Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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ProspettiveE' dannatamente difficile capire cosa possa differenziarci, specialmente considerando che le origini sono le stesse. Ogni volta che incrocio uno di voi, rimango stupito dall'indifferenza con la quale il vostro sguardo attraversa il mio corpo e si schianta oltre: preferite vedere un muro imbrattato, la targa dell'auto che per poco non vi investiva, che faccia ha la "testa di cazzo" che vi inavvertitamente urtato mentre camminavate sul marciapiede... Rimango colpito da come riuscite a vedere solo quello che volete: le vetrine luccicanti dei negozi alla moda senza degnare della minima considerazione il barbone poco più in la', il bel culo della ragazza in minigonna che attraversa di fretta la stazione ignorando quell'anziana signora piena di pacchi che deve salire la rampa di scale tutta sola, il fatto che fuori dal locale che frequentate ci sia quel tipo di colore OVVIAMENTE DROGATO che si sta facendo una sigaretta con tabacco e cartine dimenticando della cocaina che tirate ogni fine settimana che il buon Dio fa arrivare su questa stanca terra... Adoro seguirvi mentre, impeccabili e perfetti nel vostro completo gessato, vi recate verso il vostro ufficio che ovviamente si trova in uno di quei moderni edifici esternamente fatti di vetro: palazzi a specchio per gente vanitosa, amante dell'ostentazione, del voyeurismo fatto da quella scrivania che domina la parte "bella" della citta' e che attira l'invidia dei vostri simili. Ormai pochi si salvano: siete come vampiri che si riproducono e creano propri cloni attraverso la semplice osmosi: si condivide un ambiente per un breve periodo e si creano altri nuovi, splendidi, "vuoti pieni" di se'. E la cosa buffa è che più sono accanto a voi e più non mi considerate. Ogni giorno che passa vi dimenticate sempre di più dell'esistenza della mia specie, dell'amore incondizionato che sappiamo provare, del fatto che siamo sempre con voi, nostri fratelli minori. Possibile che non vi accorgiate della nostra presenza quando siete al lavoro, state studiando, fate l'amore? E quando siete pieni di dolore e convinti che nessuno lo condivida? O quando siete felici per un farfalla che si è posata sul fiore appena sbocciato in giardino per salutare la primavera, oppure inebriati dall'odore di ozono prima del temporale...oppure, oppure, oppure... Non posso accettarlo...uomini. Voi potrete aver smesso di credere in noi angeli, ma anch'io faccio sempre più fatica a credere in voi... Sara' per questo che giorno dopo giorno sono sempre più invisibile? Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18