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Lettere

Post n°123 pubblicato il 13 Luglio 2006 da rodabea

  Ci sono delle lettere che conservo gelosamente, che hanno profumo e spessore d'anima e che non sono mai arrivate a destinazione, mai sono state lette da chi doveva sentir vibrare tutti i miei pensieri.

In queste lettere ho dato sfogo a rabbia, amore, trasparenza, e abbandono totale con tutto cio' che provavo, e ci sono stati destini appesi a un filo per non aver aperto le viscere a una trasparenza totale fatta di un candore pari a quello dei bambini.

E' difficile in alcuni momenti dire con le parole quello che sente il cuore, e troppo spesso lo spessore di cio' che si prova viene annullato da piu' emozioni, rendendo il silenzio padrone di questi momenti.

Ma basteranno solo gli occhi a parlare?, basteranno solo i miei sguardi a far capire cosa c'e' dentro, e cosa provo? E' solo dalla grazia che sprigiona la mia luce che posso far capire cosa fa' bollire il mio sangue?

Ho bisogno di te, di amarti...

lo scrissi cosi' dolcemente che le parole correvano da sole a riempire quel foglio.

Lo scrissi cosi' limpidamente che persino le pulsazioni del cuore sembrano oltrepassare il mio corpo affinche' fosse il sangue stesso a colorare quella voglia di amare.

Alda Merini

I poeti lavorano di notte

"I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere iddio.
ma i poeti nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle."

 
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