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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Dolce Dannazione

Post n°107 pubblicato il 26 Gennaio 2007 da Solo_Vita
 

Vorrei essere la vela che, nel mezzo del mare, si gonfia di vento e porta uomini e carico a destinazione. Ma soprattutto vorrei che fossi tu quella forza che spinge il mio piccolo mondo sospeso sopra acque profonde mille metri sino al porto sicuro, tra le braccia degli amici, a respirare l'odore acre dei cespugli del nostro giardino, verso le labbra tanto desiderate.

Mi piacerebbe essere un poeta, per ispirarmi a te in ogni mia singola, meditata, parola. Vorrei avere sempre presente dentro di me la musica della tua voce, per tentare invano di ricostruirla attraverso le mie rime. Perchè sei troppo grande per stare dentro delle mortali parole, ne sono ben consapevole.

Sarebbe splendido per me essere un fuoco. Di quelli estivi, improvvisi, voraci. Non puoi immaginare cosa darei per farti capire in concreto quale sia la mia passione per te. Ti mostrerei come aggredisco il sottobosco, il tronco degli alberi secolari, gli aghi dei pini, le foglie secche, i funghi. Rimarresti impressionata dalla mia totale assenza di pieta' quando vengo invaso dal tuo unico, dominante, pensiero assoluto. Ti porterei a cento chilometri dalle fiamme, per mostrarti il fumo che si staglia verso il cielo, per farti capire che tutti in quel raggio sono a conoscenza di quello che sei per me, della tua importanza, del timore che è in grado di incutere quello che sento.

Essere il più bravo percussionista del mondo è un'altra delle cose che vorrei. Sì, perchè solo con una folle sequenza di colpi sulle pelli riuscirei a farti capire quanto possa correre il mio cuore quando passi dal mio cielo semplicemente con un pensiero. Assorderei le citta' e poi mi trasformerei di colpo nel più bell'arabo purosangue mai nato, per mostrarti come le mie sensazioni sanno correre al galoppo per arrivare alla tua corte, indegne dame di compagnia della Regina dei miei sensi.

E dopo tanti vorrei, c'è una cosa che non desidererei affatto.

Vorrei non essere la Morte, per non vergognarmi e sentirmi in colpa ogni volta che ti vorrei accanto a me in questo freddo, grigio ed eterno oblio.

Perchè nessuno lo immagina, ma anch'io posso amare. E provare dolore.

Soffrendo ogni istante che passa per la consapevolezza di averti sempre più vicina.

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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