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tratto da"La grande fame"di John FanteDenver,Colorado. April 2007 Stavamo cenando quando zio Clito emerse dalla tempesta di neve.Si tolse le soprascarpe,si alito' nelle mani ghiacciate,e fece il suo ingresso in sala da pranzo.Papa' gli chiese se voleva un po' di pasta e fagioli,ma disse di no.A cavalcioni su una sedia,il mento poggiato sullo schienale,i suoi vigili occhi scuri presero a esaminare il tavolo.Presero nota del vino,di quanto papa' ne aveva bevuto,di quanto burro avevamo spalmato sul pane,e di tutto il resto.Mamma si aggiusto' il vestito e i capelli.Con zio Clito bisognava stare bene attenti:era maestro nello scoprire qualcosa fuori posto.Noi bambini,per dire,nascondemmo subito le mani perche' non potesse vederci le unghie poco curate.Zio Clito faceva il barbiere.Era il fratello piu' grande di mamma,l'unico a essere nato in Italia.Parlava un inglese approssimativo,e la sua bottega era la migliore della Little Italy di Denver.Era ricco,eppure non si era sposato,co la scusa che non si sarebbe potuto permettere di mantenere una moglie.Tutti lo temevano.Poteva scoprire che qualcosa era fuori posto anche dagli indizi piu' insignificanti.Quando andavamo da lui per tagliarci i capelli,mamma ci faceva mettere il vestito della domenica.E questo perche' zio Clito una volta aveva notato le mie scarpe rotte e ne aveva dedotto che papa' s'era rimesso a giocare.Aveva ragione.I fratelli e le sorelle di mamma calarono immediatamente a casa nostra per vedere se papa' stava trascurandoci.Ogni volta che passavamo davanti alla bottega di zio Clito su Osage Street,volevamo essere sicuri che,mentre stava operando accanto alla poltrona piu' vicina alla vetrina,vedesse che lo salutavamo.Anche per questo c'era un motivo.Una volta,anche mia zia Teresa era passata di li' senza salutare.Aveva attraversato la strada e superato la bottega con la testa girata da un'altra parte.Zio Clito aveva subito telefonato a zio Giulio,il marito di Teresa.Giulio aveva chiuso la sua macelleria e s'era recato da Clito davanti alla bottega di barbiere.Insieme avevano percorso Osage Street,affacciandosi ad ogni bar,a ogni caffe'.Come volevasi dimostrare,da Zucca avevano trovato Teresa,che se ne stava seduta con Terry Mongone.,l'allibratore.Zia Teresa si era rimessa a scommettere sulle corse.Giulio la trascino' sulla via,le diede un ceffone e la spedi' a casa con un taxi.In seguito zio Clito fece un sorriso furbesco e spiego' il motivo per cui aveva sospettato che Teresa avesse ripreso a scommettere.Era per via del modo di camminare,disse,per quel suo nervosismo;e perche' non lo aveva salutato. |
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Nickname: johnfante1975
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Etą: 51 Prov: BO |
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"Avrei potuto giocare meglio le mie carte,senza dubbio,e ci sono cose di cui mi vergogno,ma quando mi guardo allo specchio,sono fiero di quello che sono.I tratti del mio carattere che mi hanno fatto combattere il mondo sono gli stessi che mi hanno permesso di farmi valere".
Edward Bunker
io sono come Cristoforo Colombo.
Me ne sto li' sulla riva,e sogno.
E,come il mio compatriota,
mi riporteranno indietro in catene.
Ma amo la mia vita.
John Fante











Inviato da: johnfante1975
il 02/11/2010 alle 23:32
Inviato da: sara.princess1987
il 22/07/2010 alle 14:04
Inviato da: qualchevoltasuccede
il 24/11/2009 alle 19:15
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il 12/09/2009 alle 16:05
Inviato da: sara.princess1987
il 31/05/2009 alle 13:42