..Amico mio inverno, sapessi ch voglia che ho di scriverti, di riuscire con mestosa semplicita' rivolgere il tuo sguardo alla primavera... ..quella mite e gentile che t'aspetta, che raccoglie il Tempio del tuo corpo e del Tuo cuore per offrire al Sorriso un canto piu' leggero, tratto proprio' dalla forza raccolta dal Tuo mistico isolamento che l'anima Tua ti ha imposto per crescere.. Ora... ora il buio sembra solcare ogni angolo di cuore, ne' luce filtra, ne' alito di gemme d'estate s'impregnano tra i toi rami, tra le tue attese e i tuoi sogni. Ora, Amico mio inverno curi la corteccia della mia anima, la rafforzi, cerch linfa e calore, ma solo la tua volonta' sa' gestire il tuo rifiorira primavera.
Ti ho visto sai.. ricercavi l'odore del giglio la carezza del canto dell'usignolo il sapore dei raggi del sole caldo d'estate e la malinconia agonizzava strisciava come un serpente senza mai darti tregua. ...ti ho visto piangere, urlare e voltare le spalle al domani lasciando che i sogni fossero solo vaghe illusioni scolpite sul ghiaccio mentre radici con scarpe da pagliaccio sapevano ancorare al cuore farfalle pronte a volare, pronte a fiorire come petali disposte a danzare per toglier di torno un'amaro sapore Amico mio inverno saranno state quelle scarpe da pagliaccio o quelle farfalle che nascondevi alle mie radici saranno state le mie lacrime pure sgorgate dall'anima o solo il canto dell'usignolo che han fatto fiorire la speranza creato i sogni dipinto un nuovo giorno di primavera.... ed eccoti qui Amico mio inverno a germogliare fatica con letue scarpe ribelli che della morte non conoscono l'odore.
Inviato da: redelconsumismo
il 27/12/2006 alle 18:34
Inviato da: kayfakayfa
il 07/12/2006 alle 05:18
Inviato da: balanoglossus
il 06/12/2006 alle 22:30
Inviato da: kayfakayfa
il 04/12/2006 alle 07:23
Inviato da: rodabea
il 02/12/2006 alle 10:09