| « POESIA DIALETTALE del Pr... | TRADUZIONE della poesia ... » |
LETTERA ANTICA DEL 1382
Post n°82 pubblicato il 03 Luglio 2017 da ginoscirocco
Dal libro: Studi e Documenti di Storia della Lingua e dei Dialetti del Prof. Alfredo STUSSI - Editore IL MULINO - 1982 - trascrivo questa prima antichissima lettera commerciale che si trova nell'Archivio di Stato di Venezia (insieme ad altre quattro), scritte dall'Ebreo della Sinagoga di Lecce ma residente a Copertino, tale Sabatino RUSSO che invia al veneziano Sig. Biagio DELFINO per costituire una compagnia per il commercio nel Mediterraneo. Allu nome di Deu sia, ame(n). A 1392 a die 7 di maju in Nalesandrya. Cum zo sia chi my Sabatino Russo judio de Leze ò ffactu una cu(m)panya cu(m) mys(er) Byassi Dalfyn di Vynezia et a la dicta cu(m)panya my dictu Sabatino mectu b. trycentu di auro e llu dictu mys(er) Biassi mecti b. secentu di auro chi so in suma di b. novycentu i lla nostra cu(m)panya e lly dicti dinary nuy li divymu trafficary da Nalesadrya in Pulla e da Pulla in Nalesadrya e da Vynezia in Pulla et in onny altry lucu chi a nuy paressi di puteryvi avanzary la nostra cu(m)panya. E lla dicta cu(m)panya nuy l'avimu facta p(er) an(n)y duy e zo chi se avanzarà in questa cu(m)panya fyne a cu(m)plymentu di an(n)y duy mi dictu Sabatino deju avery la mayatate e llu dictu mys(er) Biassi devy avery l'autra myatate e ccusì p(er) lu simyly di onni perdenza chi vynessi alla nostra cumpanya, Dio no lu volla. Et in quistu prysenti mesi di maju nuy avymu invystutu b. secentu in pevyry et inpery et incenzu et innydicu e garofaly et alcuny altry cosi menyti et avymuly carycatu sulla cocca di mys(er) Paulu de li Garzany et my Sabatino portu tocta questa rajo in Pulla p(er) vendiry in quelly cu(n)trati p(er) beny di la nostra cumpanya e llu dictu mys(er) Byasi è tynutu a scryvyry a ssua fratellu chi my debya mandary da Vynezia a lLeze tantu drapi chi montano da b. trycentu a cu(m)plyry la suma di b. secentu chi issu devy mectiry in la cu(m)panya. TRADUZIONE In nome di Dio, così sia. L'anno 1392 il giorno 7 di maggio, in Alessandria (d'Egitto).Come sia cosa che io, Sabatino Russo ebreo di Lecce ho fatto una società col Sig. Biagio Delfino di Venezia e alla detta compagnia io detto Sabatino metto 300 bisanti d'oro (moneta bizantina) e il detto sig. Biagio mette 600 bisanti d'oro e con detto denaro dobbiamo trafficare merci da Alessandria in Puglia e dalla Puglia in Alessandria e da Venezia in Puglia ed in ogni altro luogo che a noi sembri possa concorrere la nostra compagnia. E la detta compagnia noi l'abbiamo fatta per anni 2 e ciò che resterà in questa compagnia al compimento di anni 2, io detto Sabatino devo avere la metà e il detto sig. Biagio deve avere l'altra metà e così pure per ogni perdita che venisse alla nostra compagnia, Dio non voglia! E in questo mese di maggio in corso, noi abbiamo investito bisanti 600: in polvere (pepe nero), in anice pepato, in incenso, in indaco (colorante per tessuti ?), in chiodi di garofano ed altre cose minute e il tutto è stato caricato sulla nave mercantile (a vela fino a 3 alberi) del sig. Paolo dei Garzani ed io Sabatino porto tutta questa merce in Puglia per venderla in quelle contrade a beneficio della nostra compagnia ed il detto sig. Biagio è tenuto a scrivere a suo fratello affinché spedisca da Venezia a Lecce tanti drappi (tessuti) per l'ammontare di 300 bisanti al fine di raggiungere la somma di 600 bisanti che egli deve versare alla compagnia. |


Inviato da: cassetta2
il 29/05/2023 alle 18:33
Inviato da: Mr.Loto
il 21/08/2020 alle 17:39
Inviato da: sciroccu
il 22/04/2020 alle 13:10
Inviato da: cassetta2
il 22/04/2020 alle 11:06
Inviato da: cassetta2
il 20/11/2019 alle 16:11