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Stare lontano dal male e fare del bene..... nel silenzioso cammino!

 

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Post N° 111

Post n°111 pubblicato il 15 Gennaio 2009 da orta0
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ATTIRACI DIETRO A TE CON IL TUO FASCINO

COME FECE PAOLO!

 

Un credente che non trasmette all’altro la Buona Notizia, è un credente spento, che non dice nulla. Il vostro annuncio cristiano  prima di tutto deve essere AUDACE .

 

San Paolo, è un apostolo che potrebbe essere indicato come protettore della pastorale giovanile: incontrare i giovani fino agli estremi confini. Estremi confini anche nel ns cuore, nella ns vita!

E si prese cura di lui: Paolo per primo infatti ha sentito quella cura particolare del Signore verso di lui. Il Signore si è fatto prossimo suo, e a sua volta Paolo si è fatto prossimo verso gli altri, si è preso cura di tanti fratelli a lui affidati, comunità e singoli. Infatti Paolo è stato un infaticabile evangelizzatore e può esser indicato come il modello per eccellenza dell’evangelizzatore che per annunciare Cristo si è spinto fino agli estremi confini del mondo. Eppure, Gesù, il tuo fascino è grande, ne restano avvinti Giovanni e Andrea, i primi apostoli conquistati dal tuo amore, e dopo di loro, la schiera innumerevole delle anime, che ti hanno seguito e ti seguono, con cuore indiviso. Ti preghiamo, Gesù, cammina anche oggi sulle strade del nostro mondo e attira con l’armonia che emana dalla tua persona, le creature distratte, ma profondamente deluse dalla cultura attuale.

La chiesa spesso manca di quei sacerdoti di una volta, di quei parroci che invitavano, accoglievano, guidavano, amorevolmente la comunità.

Oggi tutto o quasi è lasciato ai tanti laici,  ai Frati,  spesso la gente si allontana dalla chiesa per colpa di loro, di quei sacerdoti divenuti oggi professionisti dei Sacramenti, dottori con lo scopo primario della carriera e della meta prelibata “ il Vaticano”!
Tanti non ti amano, Signore,  perché non ti hanno mai incontrato. MostraTi risorto e vittorioso ai nostri cuori e ai cuori dei nostri giovani, perché conquistati da Te, possiamo seguirTi e servirTi da richiamo per altri fratelli.  Abbiamo nel cuore un grande e profondo desiderio di pace, di unità dentro di noi, di voglia di superare gli ostacoli, i particolarismi, i campanilismi di ogni genere, di abbattere i muri e tutti quei pregiudizi che troviamo dentro e fuori la Chiesa. Abbiamo  nel cuore un desiderio di perdono, di andare oltre le differenze anche tra di noi, per trovare ciò che conta, ciò che ci unisce allontanando ogni tipo di divisione, di violenza, di parole forti, di urla che ci allontanano sempre di più… Il fuoco di Cristo arde dentro il cuore di Paolo e deve incendiare il mondo: “Perché il nostro Dio è un fuoco divoratore” (Eb12,29) Un educatore-animatore, deve sempre far riferimento a questo nostro incontro con il Signore, e a rinnovare continuamente il fuoco che arde per Lui. Dobbiamo dire ogni giorno il nostro sì al Signore che ci ha scelti e amati per primo. Noi non siamo animatori solo quando siano con i ragazzi, ma quando non ci sono è diverso, anzi ci nascondiamo dai ragazzi per fare le ns cose spirituali e non diamo buon esempio. Dobbiamo andare all’origine di quello che siamo come educatori vuol dire saper ascoltare a partire da noi stessi. Infatti non si impara ad ascoltare gli altri solo incontrando gli altri, ma anche se sappiamo ascoltare noi stessi, se sappiamo chiamare le cose che viviamo con il proprio nome, perché più ci ascoltiamo, più andiamo in profondità di noi e facciamo esperienza del Signore, e possiamo rinnovare nostro primo incontro con Lui. Ascoltare Dio vuol dire poi ascoltare la sua Parola, innamorarsi della sua Parola, tanto da far iniziare ogni nostra riflessione pastorale ogni nostra iniziativa o progetto con e per i giovani, solo dopo aver ascoltato, studiato, pregato la Parola di Dio per giudicare la vita di essere vissuta e non relativizzare tutto, tanto è tutto lo stesso…
L’ascolto è legato all’atteggiamento fondamentale quello dell’umiltà. Da un ascolto serio della vita, di sé stessi, della Parola di Dio, non può che nascere l’umiltà. Umili è sapere che nessuno ha la verità in tasca e si è sempre pronti a saper perdere un po’ di se stessi, del proprio punto di vista, per sapere costruire una ricchezza con coloro che sono diversi da noi. Umili è far vivere quel circolo virtuoso in cui ogni educatore oltre che a educare viene educato dal discepolo… quante cose mi e ci hanno insegnato i giovani, i più giovani di noi… basta ascoltarli con umiltà! È sempre Paolo a venirci incontro ricordandoci che “Noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi” (2Cor 4,7). Per questo dobbiamo anche saper accettare il fallimento nella nostra relazione educativa.

In Paolo c’è una consapevolezza dei propri limiti che lo indica ad essere umile e sempre in cammino, ma nello stesso tempo esiste anche un coraggio che gli viene dalla fede nel Signore. Tale coraggio, unito alla passione di evangelizzatore gli infiamma il cuore tanto da dire nella lettera ai Corinti: “Guai a me se non predicassi il Vangelo!” (1Cor 9,16). Egli quindi non demorde di fronte alle sue debolezze, ai suoi insuccessi, alla persecuzione, ma annuncia il Signore affrontando ogni tipo di ostacolo, accettando ogni sfida. Dirà infatti ai Romani: “Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati” (Rom 8,35.37).

Guarda  o Signore con bontà le ferite profonde, le debolezze estreme, le indecisioni snervanti, le ostinazioni nel male… Solo Tu puoi curare, fasciare con delicatezza, guarire nel profondo, cambiare i cuori.

Fallo, Gesù, per i meriti della Tua passione dolorosa, del Tuo annientamento, delle Tue inaudite sofferenze, della Tua morte ignominiosa, della Tua santa e gloriosa risurrezione. Facci risorgere con Te, facci cantare il canto della vittoria sulle nostre passioni disordinate. 

 
 
 
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Quando il saggio indica la luna
lo stolto guarda il dito.
La religione serve per portarti a Dio.
Altrimenti non ti serve.

 

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L'ANGELO

La sera quando i pensieri, i ricordi
Si fanno più intensi
Accendi una candela
Sarà la luce del tuo Angelo.
Nella penombra,Egli saprà farsi sentire
Saprà farsi ascoltare.
In quei momenti non avrai freddo
Ma sentirai la pelle d’oca,
sentirai nel tremolio della fiamma
il volteggiare delle Sue ali,
sentirai nel calore della fiamma
il Suo alito baciare il tuo viso.
Egli sorriderà hai tuoi sogni
E veglierà il tuo sonno.!
( michael)

 

 

ORME

Orme di piedi
sfiorano fili d'erba.
Orme in scia
alla ricerca del tempo
trascinano un ricamo
su quel prato decorato di fiori.
Petali riflessi nella notte
oscurano le stelle,
leggeri desideri sfiorano
la luminosità dell'anima.

 

 

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