Angelo Ribelle
La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...
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SalvezzaI piedi sono incerti, manca un appoggio stabile e mentre cerco di compiere qualche passo vengono sempre più inghiottiti da una densa melma di indifferenza che sembra ricoprire tutta la superficie di questo non luogo. L'aria ha un marcato aroma di zolfo, forse sono vicino all'inferno, e quando penetra nei polmoni sembra fatta di milioni di piccoli spilli che trafiggono i miei alveoli all'affannosa ricerca di una boccata di ossigeno puro. Troppo tempo è passato da quando l'odore dei prati, ingentilito dall'aroma dei primi fiori di primavera, inebriava ogni mio atomo, mentre i miei occhi si perdevano nel tuo sguardo forte come l'oceano ma sicuro e intimo come l'insenatura che permette di svernare senza rischi, mentre i marinai ritemprano anima e corpo. Passo giornate intere senza uscire dalla mia prigione. I muscoli sembrano ormai fatti di marmo, completamente inutilizzabili, l'equilibrio sfugge, mentre odori, colori, sapori sono diventati indistinguibili. Non c'è più differenza tra giorno e notte, veglia e sonno. In ogni caso mi ritrovo avvolto da un buio così denso e opprimente che lo puoi sentire. Perchè lui ti sente, ti tocca, non perde mai il contatto col tuo essere, col tuo corpo. Ed è in questa fase fetale, di immobile attesa nella speranza di una rinascita preceduta da una morte il più veloce ed indolore possibile, che mi inietto dosi di anestetico per cercare di resistere. E' un farmaco che ha più controindicazioni che benefici, una sorta di metadone somministrato ad oltranza, al gusto dei tuo baci, alla luce dei tuoi sorrisi, al suono della tua voce. E' l'unica cosa che riesce a darmi l'illusione di un benessere momentaneo ma sono ben consapevole che si tratta di un mio artificio, di una sostanza che io stesso sintetizzo. Ricordo ancora quando negli ultimi tempi ero diventato uno di quei puntini che affollano le citta' la mattina, mentre curvi su loro stessi cercano di ripararsi dal freddo, insomma quando anch'io ero diventato uno dei tanti "signor nessuno" che tirano avanti la baracca. Del resto non ricordo altro. Ma mentre attendo di morire per rinascere, vorrei cercare di salvare anche uno solo di voi.. Solo uno. Buona fortuna. |
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lanciallotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.



Inviato da: cjeannine0000
il 24/07/2014 alle 19:20
Inviato da: viaggio80
il 20/05/2013 alle 16:40
Inviato da: viaggio80
il 07/05/2013 alle 12:26
Inviato da: soleinvernale0
il 17/12/2012 alle 16:31
Inviato da: KimLaStrega
il 04/05/2011 alle 16:18