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[ Donne e bambini ]
Post n°221 pubblicato il 04 Ottobre 2009 da orta0
E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E' lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».
Siamo nel capitolo 10 di Mc. In questo capitolo Gesù ammaestra i suoi discepoli su vari argomenti: divorzio, matrimonio, bambini, ricchezza, regnare e servire. In tutti questi temi il centro è sempre l’atteggiamento interiore. Ciò che conta è ciò che tu vivi dentro, ciò che tu senti, ciò che hai nel cuore. Non sono tanto le regole o l’osservanza ma è il cuore che determina se tu segui o no Gesù. In questo vangelo i farisei vanno da Gesù per tendergli una trappola. Ai farisei in realtà non interessa la questione del matrimonio, ma vogliono avere un permesso per il loro comportamento. Invece di mettersi in discussione cercano giustificazioni. Vogliono cioè “fare giuste” le loro inique azioni. A quel tempo in Israele era pacifico che un uomo potesse ripudiare la propria moglie. Cioè: il problema era indiscusso; era qualcosa di evidente, qualcosa su cui neppure si discuteva. Se si discuteva, se vi era diversità d’opinione non era tanto se un uomo potesse ripudiare o mandare via la moglie, ma casomai il motivo per cui mandarla via: era necessaria l’infedeltà o bastava molto meno? Nei fatti a quel tempo una donna poteva essere cacciata per qualsiasi motivo: perché usciva con i capelli sciolti; perché scambiava qualche parola con un estraneo; perché bruciava il pasto, ecc. Insomma, se un maschio voleva, quando voleva, poteva “scaricare” la propria moglie. La regola del tempo diceva così: “L’uomo può permettersi tutto, ma se lo fa la donna viene lapidata. L’uomo può ripudiare, mandare via la propria moglie, la moglie no, mai”. Ma perché non era possibile dire: “E’ lecito ad una donna ripudiare un uomo?”. Capite! D’altronde queste leggi erano fatte da maschi! La legge giustificava l comportamento dell’uomo, ma condannava quello della donna. Vi pare giusto? La questione che viene sollevata non è se è lecito ripudiare, ma se è lecito che l’uomo ripudi la donna per qualsiasi motivo. Eppure, pensavano tutti così. Era perfino legge. Era perfino accettato dalle donne! Era un comportamento ovvio per tutti. Anche Gesù ammette che vi siano delle separazioni e sa che spesso il piano di Dio viene cancellato. Gesù qui non vuole stabilire una prassi: “Non divorziare”; ma si riferisce al senso del matrimonio: “Il piano di Dio è che i due siano una carne sola, cioè un’unione di cuori, di anime, di corpi, di vita, in reciprocità (maschio e femmina), dove nessuno domina e nessuno è superiore”. Le parole di Gesù, quindi, non hanno nulla a che fare con la prassi ecclesiastica per la quale i divorziati non possono risposarsi. Pensate nell’educazione dei figli: il papà non può essere la mamma e la mamma non può essere il papà. La fedeltà non è tanto non fare qualcosa. Ridurre la fedeltà a non tradire l’altro è banalizzarla. La fedeltà non è solo “stare insieme”, non separarsi. Questa è la fedeltà negativa: non tradire l’altro, non fare alcune cose. Ma la fedeltà di Dio non è non fare qualcosa, ma vivere un valore, qualcosa di grande, di vivo. La fedeltà è un valore e tutti i valori denotano una positività (se non che valori sono!). Il problema dei rapporti non è di stare insieme sempre (indissolubilità giuridica) ma di tenere vivo l’amore. Se si terrà vivo l’amore si starà sempre insieme (indissolubilità dell’anima) in un rapporto profondo, intenso. Eppure tutto questo è fedeltà; tutto questo è amore. Tutto questo è creare rapporti, veri, solidi, sinceri, trasparenti, dove ci si da e ci si riceve. Non è l’unione che genera l’amore, ma è l’amore che genera l’unione. Per fortuna che c’è Lui, Gesù, che accoglie il mio bisogno: “Ma gioca, divertiti, canta, ridi, sorridi, divertiti, lascia che la gioia della vita pulsi, viva e scorra in te. Non temere d’essere felice e di divertirti”. So che preferisci aiutare tutti che ricevere un po’ di tenerezza. Perché ricevere amore ti mette nella condizione di ricevere, di aver bisogno: ti fa sentire vulnerabile e debole, e tu preferisci sempre controllare e non scoprirti. Molte persone non vogliono essere realmente amate. Se si lasciassero amare, coccolare, l’amore trapasserebbe la crosta difensiva e andrebbe a toccare il dolore, il bambino perso e disperato, il fiume di lacrime che hanno dentro. Allora, per sicurezza, è meglio stare alla larga da tutto questo. E’ che, facendo così, immersi nell’amore rimangono senza amore. Alcune persone non si faranno mai abbracciare: chissà che mancanza, vuoto d’amore c’è dentro. L’amore, ricordatevelo, è pericoloso perché vi farà sentire bambini, dipendenti, esposti. Tutti noi abbiamo un bisogno enorme di essere riconosciuti, stimati e apprezzati. Ma spesso quando ci fanno i complimenti, ci scherniamo o sminuiamo. Qual è il posto che più desideriamo al mondo? Qual è il posto dove stiamo meglio? Tra le braccia della mamma. Forse non quello di nostra mamma visto che non sempre erano affettive, ma tra le braccia di una madre sì. Quello che tutti noi cerchiamo sono quelle braccia, le braccia della Vita che ti avvolgono, che ti fanno sentire bello come il sole, unico come nessuno altro, vivo come non mai. Quelle braccia dove fuori ci può essere la tempesta ma lì tanto si è al sicuro. Quelle braccia che tu sai che ti proteggeranno da ogni pericolo, da ogni male, da ogni nemico per cui ti puoi abbandonare serenamente e puoi dormire in pace. Quelle braccia che sai non ti percuoteranno, non ti feriranno, non ti schiaffeggeranno, mani di cui non c’è da temere: lì non si è giudicati, lì si è solo e sempre accolti. Quelle braccia dove rifornirti di calore, di affetto, di carezze e di tenerezza finché ce ne è bisogno per poi andare nella vita e ritornare quando si è scarichi. Solo i bambini entreranno nel regno di Dio. M.P. |
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Nella penombra,Egli saprà farsi sentire
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Ma sentirai la pelle d’oca,
sentirai nel tremolio della fiamma
il volteggiare delle Sue ali,
sentirai nel calore della fiamma
il Suo alito baciare il tuo viso.
Egli sorriderà hai tuoi sogni
E veglierà il tuo sonno.!
( michael)
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