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Messaggi del 01/05/2022

L'infinito viaggiare (2)

Post n°2074 pubblicato il 01 Maggio 2022 da fedechiara
 


Cafayate, 27 marzo 2019. L'infinito viaggiare.
E, a Cafayate, piccolo borgo antico degli altopiani andini, il tramonto è suggestivo e, nello sfilacciarsi delle case che aprono l'orizzonte lontano, capita di leggere le frasi d'amore degli adolescenti a caratteri cubitali sui muri – sempre le stesse, all over the world, forse con una nota aggiuntiva di ingenuità che nasce dall'isolamento del villaggio dove ancora 'la gente mormora'. E un filo di mormorio collettivo non è male e costituisce un sano 'controllo sociale', a dispetto di quanto scriveva Leopardi prigioniero del suo asfittico borgo antico e delle siepi 'che di tanta parte dell'ultimo orizzonte...'.
E la religiosità qui è forte e la vedi dipinta perfino sui furgoni che passano per via - e le chiese sono stipate di bamboline e bambolini vestiti buffamente e sono i nostri santi Antonio, Chiara, Bartolomeo rinominati in castigliano e le madonne di ogni ricorrenza e umano bisogno (del Pilar, della Salute, del Rosario, Immacolata) dagli abiti coloratissimi della tradizione tessile di ogni villaggio.
E l'alba si disegna trionfale sopra il monte con la luna piena 'in coppa' e l'aria è tersa e cristallina e camminare per la città ancora addormentata è suggerimento che si dà al viaggiatore accorto per meglio respirare le atmosfere del villaggio e immaginarsi abitante onorario della cinta urbana periferica dove dalle strade sterrate si alzano nugoli di polvere ad ogni passaggio dei camioncini scassati e i randagi ti abbaiano contro.
E, nel corso della mattinata, mentre aspetto il pulmino dell'escursione quotidiana, mi capita di visitare una 'tienda' di prodotti tessili e dialogare duro con una ragazza che si dice esule venezuelana. Sventatamente, mi scappa di citare il leader Maduro che resiste impavido al golpe degli yankees di sempre. E la ragazza reagisce male e sbotta franca : 'Tenetevelo!' e si chiude in un rabbioso silenzio e capisco il suo dramma, ma la politica, come diceva quel tale, 'non è un pranzo di gala' e la vergognosa intromissione negli affari interni di un paese sovrano e la spudorata preparazione di un golpe e la minaccia di intervento armato da parte della solita C.i.a. dei mille nefasti internazionali mi fa venire in mente Allende con il mitra in pugno morto ammazzato dai militari golpisti - ed è ricordo intollerabile che da solo dovrebbe suggerire all'America di Trump di tenersi lontana le mille miglia dai paesi latino americani per almeno sette generazioni a venire.
Sette volte sette.