Prigione dei Sogni

Cercare adagio, umilmente, costantemente di esprimere, di tornare a spremere dalla terra bruta o da ciò ch'essa genera, dai suoni, dalle forme e dai colori, che sono le porte della prigione della nostra anima, un'immagine di bellezza che siamo giunti a comprendere: questa è l'arte. James Joyce

 

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« BrindiamoMessaggio #158 »

Solo un errore...( Parte prima)

Post n°157 pubblicato il 05 Gennaio 2008 da Notram
 

Il Figlio

La prima volta che le bombe caddero sulla città io e mio fratello corremmo vicino alla finestra a vedere.
Restammo tutto il tempo con il naso appiccicato al vetro, per poter guardare meglio quello che per noi era una specie di capodanno, con le luci che illuminavano il cielo notturno e la possibilità di stare alzati fino a tardi.
Era un po’ come quando si passa il tempo ad osservare il temporale nel calduccio della propria casa. Ci si mette lì e si contano i secondi trascorsi tra il lampo ed il tuono cercando di indovinare l’attimo giusto.
In quei momenti siamo tutti coraggiosi, quando il boato arriva con un certo ritardo, in lontananza. Ma c’è che poi, quando invece il tuono esplode all’improvviso, vicinissimo alla finestra tanto da far rimbombare i vetri, si salta giù dalla sedia e si scappa sotto le coperte.
La prima volta che ci attaccarono noi eravamo eccitati, tanto eccitati da non accorgerci degli occhi dei nostri genitori.
Quegli occhi da quel giorno in poi ci divennero familiari, imparammo a vederli segnare il viso della mamma e del babbo ogni volta che uscivano di casa.
A noi invece non fu più permesso di uscire, ci avevano detto che la scuola era chiusa e che dovevamo restare a casa.
All’inizio fummo contentissimi: potevamo giocare tutto il giorno ed alzarci tardi. Ma dopo un po’ iniziammo ad annoiarci: ci mancavano i nostri amici ed era più bello giocare fuori che dentro casa. La mamma poi,era intrattabile, e ci dava delle sgridate incredibili per le più piccole cose, anche se dopo che uno di noi, mortificato, scoppiava a piangere, cambiava espressione e ci abbracciava e dicendoci che ci voleva bene e che noi eravamo la sua vita.
Alla fine, dopo una decina di giorni, ci portarono nei rifugi e almeno lì c’erano altri bambini. Ma allora eravamo troppo spaventati per giocare, ormai avevamo capito che la guerra non è come quella che facevamo con i soldatini.
La notte non si riusciva a dormire, a volte c’erano i bombardamenti, a volte avevamo solo paura.
La mamma riusciva ancora a sorridere, anche dopo che le bombe caddero sulla città. Invece nostro padre da quel giorno non sorrise più. A volte era gentile, ci dava anche delle pacche sulle spalle e ci diceva che stavamo crescendo bene. Però non sorrideva più.
Papà faceva il dottore a quei tempi, ora non ci riesce più. Dice che ha visto delle cose brutte e non ha più il coraggio di curare la gente.
A volte stava fuori per più di una giornata intera e quando tornava non riusciva ad addormentarsi. I momenti in cui lui era qui con noi erano gli unici momenti in cui la mamma ci perdeva di vista per andare ad abbracciarlo. Poi cercava di raccontargli la nostra giornata, ma non è che ci fosse poi molto da dire, visto che stavamo tutto il giorno chiusi dentro.
Ogni due o tre giorni lei usciva fuori e andava a comprare qualcosa da mangiare lasciandoci ad un’anziana signora grassoccia e con la faccia triste. La mamma ci disse che lei aveva perso il marito durante il primo bombardamento.
Quando andava via il mio fratellino piccolo mi prendeva la mano e la stringeva forte forte finché non la vedeva tornare, per cui inconsciamente associo quel dolore alla mano con l’immagine di lei che torna con una busta di frutta. A volte ci portava un sasso o una cosa da niente che aveva trovato per terra e ci raccontava una storia tanto assurda su quegli oggetti che sembrava quasi ci avesse portato un tesoro inestimabile e io e mio fratello finivamo per litigarceli.
Ma un giorno la mamma non tornò…
Era uscita per andare a comprare qualcosa da mangiare, perché mio fratello non la smetteva di piangere a causa della fame e pure io, me lo ricordo bene, glielo chiesi di portarci qualcosa, che non ce la facevo più.
Forse avremmo dovuto aspettare mio padre, lui sicuramente ci avrebbe portato del cibo quella sera. In fin dei conti bastava attendere qualche ora in più, ma in quel momento non ci pensai.
Ricordo solo alcune persone che si precipitarono dentro il rifugio tutte sporche di sangue e ferite.
“Banovina, Banovina, Banovina!”, continuava a ripetere un ragazzo e io lo sapevo che quello era il nome del mercato dove era andata mia madre, ma avevo troppa paura per chiedergli cosa fosse successo.
Presi mio fratello e lo portai lontano, in un angolino, ed insieme aspettammo la mamma per ore ed ore. Mi stringeva la mano talmente forte da farmi quasi piangere oppure ero io che avevo voglia di piangere, non ricordo..
Quella sera quando nostro padre tornò io ebbi paura di lui. Aveva un viso talmente scavato da sembrare quasi un mostro. Ci disse che un  bombardamento aveva distrutto il mercato, facendo un certo numero di vittime, tra cui nostra madre.
Io non volevo credergli. Insomma, lei era qui solo poche ore prima. Solo un giorno fa mi aveva schiaffeggiato perché mi aveva sorpreso fuori dal rifugio e solo la sera prima ci eravamo messi tutti vicini per sentire meno freddo.
Diedi del bugiardo a mio padre quel giorno, ma la mamma non tornò davvero.
In seguito, quando la guerra fu finita ci spiegarono che il nostro presidente si era macchiato di colpe gravissime e che l’esercito che aveva bombardato la città per tutti quei giorni era un esercito di liberazione.
Ci dissero di gioire, perché finalmente avevamo la possibilità di vivere in un paese democratico.
E quando alcuni chiesero di quella mattina, quando alle 11.25, dopo quaranta giorni di bombardamenti, i loro aerei avevano devastato un quartiere dove c’era un mercato sapete cosa dissero i liberatori?
Dissero che si erano sbagliati, che dovevano colpire un altro bersaglio ma le loro mappe erano vecchie.
Ci dissero che era stato solo un errore…

