Un po’ di tempo fa la mia amata Bet commentò un mio post affermando velatamente che le piace più quando lascio affiorare la mia vena poetica che quando grulleggio qua e là, ironizzando come mio solito.
Anche a me piace ma il poeticare, il rimembrar soave, è fortemente condizionato da ciò che la vita mi propone e, ultimamente, il massimo che mi si offre è fare un clistere al cane moribondo, o arginare le intemperanze di una madre che non sa di essere artereosclerotica, o ricevere un assegno post datato a 9 mesi. Una situazione più elegiaca che idilliaca, direi. Ma nella vita bisogna anche saper cogliere quel pizzico di poesia che gioca a nascondino e ieri la mia boccata d’ossigeno è pervenuta dal nipotame.
Dopo aver prelevato dalla lezione di tennis Stella, cucciola novenne assai compresa nel suo ruolo di piccola artista di famiglia, siamo tornate al campo base n. 2, i nonni paterni, cioè mia mamma e mio padre, dove ci siamo coscienziosamente dedicate all’esplorazione di un testo sull’antico egitto, argomento i geroglifici. Dopo aver assodato le differenze fra la nostra scrittura vocale e quella simbolica egizia, è sopraggiunto il nipo Roli, undicenne pimpante, entrante e assai dotto. Assieme abbiamo unito i nostri tre nomi
, doverosamente trascritti dall’artista Stella in geroglifici e ci siamo sbellicati a tradurre quel che ne veniva fuori, che suonava più o meno così:
un giorno un falco vide due leoni nullafacenti e oziosi che stavano osservando una piuma svolazzare pericolosamente vicina ad un forno. Decise quindi di recuperarla con un uncino, per non bruciarsi le penne ma nel mentre notò un amo, lasciato accanto al fiume alla sua destra. Pensò che l'amo era di uno dei due leoni che stava lì a pescare nel laghetto, che sembrava davvero invitante, così decise di lasciar perdere la piuma e di farsi una bella nuotata lì, in quella polla blu e fresca formata dal fiume alla sua destra ma poi, siccome era un falco vispo, ci ripensò e si disse, col cavolo che faccio il bagno che poi mentre sono distratto quei due furboni di leoni prendono un uncino a testa, mi catturano e dopo avermi unto ben bene con la piuma si fanno un bell'arrosto!
Lasciati i geroglifici ci siamo lanciati nelle conversioni metriche. Al che abbiamo riflettuto che un metro può sembrare poco, pochissimo, se si è un uomo, ancor meno se si è un elefante ma se si è una formica, col cavolo che è poco. Ne abbiamo ricavato che è tutta una questione di prospettiva.
Poi abbiamo rispolverato le divisioni a due cifre e lì, la zia, forte di analisi uno e analisi due dati all’università secoli addietro, ha dato il suo peggio ricorrendo di soppiatto all’uso del palmare di ultima tecnologia per non perdere di credibilità di fronte al nipotame che, ovviamente non l’ha bevuta e ha capito che la zia sarà pure una grande narratrice ma di matematica ne capisce un po’ pochino e forse non sarebbe male se alle elementari ci tornasse assieme a loro.
Il bello è che sono sicura che mi farebbe bene davvero!
Inviato da: cassetta2
il 05/03/2024 alle 21:13
Inviato da: Kikka_Diesis
il 06/06/2014 alle 17:35
Inviato da: Kikka_Diesis
il 28/11/2011 alle 07:17
Inviato da: Oakle78
il 09/09/2011 alle 04:12
Inviato da: tattoosupplies888
il 10/09/2010 alle 02:35