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Creato da: pcl_sestrilevante il 14/01/2007
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI- SEZIONE DI SESTRI LEVANTE :sede in via AURELIA 146 LOC.TRIGOSOTEL.3490544071 NICOLA -PCL CHIAVARI -tel.3200895143 -3881623803 Massimo- PCL LAVAGNA Roberto TEL.3409672384

 

 
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Post N° 62

Post n°62 pubblicato il 14 Gennaio 2008 da pcl_sestrilevante
Foto di pcl_sestrilevante

COSA VOGLIAMO
MANIFESTO APPELLO DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
LA REGRESSIONE STORICA CHE ATTRAVERSA IL MONDO



L’annuncio trionfale di una nuova era di pace e di progresso, che i
circoli liberali d’occidente avevano sbandierato dopo il crollo del
Muro di Berlino (1989) è stato smentito dai 20 anni successivi.



La restaurazione capitalistica promossa dalle vecchie burocrazie
staliniste in Russia e nell’Est Europeo; ed in particolare il processo
restaurativo in Cina hanno certo assicurato al capitalismo
internazionale un tonificante economico insperato. Ma le contraddizioni
mondiali si estendono, contro tutte le promesse di un “nuovo ordine
internazionale”. E la stessa “globalizzazione” capitalista non si è
affatto tradotta in un miglioramento della condizione dell’umanità. Al
contrario.

Le condizioni sociali e di vita della maggioranza della
popolazione mondiale conoscono un arretramento progressivo a tutte le
latitudini del globo: sotto la spinta di una nuova e più ampia
competizione internazionale che proprio il crollo dell’URSS ha liberato
e che l’emergere della Cina sul mercato mondiale alimenta ogni giorno.

Avanza ovunque un attacco radicale ai salari, alla stabilità del
posto di lavoro, ai diritti sindacali, alle conquiste sociali delle
generazioni precedenti.

Tornano le guerre imperialiste e le corse coloniali per il
controllo di zone d’influenza, materie prime, manodopera a basso costo,
col loro carico di devastazioni e di orrori.

Si affacciano enormi flussi migratori, quali fughe di massa dalla
fame e dalla morte, pretesto di nuove campagne razziste e xenofobe.

Si aggrava la catastrofe ambientale e gli squilibri ecologici su scala planetaria.



Il capitalismo ha dunque celebrato la sua “vittoria” nel momento
stesso in cui non ha più nulla di progressivo da offrire alle giovani
generazioni. Peraltro tutte le domande e rivendicazioni di progresso –
sociali, nazionali, ambientali, di genere - che salgono dalle classi
subalterne, cozzano come non mai con le regole del gioco del
capitalismo mondiale e i loro riflessi nei diversi paesi e continenti.

Tanto più nell’attuale epoca storica, ogni illusione di riforma
socialmente progressiva del capitalismo e dell’imperialismo è priva di
qualsiasi fondamento materiale. Non c’è un solo governo borghese oggi
al mondo che promuova riforme sociali progressive di una qualche
rilevanza. Ovunque i governi borghesi – siano essi di centrodestra, di
centrosinistra, di socialdemocrazia – gestiscono le medesime politiche
di austerità sociale e di “sacrifici” per le grandi masse. Le sinistre
che entrano in questi governi o che li appoggiano – quando anche si
definiscono abusivamente “comuniste” – si fanno complici di quelle
politiche contro i lavoratori, i giovani, i popoli oppressi: dal
Brasile, all’India, dal Sudafrica all’Italia.



La verità è che non c’è via d’uscita “progressiva” per l’umanità dentro il regime capitalista.

Solo una prospettiva socialista e rivoluzionaria su scala
internazionale può liberare il mondo dalla regressione storica che
l’attraversa.





L’ATTUALITA’ DELL’ALTERNATIVA SOCIALISTA



Le potenzialità di progresso sociale contenute negli sviluppi della
tecnica e della scienza, si convertono, entro il quadro capitalistico,
in nuovi fattori di oppressione e disuguaglianza.



L’incremento della produttività del lavoro incorporato alla tecnica
consentirebbe una riduzione progressiva dell’orario di lavoro e una
distribuzione tra tutti del lavoro che c’è: e invece si combina con un
aumento del tempo di lavoro giornaliero e di vita (età pensionabile),
della disoccupazione, dello sfruttamento.



Grandi risorse del sapere scientifico e della ricerca potrebbero
essere impiegate nella salvaguardia dell’ambiente e nella lotta contro
il cancro e l’AIDS: e invece sono investite nella spesa per armamenti,
che ammonta globalmente a un milione di miliardi e costituisce il
principale campo d’applicazione dell’elettronica e dell’informatica.



