Un blog creato da pachino8 il 13/08/2008

PACOLANDIA

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AFORISMI BY PACO 1

IL PASSATO

Guardo indietro

per aver la forza

di guardare avanti.

Paco

____________________________________________________________

LA MENZOGNA

La menzogna non esiste

finchè non diventa

verità per gli altri.

Paco

___________________________________________________________________

L'AMORE

L'amore può essere

una splendida magia

ma come tutte le magie

è solo una splendida illusione.

Paco

___________________________________________________________________

 
 
 
 
 
 
 

AFORISMI BY PACO

LA VIOLENZA

 In questo mondo di guerra e violenza

anche i fiori piangono e noi

continuiamo a credere che sia rugiada.

Paco

___________________________________________________________________

LA MORTE

La morte

è la cassiera della nostra esistenza:

comunque vada

dobbiamo fare i conti con lei.

Paco

___________________________________________________________________

L'AMICIZIA

L'amicizia vera

è come un fiore finto:

non appassisce mai !!!!

Paco

___________________________________________________________________

IL VINO

Chi si ubriaca di buon vino

non ha paura della verità.

Paco

___________________________________________________________________

I LIMITI

L'ostentazione di certezze annienta.

La consapevolezza dei limiti rigenera.

Paco

___________________________________________________________________

LA NORMALITA'

La normalità è la negazione dell'alternativa.

Paco

___________________________________________________________________

IL SEGRETO DELLA VITA

Il segreto della vita

resta tale nelle vite

ed io non mi chiedo

ne perchè son nato

ne perchè dovrò morire.

Paco

___________________________________________________________________

 
 
 
 
 
 
 

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UN PO DI ME

Angelo Pumpo in arte Paco, nasce a Milano il 7 Aprile del 1973 da genitori Napoletani ma vive a Bari fin dall'età di un anno.
Frequenta l'istituto tecnico industriale ma lascia gli studi al quarto anno.
Suona il flauto traverso e le tastiere come autodidatta e dal 1994 al 1997 gira il mondo cantando nei piano bar delle strutture turistiche fino a fermarsi a Firenze dove attualmente vive.
Ha scritto e interpretato spettacoli teatrali per bambini come I CIALTRONI ANIMATI e CI HANNO RUBATO LE FAVOLE.
Nel 1997 vince un piccolo concorso come migliore canzone inedita con il testo VINCERE LA VITA.
La poesia e la canzone restano la sua arte, la sua povera arte, quell'umile arte che lo porta a definirsi il "poeta ignorante", una poesia intensa di emozioni che si esprime in tanti scritti, tante canzoni e quattro raccolte di poesie come DIADEMA 1989, MONICA 1992, LUOGHI 1997 E IL CANTO DEL GABBIANO 2001.
Oggi Paco ha 31 anni e l'irrefrenabile voglia di regalare le sue emozioni e la sua arte a quante più persone possibili, vuole crescere, confrontarsi, ma soprattutto vuole continuare a provare e ad esprimere le emozioni che tanto generosamente la vita quotidiana gli offre.
Il canto del gabbiano è il suo canto, alla sua terra lontana, ad ogni angolo di essa che nel poi sarà di nuovo sua.
 

Paco nel mese di ottobre 2004 ha pubblicato con Montedit
"Il canto del gabbiano" Collana I gigli (poesia) 14x20,5 - pp. 60 - Euro 6,30 - ISBN 88-8356-750-1

Parte del ricavato delle vendite di questo libro verrà devoluto in beneficenza all'Associazione Pro Africa AMREF ITALIA.
 
