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POVERO EGITTO! E POVERI NOI!

Post n°210 pubblicato il 04 Dicembre 2011 da diefrogdie
 

POVERO EGITTO! E POVERI NOI!

Stando ai primi risultati, da verificare, i Fratelli Musulmani hanno conquistato fra il 40 e il 50 per cento dei voti in Egitto. Al secondo posto i talebani salafiti.
I Fratelli Musulmani sono dei rivoluzionari antisemiti e antioccidentali in nome dell’utopia coranica, una visione attualizzata del ritorno al XII secolo salafita. Sono i leader egemoni dell’islam contemporaneo, dal Cairo a Gaza, da Londra al Sudan.
Paul Landau, in “Le Sabre et le Coran”, descrive Hassan al Banna, fondatore dei Fratelli Musulmani, come un personaggio paragonabile a Hitler.

Nella loro storia spicca Haj Amin al-Husseini, il Mufti di Gerusalemme che, alleato di Hitler, aiutò ad organizzare una divisione musulmana delle Waffen-SS e, dopo la guerra, quand’era ricercato per crimini di guerra riuscì a fuggire in Egitto grazie proprio all’aiuto di al Banna. Al Banna elaborò un doppio motto sull’importanza della morte come obiettivo del jihad: “L’arte della morte (fann al mawt) e “la morte è arte” (al mawt fann).

Vogliono costruire un nuovo Egitto ostile ai cristiani (al-dallin, “coloro che vagano nell’errore”), agli ebrei, agli atei, agli eterodossi, ai trasgressori della morale islamica e alle donne, da sottomettere in tutto e per tutto per ricostruire dalle fondamenta una società assolutamente conforme alla sharia, la legge di Allah, che deve essere imposta con ogni mezzo.

Nel maggio 1936, in Egitto, i Fratelli Musulmani invitarono, come i nazisti in Germania, a boicottare i prodotti e i negozi ebraici servendosi di volantini e sermoni carichi d’odio. Così cominciarono i pogrom.
Secondo uno dei testimoni del processo di Norimberga, il Muftì avrebbe personalmente incontrato Adolf Eichmann anche all’interno del campo di Auschwitz e "incitato la guardie a incrementare l’uso delle camere a gas".
Questa settimana al Cairo i Fratelli Musulmani sono tornati a promettere che "uccideremo tutti gli ebrei"
.




Ma il dato che fa più paura nelle elezioni in Egitto, oltre all'egemonia dei Fratelli Musulmani, è il secondo partito, che non è laico o modernista, ma salafita.
A maggio hanno pregato per Osama bin laden
e hanno chiesto il rilascio dello "sceicco cieco", Omar Abd ar-Rahman, che si trova in un carcere americano per il primo attentato al World Trade Center. Rahman è uno degli ispiratori dei salafiti egiziani e ha emesso una fatwa che autorizza i suoi seguaci a uccidere gli ebrei.
Dice che gli americani "discendono dalle scimmie e dai porci che si sono nutriti alla tavola dei sionisti, dei comunisti e dei colonialisti". Ha esortato i musulmani a dare l’assalto all’Occidente, "a paralizzare i trasporti dei paesi occidentali, gettarli nel caos, distruggere le loro economie, bruciare le loro aziende, annientare i loro interessi, affondare le loro navi, abbattere i loro aeroplani, ucciderli in mare, in aria e a terra".

La parola "salaf" rinvia ai venerati compagni del Profeta. Finora i salafiti non avevano mai preso parte attiva alla vita politica. I salafiti sono nemici dichiarati dei cristiani nella vita pubblica. Dicono che è “blasfemo” pensare che un non musulmano possa dare ordini a un islamico. Sono finanziati dall'Arabia Saudita e negano l'Olocausto.
Hanno un programma semplice: rendere pia, sottomessa e anonima la società egiziana, bandendo l'uso degli alcolici, la mescolanza dei sessi, la nudità e i comportamenti non islamici dalla vita pubblica.

Gran parte dei quadri fondatori del salafismo vengono dai Fratelli Musulmani, da cui si staccarono negli anni Settanta. Dicono che ogni deviazione dal Corano è “bidaa”, innovazione, eresia.
I salafiti si rifanno al saudita Mohammed ibn Abd al-Wahhab, un revivalista del XVII secolo convinto che i musulmani avessero tralignato dalla vera religione quale s’era manifestata durante l’età dell’oro del Profeta. Wahhab rifiutava le preghiere intercessorie rivolte ai santi e le espressioni di venerazione per i morti; chiedeva che i musulmani smettessero di rifilare le loro barbe.
Mise al bando le festività, incluso il compleanno del Profeta, e i suoi seguaci distrussero un gran numero di luoghi santi, da lui considerati degli idoli.
Attaccò le arti in quanto frivole e pericolose.
Sentiremo parlare a lungo di quest'apocalisse religiosa. E' stata scelta da un quarto degli egiziani.

da: Giulio Meottihttp://www.ilfoglio.it/zakor

 
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