Creato da nicoleta.hudici il 07/02/2009

Panoramiche romene 3

La musica ed il cinema romeno

 

 

Film tratto dal libro di Mircea Eliade - Coppola

Post n°16 pubblicato il 13 Febbraio 2009 da nicoleta.hudici
 
Foto di nicoleta.hudici

La storia mi riguardava da vicino. A 66 anni cominciavo a sentirmi arrivato a fondo corsa. Non giravo un film da otto anni, e non volevo farne un altro come quelli che facevo una volta. Mi sentivo frustrato dalla mia incapacità di finire la sceneggiatura di un film che sognavo da tempo, Megalopolis. Ho iniziato a pensare che l'unico modo per risolvere il dilemma di ritrovare l'ispirazione fosse ritornare giovane, mettendo da parte tutta l'esperienza accumulata e provare a ritrovare l'attitudine mentale di uno studente. Re-inventare me stesso facendo finta di non avere mai avuto una carriera cinematografica e desiderando invece di averne una.

Uno dei vantaggi della "giovinezza" nell'arte è l'ignoranza, sapere così poco da non temere di sperimentare. L'inconsapevolezza che alcune cose su cui si fantastica sono effettivamente impossibili da realizzare. Quando terminai le riprese di Apocalypse Now ho pensato: "Se avessi avuto allora la consapevolezza che ho oggi non ci avrei neanche provato". Certamente l'età d'oro porta con sé "esperienza" ed è una cosa che non va sottovaluta, tuttavia quando si lavora in un campo artistico, l'incapacità di provare paura è una condizione più desiderabile dell'esperienza. E' una situazione molto vicina all'innovazione, mentre l'esperienza spesso può essere assimilata alla paura. Dopo che sei caduto dall'albero più volte, hai sperimentato il dolore della ferita e l'imbarazzo di essere ridicoli, diventa sempre più difficile essere audaci in quello che si fa o persino in quello che si prova a fare.


 



Siccome il copione di Megalopolis esplorava i concetti filosofici di tempo e coscienza, l'ho spedito a una persona che speravo potesse avere qualcosa di interessante da dirmi, Wendy Doniger, una vecchia compagna del liceo che oggi insegna mitologia comparata e induismo all'Università di Chicago. Wendy mi ha risposto inviandomi alcune citazioni sul tempo scritte dal suo mentore, Mircea Eliade, e mi ha suggerito di leggere un suo racconto, Un'altra giovinezza.

Non è stato facile trovarlo, ma ci sono riuscito. Mentre lo leggevo, sapevo di avere trovato il mio soggetto. Si può vedere il film come una storia faustiana: un uomo anziano torna giovane, ha l'opportunità di finire la sua grande opera e di innamorarsi di nuovo, ma non riesce a finire l'opera proprio perché si innamora. E' il suo sacrificio estremo. Ma può anche essere l'occasione per imparare qualcosa sulla filosofia indiana.

C'è una differenza fondamentale tra il modo orientale e quello occidentale di interpretare la vita. Il filosofo indiano non è confuso quando parla di passato, presente e futuro. La reincarnazione è parte integrante della loro filosofia, e chi la studia acquisisce una visione più ampia di cosa sia l'esistenza, o di cosa siano i sogni. E' ricorrente nel film, tra gli altri simboli, quello del "doppio" che come sottolinea la mia amica docente Wendy Doniger "porta sulle spalle il peso filosofico della storia. Rappresenta una scissione nella natura del protagonista Dominic (interpretato da Tim Roth), tra lo scienziato che cerca una spiegazione per tutto, la parte fredda, e l'uomo che incontra una donna e vuole continuare a vivere, vuole amarla, cioè la parte calda".

E' un modo stupendo per rappresentare la consapevolezza interiore e la coscienza di sé. Gli esseri umani possiedono una coscienza multidimensionale, in effetti i problemi legati al dualismo sono molto collegati alle religioni dell'India.

Ho imparato molto da Mircea Eliade, semplicemente ripercorrendo le sue orme. Ho sempre pensato che se stai lavorando a un film che affronta temi di cui vorresti sapere di più, il solo fatto di realizzarlo ti garantisce che imparerai qualcosa. E' stato eccitante scoprire in questo racconto di Eliade gli stessi temi che spero ardentemente di comprendere meglio: il tempo, la coscienza e l'aspetto fantastico della realtà. Per me è stato come ritornare alle ambizioni giovanili che avevo da studente sul fare cinema.

Quando ho letto la storia, sapevo che se avessi fatto il film avrei imparato a esprimere il tempo e i sogni nel linguaggio del cinema. Fare un film è come fare una domanda, e quando hai finito, la risposta è il film.