 
 
 
 
 
 

 

 
« IRONIA A PACOLANDIAUN ABBRACCIO A MIO PADRE »

COMMENTI SUGLI INCIDENTI DI ROMA-NAPOLI

Post n°13 pubblicato il 04 Settembre 2008 da pachino8

 Il capo della polizia, Antonio Manganelli, è tornato sugli incidenti avvenuti domenica scorsa prima della partita tra Napoli e Roma: “Oggi ho inviato a Napoli il vice capo della polizia Nicola Cavaliere, capo della Criminalpol e il capo dell’anticrime, perché abbiamo ragione di ritenere che ci sia stata un'influenza della criminalità organizzata nella gestione dell'episodio di domenica, nella conduzione di questi incidenti, che stiamo identificando”. Manganelli ha fatto anche sapere di essere contrario a treni speciali per i tifosi che devono recarsi in trasferta: "Il governo passato ma anche quello attuale è contrario ai treni speciali, è contrario a tutto quello che può incentivare le trasferte delle tifoserie. Noi riteniamo che questi facinorosi, che hanno anche contaminato non solo la giornata di campionato ma un percorso virtuoso che si sta facendo, debbano essere identificati e puniti nelle forme che la legge prevede; è quello che stiamo facendo”.
Della vicenda ha parlato anche Antonio Puglisi, questore di Napoli: Stiamo lavorando anche all'ipotesi che ci sia una presenza della criminalità organizzata tra i tifosi”. Oggi pomeriggio incontrerà il vice capo della polizia e il direttore centrale dell’anticrime, Franco Gratteri, per meglio chiarire la situazione. Parteciperanno anche il capo della Digos, Antonio Sbordone e il capo della Squadra mobile Vittorio Pisani.
Manganelli ha poi aggiunto di avere "stretti contatti, sia polizia che carabinieri, con la procura di Napoli, che non a caso ha affidato alla Dda e non alla Procura ordinaria questo caso'' per ''pianificare le misure di contrasto non solo legate a questa vicenda ma a tutto quello che si sta facendo nell'ambito del contrasto alla criminalità mafiosa".
”Sabato e domenica scorsi sono state due giornate che non hanno fatto registrare nessun incidente. Senz'altro un record dal momento dell'omicidio dell'ispettore Raciti", ha proseguito il capo della polizia che ha sottolineato: "C'è stato questo episodio di intemperanza di un folto gruppo di facinorosi napoletani".
Non bastano i manganelli
Cari Ziogianni e omniumhorarum, avete ragione. Io farei di più: quando la folla aggredisce la folla non bastano più i manganelli, ci vorrebbero i mitra. La mia è una metafora, ma quel treno l'avrei dirottato in aperta campagna accerchiato globalmente dalle forze dell'ordine e messo al fresco tutti i recidivi, dai rubagalline agli apparentati alle varie cosche, piaccia o no ai nostri sigg.ri giudici. Quella è gente che dello sport, del rispetto per il prossimo, dela giustizia e della convivenza civile non se ne frega un fico secco, ve lo dico da meridionale. Ma i napoletani onesti? Sono delle vittime, è vero, ma devono imparare a prendere le distanze da quella monnezza di gentaglia; Libero Grassi lo fece da solo, ma siccome gli eroi non si piangono nemmeno più, meglio sarebbe che la Napoli perbene - cioè la stragrande maggioranza - scendesse compatta in piazza contro il sorpruso dei prepotenti. Si cominci anche dalle cose più semplici: ad esempio non parcheggiare in doppia fila, non passare col rosso, non comprare più le sigarette sulle bancarelle co'core bbuone ca pure chille annamagnà. Ci sono tanti campi di pomodori da raccogliere e tanta terra da zappare per cui sono dovuti intervenire gli odiati extracomunitari.
SUPERZORRO
Ciruzzo 'o milionario
***Ci sono individui indegni che pescano nel torbido. Aizzano gli ignoranti, nonché squilibrati, contro la società civile che ama il quieto vivere. Questa canaglia, si nutre di "monnezza" sia umana come dei loro scarti fisici. Il vivere con amore verso sé stessi ed il rispetto per gli altri, sono cose abominevoli per loro. Bisogna solo estirpare questa feccia umana e nulla più. Chi azzarda giustificazioni o è un pari delinquente od un'elemento passivo a cui sono stati assegnati compiti non a egli adatti. E pensare che i razzisti Veneti e Lombardi sono gli unici che li hanno sottratti, facendosi carico dei loro scarti, dal colera e dal crollo dell'economia turistica. Ma, a loro, questo non li sfiora minimamente. Non cambieranno mai. Tengono famiglia. I padri i figli ed i figli i padri. Che tristezza. Altro che dx o sx.*
ZIOGIANNI
Lo Stato ostaggio dei delinquenti
Ora spunta anche l'ombra della Camorra. Nel Calcio italiano si e' lasciato troppo spazio ai delinquenti. Nello Stato italiano si e' lasciato troppo spazio ai delinquenti. Dopo i rifiuti urbani, il Cavaliere si deve occupare di un'altra classe di rifiuti e far vedere che in Italia comanda lui e non la Camorra, o la Mafia. Forza!
OMNIUM

