la dolorosa figura di Antigone con un tale che non disdegnava di proporre a un settantenne indigeno un matrimonio 'rato ma non consumato' al fine di lucrare l'ennesima cittadinanza indebita è sintomo di quella malattia senile della nostra sinistra di s-governo trombatissima alle elezioni ultime scorse, ma che, tuttora, va in giro per il paese con le sue pattuglie di manifestanti professionali a dire del suo isolamento politico e le predicazioni davvero degne di miglior causa.
Tiriamo un pietoso sipario su questo fescennino post moderno che ci indigna e ci sconvolge per la vergogna e l'arroganza del suo riproporsi in cronaca quale 'questione morale' e che, per proprietà transitiva, ci mostra l'Europa degli islamismi radicali e delle periferie urbane ridotte ad enclaves come un re nudo. A maggio, a maggio!
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