Ci trovavamo all'interno del conservificio.Il capannone di metallo ondulato era una sorta di buia,arroventata prigione sotterranea.Dalle travi sgocciolava acqua.Grumi rappresi di vapore scuro e bianco stavano sospesi nell'aria.Il pavimento verde era scivoloso per via dell'olio e del pesce.Attraversammo un lungo stanzone in cui le donne messicane e giapponesi armate di coltelli da pesce sventravano sgombri davanti a certi tavolacci.Le donne erano avvolte in pesanti grembiuli,coi piedi infilati in stivali di gomma e le interiora del pesce che gli arrivavano alle caviglie.Il tanfo era troppo forte.Tutt'a un tratto mi sentii male,male come se avessi ingurgitato acqua calda e senape.Altri dieci passi in quello stanzone e sentii che mi stava tornando su la colazione,e mi dovetti piegare per lasciarla andare.Gli intestini mi si precipitarono in gola in un colpo solo.Shorty rise.Mi dava pacche sulla schiena e sghignazzava.Poi ci si misero anche gli altri.Il capo stava ridendo per qualche motivo,e loro dietro.Che cosa odiosa.Le donne alzarono lo sguardo dal loro lavoro,e risero.Che buffo!In orario di lavoro,pure!Guarda il capo sta ridendo!Dev'esser successo qualcosa.E allora ridiamo anche noi.Il lavoro si fermo' nello stanzone dello sventramento.Tutti ridevano.Tutti fuorche' Arturo Bandini.Arturo bandini non rideva.Stava rigettando le proprie budella sul pavimento.Li odiavo tutti,uno per uno,e gli giurai vendetta,trascinandomi via da loro,desiderando essere da qualche parte dove non potessero vedermi.Shorty mi prese per un braccio e mi condusse verso un'altra porta.Mi appoggiai al muro e ripresi fiato.Ma quel tanfo ritorno' alla carica.I muri vorticavano,le donne ridevano,e Shorty rideva,e Arturo Bandini il grande scrittore stava vomitando di nuovo.E quanto vomito'!Quella sera le donne sarebbero potute andare a casa a raccontarlo.Quello,quello nuovo!Avreste dovuto vederlo.E io le odivo e riuscii persino a smettere di vomitare per un momento,riflettendo compiaciuto sul fatto che questo era il rancore piu' grande che avessi mai provato in vita mia.-Ti senti meglio?-disse Shorty.-Sicuro,-dissi.Una cosa da niente.Le idiosincrasie di uno stomaco d'artista.Nient'altro.Qualcosa che ho mangiato,magari.-Bene.
Inviato da: johnfante1975
il 02/11/2010 alle 23:32
Inviato da: sara.princess1987
il 22/07/2010 alle 14:04
Inviato da: qualchevoltasuccede
il 24/11/2009 alle 19:15
Inviato da: sara.princess1987
il 12/09/2009 alle 16:05
Inviato da: sara.princess1987
il 31/05/2009 alle 13:42