Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Messaggi del 17/11/2021

Binario triste e solitario

Post n°1831 pubblicato il 17 Novembre 2021 da fedechiara
 

'Binario triste e solitario' potrebbe essere la colonna sonora che si accompagna al suo viaggio - di questa 'littorina' asmatica e fumigante che accende il suo motore diesel e non ha nessuno a bordo. E l'unico passeggero supposto con cui il capotreno ingaggia conversazione sono io che ho un'altra destinazione, invece, ma il mio treno è in ritardo e a vado vagando di binario in binario osservando le folle che svuotano i vagoni e 'scendono in laguna'. E, in ogni caso, la mia linea è una linea 'ricca', servita dai moderni etr 360 e 521 'rock' elettrici e dai sedili puliti che ancora odorano di nuovo, graziosamente messi a disposizione dalla Regione Veneto in questi anni di pandemia.E sull'ultimo binario la vecchia littorina freme del suo motore asmatico a la destinazione è, ca va sans dire, Adria - che fa venire in mente le nebbie fitte del delta del Po e gli argini del fiume dove crescevano gli olmi delle meravigliose scene in bianco e nero dei film del regista omonimo. Al capotreno dico che sembra di fare un viaggio nel tempo e chiedo come mai si tengono in vita carrette in disarmo così male in arnese. Risponde sorridendo che è la dimostrazione del loro essere ancora forti e capaci di resistere alle inevitabili usure e il suo viso sembra quello di un attore di quei vecchi films girati nelle nebbie padane del tempo in cui si stava meglio quando si stava peggio.

 
 
 

I prossimi decenni delle nostre vite

Post n°1830 pubblicato il 17 Novembre 2021 da fedechiara
 

17 novembre 2014
E' interessante l'affermazione di Burlando versus Renzi e i maledetti governi responsabili degli scempi conseguenti ai condoni edilizi che: 'Se dovessimo mettere in sicurezza il Bisagno, dovremmo evacuare diecimila genovesi.' Affermazione che dice meglio di cento studi urbanistici e sociologici la densità della popolazione italiana in un territorio stretto e lungo peninsulare che non ha uguali in Europa (per densità) e forse nel mondo – e se prendete Venezia e i suoi vaporetti, apriti cielo! Beate le sardine nelle loro scatole, che almeno l'olio di girasole o di oliva facilita i micro aggiustamenti all'interno.
E che si sia costruito sulle pendici dell'Etna e del Vesuvio (una sua eruzione improvvisa ne cancellerebbe a decine di migliaia) la dice lunga sulla costrizione tutta italica di espandersi e mettere radici 'dovunque e quantunque e sebbene', ad onta degli allarmi decennali degli esperti e degli 'avvisi ai naviganti', pardon: residenti, sui rischi che corrono.
E, ciò malgrado, si continua a stipare, in questo disgraziatissimo paese, oltre lo stipabile - e ci sono persone indifferenti all'impatto sociale del fenomeno 'immigrazione selvaggia' e incontrollata (i cosiddetti 'buonisti'), che non si curano delle conseguenze e dei fatti e degli eventi accaduti a Tor Sapienza e tuttora dicono, impavidi, che: 'Han torto i residenti, tutti razzisti e intolleranti e 'di destra'.
Così, in questa trista e tragica recitazione della controversia italica, con i noti eventi e i pogroms che si ripeteranno a breve in quegli stessi luoghi o altrove, trascorre il breve tempo delle vite nostre, tra crisi economiche che non demordono e lavoro che non c'è, ma domani chissà.
Attrezziamoci: è qui che dovremo trascorrere i prossimi decenni della vita nostra.