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Outing politico - prima puntata
La mia storia politica nasce negli anni 80 quando, in piena guerra fredda e con i timori di un conflitto nucleare, prendo parte a tutte le manifestazioni di sinistra inneggianti alla pace.
Il nemico è rappresentato dagli Stati Uniti, da Reagan, dai contras, da Pinochet.
Ci cibavamo di Nicaragua e Daniel Ortega, di Cile e Inti Illimani, di Lenin e del comunismo.
Odiavamo il Papa e tutta la Chiesa, odiavamo la DC e il pentapartito.
Poi, un bel giorno, insieme al muro di Berlino sono cadute anche tutta una serie di "certezze" che ci erano state vendute.
Da lì iniziammo a non ragionare più "in gruppo", ma ognuno vagava da solo con i suoi occhi persi.
Tutti coloro che rappresentavano per me un punto fermo, iniziarono a barcollare in un insopportabile trasformismo.
Nessuno di loro mi ha mai detto: "caro mio, abbiamo sbagliato, abbiamo sbagliato tutto!".
Al contrario tutti loro hanno iniziato a far finta che avessi capito male io prima, che comunque c'era già una trasformazione in atto, bla bla bla.
La verità è che il muro di menzogne, crollato miseramente insieme all'altro muro, anziché mostrare la faccia del colpevole, ha mostrato uno specchio dove c'era scritto "sei un povero fesso".
Nessun "ground zero e ripartire".
Una morte senza cadavere
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Inviato da: adamsmith76
il 01/01/2012 alle 10:52
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il 20/11/2011 alle 16:49
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il 17/10/2011 alle 19:02
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il 10/09/2011 alle 22:04
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il 13/08/2011 alle 20:53