Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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GrazieE' stato strano sentirti parlare col dialetto della mia terra, della nostra terra. Ma effettivamente te lo potevi permettere una volta tanto di parlare il "nostro" toscano, senza dover per forza avere l'inflessione fiorentina. Quando hai menzionato il tuo paese nativo, i luoghi dove sono nati i tuoi genitori, mi sono reso conto di quanti passi abbiamo percorso sulle stesse strade. E' stato buffo quando hai menzionato tutti i nostri illustri concittadini che hanno dato qualcosa di importante a questo mondo sgangherato, mentre ripensavo che nel tuo film vincitore agli oscar c'era ancora una volta la nostra cittadina di mezzo. E poi dopo il preludio mi hai servito il piatto forte della serata. - Ragazzi, questa è roba attuale. Dante non ha vissuto diecimila anni fa ma molto, molto di meno. Bastano dieci vite di dieci persone di settant'anni per raggiungerlo, ma vi rendete conto?- Tu che non lo fai certo per quella manciata di euro derivante dai biglietti, prendendola dapprima alla larga, poi in maniera sempre più diretta, sei arrivato al cuore di quell'Opera che ha affascinato il mondo, scendendo all'Inferno e scegliendo il canto da me più amato. E' il quinto, è il turno dei lussuriosi. Quelli che si sono consumati "di carne", ma anche quelli che sono bruciati di amore purissimo, indomabile. Sono di scena Paolo e Francesca, con il loro amore che scotta, coi baci dal sorriso sulle labbra, quando anche una donna puo' attrarre a sè l'uomo che desidera per baciarlo senza che nessuno abbia il coraggio di ridire, senza scandalo alcuno. Quattromila persone appese alle tue labbra, neppure fossimo i tuoi amanti, come se nessuno sapesse il triste epilogo della storia, la sofferenza, le lacrime di un uomo che mentre la sua donna racconta l'amore in vita, non smette mai di piangere. Ci hai fatto angosciare mentre immaginavamo l'antinferno, gli ignavi, il lamento senza sosta dei lussuriosi che d'improvviso si blocca per lasciar parlare l'anima di Francesca. Nel buio del palazzetto, illuminato dal solo occhio di bue che ti seguiva fedele, hai fatto risplendere quel sentimento puro, proibito eppure così condiviso da tutti, mettendolo in contrapposizione con tutte le porcate che ci assalgono ogni giorno. Perchè di bello hai che nell'amore ci credi e quando ne parli è impossibile negarne l'esistenza...anche per chi spesso è scettico come me. La rilettura tutta d'un fiato dell'intero canto a fine serata è stata intensa come un pugno nello stomaco. Tanto forte da farmi uscire qualche lacrima, ma per questa volta ti perdono, ripensando ai minuti di standing ovation che ti abbiamo dedicato con gioia mentre cercavi di andartene.... E allora sai cosa ti dico? Grazie Roberto, sei stato meraviglioso. E se avessi avuto un prof come te, la Divina me la sarei imparata tutta a memoria. Garantito. Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18