 



 


(Copyright Francis Ford Coppola)


 



 



(11 ottobre 2007)


 


(Fonte - La Repubblica)

 
 
 

Film romeno - vincitore Cannes 2007

Post n°15 pubblicato il 09 Febbraio 2009 da nicoleta.hudici
 

 

Otilia e Gabjta sono due studentesse universitarie che alloggiano nel dormitorio di una città romena. Siamo negli anni che precedono la caduta del regime di Ceausescu e Gabjta affitta una stanza d'albergo in un hotel di bassa categoria. Ha un motivo preciso: con l'assistenza dell'amica ha deciso di abortire grazie anche all'intervento di un medico che però rischia l'arresto, essendo l'interruzione procurata della gravidanza un reato. Otilia resta a fianco dell'amica soffrendo intimamente per quanto sta accadendo e scoprendo progressivamente la fragilità della sua condizione umana.
Il film di Cristian Mungiu si inserisce nel progetto "Tales from the Golden Age" che intende proporre in più film l'epoca che precede la fine del comunismo in Romania passando attraverso piccole storie individuali. Il regista nato nel 1968 conosce bene la materia che ha deciso di trattare e mostra una certa sicurezza nell'impianto stilistico del film. Gli manca però la capacità di inserire, magari anche solo per piccoli accenni, il clima politico dell'epoca con la sua progressiva marcia verso la dissoluzione. Ci troviamo quindi di fronte a una storia universale (in Romania o altrove l'aborto procurato è comunque e sempre un dramma) proposta con una sorta di distaccata partecipazione. In particolare è attraverso lo sguardo e la sofferenza di Otilia che partecipiamo al trauma. È lei, quasi più che l'amica, a divenire sempre più consapevole del vuoto che la circonda, della solitudine profonda da cui sembra impossibile uscire. Così quel feto che inizialmente il regista sembra non volerci mostrare ma che poi compare in tutta la sua fragilità è una sorta di ‘doppio' della protagonista ormai priva di un futuro.

Fonte: www.mymoves.it

 
 
 

Cinema romeno - Attrice romena nel film di Gibson

Post n°14 pubblicato il 09 Febbraio 2009 da nicoleta.hudici
 


Maia Morgestern interpreta la Vergine Maria.

 
 
 

Holograf - Dincolo de nori (Oltre le nuvole)

Post n°13 pubblicato il 09 Febbraio 2009 da nicoleta.hudici
 


La notte è vicina
So che tu mi ascolterai
Del mio cielo sei la luna
Lo spazio sottile
Tra il sogno e realtà
Oltre le nuvole
Nel silenzio che ora c'è
Sarò il vento che ti sfiorerà
Sarò luce nell'oscurità

Oltre le nuvole che vedo la tua immagine
Oltre le nuvole un mondo c'è solo per noi

La notte è leggera
Come seta su di noi
Come un bacio dato al vento
Cercando il tuo volto
Nel buio che ora c'è
Oltre le nuvole
Fino a qui ti porterò
Dove il sogno non ha limite
Dove tutto resta immobile

Oltre le nuvole che vedo la tua immagine
Oltre le nuvole un mondo c'è solo per noi, solo per noi, solo per noi

Se è il vento a parlare di noi
Nell'istante in cui ti scorderai di me
Oltre le nuvole, oltre le nuvole, oltre le nuvole


(Fonte: versuri.ro)

 
 
 

Cargo - Daca ploaia s-ar opri (Se la pioggia si fermasse)

Post n°12 pubblicato il 08 Febbraio 2009 da nicoleta.hudici
 

 

Daca pleci usa nu o mai inchide
Sper sa treci poate maine pe aici
Te petrec si ma uit la tine
Parca pierd ceva din mine
Zau, imi e greu.

Refren:
Poate daca ploaia s-ar opri
Si din cer n-o sa mai cada lacrimi
Stele ar rasari, tu ai veni
Suparat sunt, Doamne iar
Stau in carciuma sa-mi inec amarul
Beau si te astept pana la zi.

II:
Ploua incet, incet,
Ploua si-mi este dor de ochii tai caprui
Sa mor imi e dor.
Te astept sa te intorci din nou la mine
Chipul tau si de ochii tai mi-e dor
Poza ta din sertar o scot
Nu ma uit la ea, nu pot
Zau, imi e greu.

Refren(x2):..
Ploua incet, incet,
Ploua si-mi este dor de ochii tai caprui
Sa mor imï e dor

Se te ne vai la porta non la chiudere

Spero che domani passerai di qui

T’accompagno e ti guardo

Mi pare di perdere qualcosa di me

Davvero, mi è difficile

 

Ritornello

Forse se la pioggia si fermasse

E dal cielo non cadessero più lacrime

Le stelle sorgerebbero, tu verresti.

Triste sono, Dio, di nuovo

Sono nel bar per annegare l’amarezza

Bevo e t’attendo fino al girono

 

Piove piano, piano

Piove e ho nostalgia dei tuoi occhi

Potrei morire di nostalgia

Aspetto che ritorni da me

Del tuo viso, dei tuoi occhi ho nostalgia

La tua foto dal cassetto prendo

Non la guardo, non posso

Davvero, mi è difficile.

 

Ritornello

 

Piove piano, piano

Piove e ho nostalgia dei tuoi occhi

Potrei morire di nostalgia

(Traduzione Irina Turcanu)

 
 
 
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