                                                              ( continua...)

           


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Commenti al Post:
shatzy.shall
shatzy.shall il 05/01/08 alle 16:09 via WEB
bellissimo racconto, semplice ma coinvolgente...sembra il tuo vissuto...un bacione
 
 
Notram
Notram il 05/01/08 alle 16:13 via WEB
Questi erano gli occhi del figlio, ma la storia non finisce qui...Ciao:)
 
tuttiscrittori
tuttiscrittori il 05/01/08 alle 23:16 via WEB
toccante davvero... ma aspetto il seguito (sbrigatii!!!!) elliy :)
 
 
Notram
Notram il 06/01/08 alle 00:20 via WEB
Spero davvero che sia toccante, perchè l'argomento trattato mi ha molto colpito. Penso di postare il seguito entro un paio di giorni e...non si tratterà proprio di un seguito! Buon fine settimana:)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 06/01/08 alle 19:54 via WEB
Così fomenti il mio odio verso l'America che già è immenso... poveri bambini! Vin
 
 
Notram
Notram il 06/01/08 alle 20:25 via WEB
Questo racconto si ispira ad un fatto veramente accaduto durante la guerra in Serbia. Quell'attacco fu fatto dalla NATO, non solo dall'America...Ciao
 
Twisted_truth
Twisted_truth il 06/01/08 alle 22:09 via WEB
GRAZIE AMICO , CI DAI SEMPRE DELLE BELLE LEZIONI.NON TI PREOCCUPARE SONO VIVO E , DOPO AVER LETTO IL TUO POST,MI RITENGO ANCOR PIU'FORTUNATO. CIAO :)
 
my_moleskine
my_moleskine il 08/01/08 alle 11:02 via WEB
apppero..arrivo e trovo già tutto sto papiro..fo così aspetto l'opera completa me lo stampo e me lo leggo :D buongiorno piccirillo ;)
 
robbielight
robbielight il 08/01/08 alle 23:27 via WEB
Chissà, se poi una mano sulla coscienza se la sono passati. Coinvolgente racconto...Un abbraccio
 
autoretesti
autoretesti il 09/01/08 alle 22:17 via WEB
...indubbiamente talentuoso scrittore, a presto per il seguito...buona serata
 
robbielight
robbielight il 14/01/08 alle 21:42 via WEB
Buon inizio settimana, un abbraccio Lu'
 
dodgeram69
dodgeram69 il 22/01/08 alle 12:14 via WEB
toccante straziante buona giornata Notram
 
inattesadi
inattesadi il 10/02/08 alle 19:57 via WEB
aspetto il seguito!!triste ma molto bello!
 
patah
patah il 17/02/08 alle 19:56 via WEB
Per caso. Forse.
 
robbielight
robbielight il 18/02/08 alle 23:42 via WEB
Di nuovo silenzio...
Un abbraccio che troverai al tuo rientro" dolce angelo"
 
sanja77
sanja77 il 19/02/08 alle 18:03 via WEB
spero non si tratta di bombardamenti che hanno subito i serbi perchè non si meritano un racconto cosi dopo tutto cio che hanno fatto.Avresti dovuto ricordarti gente a Sarajevo morta dalle bombe serbe mentre era in fila per il pane,o di Srebrenica dove hanno ucciso tra 8000 e 10000 persone(uomini,donne e bambini),Poi vedi anche cosa hanno fatto all mia citta Vukovar http://www.youtube.com/watch?v=NLk1IuPI5xM poi magari capirai la mia mancanza di compassione nell confronto dei serbi!
 
dvd742002
dvd742002 il 04/03/08 alle 21:05 via WEB
forse che tutte le guerre sono un errore?
 
robbielight
robbielight il 21/03/08 alle 11:03 via WEB
Sei sparito di nuovo "dolce Angelo", spero che tu ti faccia vivo almeno per gli auguri...Una Pasqua serena ti arrivi, un mega abbraccio Lu'
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 23/03/08 alle 11:02 via WEB
Auguri per una serena e felice Pasqua...
Kemper Boyd
 
robbielight
robbielight il 10/04/08 alle 11:05 via WEB
Chissà...se ogni tanto apri queste pagine...Un abbraccio dolce angelo.
 
dvd742002
dvd742002 il 24/05/08 alle 02:02 via WEB
chissa se penserai di tornare a scrivere la seconda parte...?
 
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