Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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E' Nata Una StellaL'autostrada è un immenso, lentissimo serpentone. Un aspide che talvolta si blocca e rimane immobile per minuti e minuti senza che io ci possa far niente. Quasi mi aspetto che mi morda da un momento all'altro, se non altro metterebbe fine alla mia agonia, ma non sara' così. C'è da andare a Bologna e tornare, una cosa "veloce", senza neppure il tempo per fare un salto al solito Roxy Bar a rileggere le vecchie scritte di quando frequentavo quella tipa della quale mi sfugge il nome...Ahhh...Lei, Vasco e il treno che mi portava sino lì formavano tutto il mio mondo. Tempi passati. I Red Hot ce la mettono tutta per tenermi compagnia. Cantano "Scar Tissue" con una passione ancora maggiore del solito, ma possono ben poco. La mente è spenta, o per meglio dire, bloccata dai tanti pensieri che la mandano in crash. Piccole goccioline di pioggia leggera bagnano il vetro che a intervalli regolari, da quanto sono esaurito mi sono messo a contare quei sette secondi, vengono spazzati dai tergicristalli induriti e resi inefficaci dalle ripetute gelate notturne. Nel frattempo la passeggera della Porsche in colonna accanto alla mia auto mi lancia un'occhiata schifata, ma cosa avro' che non va, mentre io per tutta risposta le faccio capire a gesti che effettivamente tra me e il tipo accanto a lei c'è una differenza di simpatia di almeno centomila euro...che testa di cazzo che sono. Pero' smette di guardarmi e mi sento più tranquillo. Apro il finestrino di quel tanto che basta per far uscire il fumo della philip morris appena accesa e scivolo lento verso il baratro. E' come se stessi sprofondando dentro l'asfalto, mentre nessuno tra le migliaia di presenti mi considera minimamente. Tutti troppo presi dai cellulari, dai navigatori satellitari, dallo stereo che fa il caffè, dal rompimento di coglioni della suocera in auto per accorgersi che mi sto sentendo male...che sto per morire. Ma anche stavolta non è giunta la mia ora. Sono quasi alla famosa "Chiesa sull'autostrada" in corrispondenza di Firenze Nord ed il mio sguardo scivola sulla destra, mentre la sigaretta quasi mi cade di bocca per la purezza dell'emozione che sto per provare. Fuori da una casa, visibile a tutti coloro che percorrono la A1 in direzione nord c'è una scritta fatta con tante lucette: "MELANIA E' NATA". Tre parole che provocano un'esplosione nucleare dentro al mio piccolo mondo e mi scuotono. Grazie Amico, sei stato veramente un grande. E sarai un ottimo padre, ne sono certo. Ben arrivata Melania. E buona fortuna. Specialmente a te. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18