Le potenzialità della produzione alimentare consentirebbero di
sfamare la popolazione mondiale per un totale di 12 volte la sua
attuale entità: e invece aumenta massicciamente la fame nel mondo
secondo gli stessi dati ufficiali dell’ONU, sullo sfondo della
desertificazione di intere parti della terra.



La crisi finanziaria dei mutui americani chiarisce una volta di più
la natura antisociale del capitalismo: con i pescecani della grande
finanza che speculano sull’indebitamento delle famiglie truffando
milioni di risparmiatori; e le banche centrali (FED e BCE) che spendono
enormi ricchezze, destinabili a ben altri scopi, a sostegno dei
banchieri speculatori, per evitare che crolli il loro castello di
truffe.



Proprio nell’attuale epoca storica si manifesta dunque al massimo
grado tutta l’irrazionalità dell’attuale ordine del mondo. Tutta la
moderna barbarie di un’economia fondata sul profitto che concentra
nelle mani di 750 multinazionali, dei loro giochi di borsa, delle loro
contese, le leve della ricchezza e delle sue destinazioni d’uso. E che
affida a un pugno di grandi potenze, in concorrenza tra loro, a partire
dagli USA, il controllo del pianeta.



Solo l’esproprio della borghesia e il rovesciamento del suo potere
politico; solo riconducendo le leve dell’economia e della scienza sotto
il controllo pubblico del mondo del lavoro e della maggioranza della
società, è possibile riorganizzare su basi razionali la società del
mondo: restituendo alla specie umana il potere di decidere del proprio
futuro.





IL SOCIALISMO NON E’ “FALLITO”. E’ STATO TRADITO.



La prospettiva socialista non è “fallita”. E’ stata tradita dalla
socialdemocrazia e dallo stalinismo, nel nome di interessi e ragioni
materiali del tutto estranei all’emancipazione del lavoro.

La socialdemocrazia internazionale, a partire dal suo sostegno
alla prima guerra mondiale, ha utilizzato la bandiera del “socialismo”
solo per subordinare i lavoratori ai propri appetiti ministeriali e
istituzionali a braccetto con la propria borghesia e il proprio
imperialismo. Ed oggi conosce una diffusa evoluzione liberale
(blairismo).

Lo stalinismo, a partire dagli anni 30, ha usato la bandiera della
Rivoluzione d’Ottobre e del comunismo come pura retorica d’apparato: al
servizio degli interessi di una burocrazia parassitaria che prima ha
distrutto e decapitato il partito bolscevico e gli strumenti
dell’autorganizzazione democratica delle masse; poi ha subordinato a sé
l’intero movimento comunista internazionale indirizzandolo
progressivamente verso la collaborazione con la borghesia e la
coesistenza con l’imperialismo; infine ha realizzato e gestito la
restaurazione del capitalismo per sopravvivere al proprio crollo e
salvaguardare – mutandone il segno - i propri privilegi.

La figura di Cernomirdyn in Russia, prima alto burocrate del PCUS
e oggi grande capitalista russo riassume in sé l’intera parabola della
burocrazia staliniana.

In Cina la mutazione capitalistica della burocrazia dominante conosce un processo analogo.



Certo, la natura e il crollo dello stalinismo, in particolare, sono
stati cinicamente utilizzati dalla borghesia internazionale e dalla
stessa socialdemocrazia come “prova” del fallimento del socialismo, e
quindi dell’eternità del capitalismo. Una campagna di intossicazione
ideologica che ha inciso profondamente sull’immaginario collettivo di
grandi masse nel mondo.

Ma al tempo stesso e paradossalmente proprio il crollo dello
stalinismo internazionale – se nell’immediato ha favorito
l’imperialismo – ha liberato su scala storica la possibilità di
rilanciare nella sua autenticità la prospettiva socialista
internazionale, e di restituirla ai suoi principi originari e al suo
programma di liberazione.

Non un programma di potere della “burocrazia”, con le sue ville, i
suoi negozi speciali, i suoi superstipendi. Ma un programma di potere
dei lavoratori per i lavoratori, basato sulla loro autorganizzazione
democratica di massa, senza privilegi per i rappresentanti eletti,
sulla base di un'economia pianificata, finalmente liberata dal dominio
del profitto.

Su queste basi nacque il comunismo di Marx, di Lenin, di Trotsky e
della rivoluzione d’Ottobre. Il socialismo nel XXI secolo può rinascere
solo recuperando e riattualizzando quei fondamenti.

 
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