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TERZA LETTERA (Traduzione 1^ parte)
Post n°89 pubblicato il 26 Agosto 2017 da ginoscirocco
Anno 1402 addì 8 di settembre. Amico carissimo, dopo la salute, sig. Biagio Delfino, io Sabatino Russo ebreo di Lecce vi faccio sapere tutte le mie intenzioni e sappi che per me non era necessaria la vostra società eccetto che per l'utile che mi credevo di ricevere aspettandomi quello che voi mi avete promesso. Nientemeno non so da che cosa proviene il fallimento, da voi o da vostro fratello, che Dio perdoni! Voglio che tu sappia che ho ricevuto un grande danno avendo atteso per più di un anno in quanto vostro fratello mi avrebbe dovuto mandare 300 bisanti di tessuti di Verona, da Venezia in Puglia come dai nostri patti e non mi ha mandato niente né mi volle mai informare né per il si né per il no e in questa circostanza io ho perduto del mio e del vostro e vi riferisco come mi mandaste a dire che vi avevo mandato a Candia (isola di Creta) seta e miele che fosse consegnato in Alessandria mentre nel contempo voi eravate partito per tornare a Venezia e, saputo tutto ciò, mi recai ad Alessandria e mentre vi soggiornavo voi mi mandaste Giovanni Delfino con una vostra intimidazione che vi dovessi dare conto ....... io avevo spedito ciò che avevo a Medina (antica capitale dell'isola di Malta) come scrissi a lettera a nome del sig. Francesco Sardo affinché fosse consegnato un punto (quantità imprecisata forse 10 libbre) di pepe e un punto di cannella (il cinnamomo è l'albero dal quale si ricava la cannella) al sig. Giovanni Delfino a nome e per conto vostro come da vostro ordine. Il costo dei quali così ammontò a 159 bisanti compreso il trasporto da Medina anche se non ero più tenuto per via del formaggio inviato e che fu rubato dalla galea di Lipari e con quella perdita che feci e con il miele e la seta come ordinativo che mi aveva dato in Puglia. Poi venne la guerra in Puglia, la mia (situazione) andò di male in peggio perché non potevo più tornare a casa mia e persi in quel viaggio più di 200 ducati in quanto andai a Salonicco (Grecia) via terra partendo da Valona (porto dell'Albania) e quando tornai a casa io avevo perduto ogni cosa. Sappi ancora che a Salonicco lo zafferano era valutato 4 ducati a libbra, per cui quando venni in Puglia comprai 150 libbre di zafferano (sperando di poterlo vendere per ?) 300 ducati e ritornai a Salonicco per la via di Valona e per la legge di Dio perdetti 200 ducati comprese le spese per ritornare a casa mia. Inoltre devi sapere, sig. Biasi, che io non sono tenuto a darti come debito nemmeno una moneta che valga un bagattino (cioè nulla), vero è che sono tenuto a mostrarvi il rendiconto di ciò che ho guadagnato e di ciò che ho perduto facendovi vedere il mio quaderno. (continua) |


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