dottor clown baristo
un medico in corsia per amore, per le strade del mondo in cerca di incontri e scontri tra cuori ispirato dall'amico patchadams
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piccola ...se non briciola di poesia!!
Post n°817 pubblicato il 19 Agosto 2014 da dottorbaristo
La definizione della solitudine non è quella di non avere nessuno con cui condividere il dolore, perché lo sappiamo bene che è molto raro trovare qualcuno disposto a condividere la nostra fatica e sofferenza, disposto ad ascoltarci quando il cuore grida per la fame e la vita si è fatta pesante, così in fondo ce lo aspettiamo di essere soli in quel momento e la cosa non ci turba più di tanto. No, la vera solitudine consiste nel non aver nessuno con cui poter condividere la gioia. Questo pensavo proprio oggi pomeriggio all'arrivo di una briciola di messaggio che mi ha cambiato la giornata. Avrei avuto voglia di brindare, di intrecciare un passo di danza, di ridere forte, ma poi mi son guardato intorno e mi son detto: sì, ma con chi? e allora ho suonato il pianoforte Sulla soglia del mio quarantacinquesimo anno d'età, mi sono trovato per un attimo ad non avere nessuno con cui condividere la gioia di una briciola. Circostanze transitorie intendiamoci, non scrivo queste righe per chiedere compassione, ma sufficienti a farmi riflettere sull’importanza di una cosa a cui generalmente non prestiamo abbastanza attenzione. Fateci caso: se una persona ci comunica la sua gioia il più delle volte ascoltiamo garbatamente per qualche minuto, magari alziamo il bicchiere insieme, ma poi quasi subito cominciamo a parlare di noi e delle nostre vicissitudini, raramente, rarissimamente, ci facciamo eco della sua gioia in modo da restituirgliela amplificata e moltiplicata dalla condivisione. Questo accade perché gioire della gioia di un altro implica un disinteresse assoluto, significa fargli davvero posto nel nostro cuore, significa avere un orizzonte davvero condiviso, stimare il suo bene quanto il nostro, godere dei suoi successi quanto godiamo dei nostri, in una parola sola: amarlo davvero come se stessi. Quanta umiltà è necessaria per amare così, quanta dimenticanza di sé. Prego Dio di insegnarmi ad amare in questo modo, a farmi casa non solo per chi piange, ma anche per chi ride. E ringrazio te, che mi hai regalato la gioia di un messaggio, riempiendomi la giornata, perchè in quella briciola ci stava tutta la tua benedizione....avvenga per te secondo il tuo desiderio. Grazie |
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