 
 
 
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AFORISMI D'AUTORE

Ascoltando le donne in confessione,

i preti sono contenti

di  non essere sposati !!!

Armand Salacrou

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Ami la vita?

Allora non sciupare il tempo,

perché è la sostanza di cui vita è fatta.

Benjamin Franklin

____________________________________________________________

 Chi non beve vino

ha qualcosa da nascondere!!!!!

Charles Baudelaire

____________________________________________________________

Tutto il film della mia vita

mi è passato davanti agli occhi in un momento!

ed io non ero nel cast !!

Woody Allen

____________________________________________________________

 
 
 
 
 
 
 

NUDO D'AUTORE

 
 
 
 
 
 
 

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IL MIO LIBRO

 
 
 
 
 
 
 

LA PREFAZIONE DEL MIO LIBRO

Le parole di Paco volano libere sull'onda dei ricordi della propria terra per "continuare ad amarla" con i suoi colori e profumi, con le suggestioni del suo paesaggio silenzioso e quelle pietre bianche impregnate di speranze, ed è incontenibile il desiderio di rendere partecipi gli altri di queste intense emozioni: e la sua vita è una galleria d'incanti.
La disperante voglia di un ritorno alle proprie radici, fondamenta sulle quali egli ha costruito se stesso, non è altro che un "immancabile ritorno", un "guardarsi indietro", ora che è lontano da quel luogo natìo: dopo esser stato un girovago che non ha mai dimenticato di portare con sé la sua arte, la poesia genuina e spontanea che scaturisce da un uomo semplice ed umile.
Orgoglioso nel sentirsi libero, determinato nella sua volontà di continuare l'avventura che lo ha visto sempre padrone delle sue scelte anche a costo di sacrifici e sofferenze, consapevole che niente poteva distruggere un "sogno".
Ecco allora che nel "girotondo del destino" le sue poesie illuminano le visioni di persone dallo "sguardo sospettoso", rendono fertile quella terra arida, riscaldano la pietra e il tufo, fanno delle luci delle lampare e delle lucciole di notte una magia unica e irripetibile, dei giochi d'infanzia e dei tuffi dagli scogli sotto il sole, la gioia della vita quando era ancora "immune dalle paure".
Le sue parole si "ubriacano" ancora di quel vino pastoso, si inebriano dei profumi intensi di una cucina paradisiaca all'angolo di una strada dove la vita era pulsante, e la memoria ritorna a quei cieli azzurri così intensi, al vecchio porto dove si udiva il dialetto stretto, ai rifugi diroccati e alla "dura pietra che non ha più voglia di scandire il tempo", all'acre odor del mosto, al caldo vento di levante, alle immancabili feste dei Santi, ai passi lenti a cercar una speranza per il domani, a sussurrare in ginocchio una preghiera per fermare l'addio di un figlio, per chiedere al buon Dio un po' d'acqua a placare il sole cocente che tutto brucia.
Il tempo non ha sbiadito i ricordi, le lacrime non hanno lavato via la nostalgia, le colpevoli assenze non hanno intaccato il cuore d'un uomo, non hanno spento il canto appassionato d'un poeta dal "sapore primitivo" come la sua terra: ed ora, dopo le scelte inevitabili della vita, i ricordi illuminano ancora gli occhi in attesa di un ritorno con la speranza che sia rimasto ancora molto tempo per dissolvere quella sensazione di perdita e di smarrimento, forse solo un passaggio obbligatorio per quella stagione della vita che conduce alla presa di coscienza di sé: nient'altro che l'inizio d'una nuova avventura.
 

Massimo Barile

 
 
 
 
 
 
 

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