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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Istanti

Post n°116 pubblicato il 15 Marzo 2007 da Solo_Vita
 

immagineNon ti conosco, ignoro totalmente il tuo nome, la tua eta' il tuo lavoro.

Ma non importa.

Non so se hai una vita interessante, un lavoro ben pagato, un ragazzo che ti ama o magari un marito che ti adora.

Ma non importa.

Non posso neppure immaginare se ti hanno mai portato una rosa nel mezzo della notte, se hai mai pianto di felicita' mentre facevi l'amore o se hai trattenuto per un istante il respiro quando lui, prima di baciarti al mare, ti ha appoggiato delicatamente sulla sabbia. Perche' la sabbia, di notte, lascia correre per istante un brivido sulla pelle, un brivido che non ha niente a che vedere con nessun altro, un'emozione variegata come i granelli, così compatti ma sempre diversi tra loro, come gli sguardi, i cuori, gli amori.

Ma non importa.

Io non so nulla di te, ma mentre ti guardo non pretendo che accada lo stesso.

E' sempre così.

Abbatto le mie difese, mi tolgo l'espressione vuota che mi protegge dalla routine dei giorni di lavoro e cerco di farti capire che quello che hai vissuto sin'ora non conta molto per me.

E' sempre così.

Perchè è del tuo futuro che vorrei far parte, ma tu non capisci, non puoi capire.

E' sempre così.

Non so chi sei, che gusto ha il tuo cocktail e che sigaretta stai fumando, mentre siamo a trenta centimetri l'uno dall'altra, fuori da questo dannato locale pieno di vite, di storie, di unioni e di fili separati.

L'ultimo tiro di bionda e poi sparirai nuovamente, per tornare nella colorata  e spersonalizzante bolgia dalla quale sei arrivata.

L'ultimo sorso del mio Negroni, l'ultima rabbiosa tirata alla mia philip morris e poi saro' pronto per fare ritorno al mio mondo di certezze.

Non so chi sei donna, ma forse per un istante ti avrei saputo amare.

Anzi, è successo veramente.

Forse.

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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