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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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La Rivolta Degli Invisibili

Post n°117 pubblicato il 18 Marzo 2007 da Solo_Vita
 

immagineTanti anni di onorato servizio e neppure un grazie.

Si, perchè penso che dovreste ringraziarci. Sapete, se il mondo, il VOSTRO mondo perfetto va così è in gran parte merito nostro.

Beh, siamo noi quelli che affollano le file dei locali, ghiacciati d'inverno e sudati come bestie in estate, mentre voi arrivate e senza neppure indugiare entrate  tra i sorrisi preconfezionati di buttafuori e receptionist.

Siamo sempre noi, quelli che fanno massa, che riempiono all'inverosimile quegli stanzoni pieni di musica, che ci affanniamo e che diciamo pure "grazie" quando dopo quaranta minuti siamo riusciti a prendere da bere un pessimo cocktail al bar.
Ma voi lo sapete che le cose ci vanno così, perchè potete osservarci un po' scazzati mentre sorseggiate Veuve nel vostro bel tavolino che domina la pista, mentre palpate avidi il culo della vostra bellona di turno.

Noi, quelli che prima di uscire si fanno la loro bella doccia, si specchiano anche una volta in piu' del solito e cercano di essere  piu' accattivanti possibili per non sfigurare al cospetto di quelli fighi, bravi, belli...di quelli che gestiscono il gioco insomma. Ma è un tentativo inutile: non saranno certo un po' di bagnoschiuma e tre spruzzate di Acqua di Gio' a nobilitarci rispetto a voi. Illusi.

Perchè siamo noi quelli che fanno passare le ragazze nella fila, che siano di nostro gusto oppure no poco importa visto che siamo convinti di essere cavalieri anche nel duemilasette, e che poi non ricevono altro se non un'occhiata astiosa della primadonna del gruppetto che ci etichetta immancabilmente come sfigati.

Siamo noi quelli che vi gettano uno sguardo mentre sono appoggiati alla colonna di fronte al bar, sperando che vi accorgiate di quanto siamo diversi rispetto a coloro che vi vedono come carne da macello: tette, culi e feritoie dove cercare scampoli di un piacere veloce. Speranza vana.

Sapete, col passare del tempo, abbiamo imparato ad apprezzare persino quando vi divertite a giocare con noi, forse perchè capite che avremmo effettivamente qualcosa di diverso da offrirvi, salvo poi scappare col classico mascellone lampadato dall'auto sportiva. Sì, perche' siamo noi quelli che quando vi ascoltano riescono a credere che voi siete diverse, che per voi la bellezza è soggettiva, i soldi non contano e che non c'è differenza tra una panda ed una bmw.

Siamo noi quelli che dopo conversazioni interessanti si trovano di fronte a spiegazioni paradossali per farci capire che è meglio se non rimaniamo in contatto. Siamo quelli dei numeri falsi e del "mi sto frequentando con una persona da pochissimo", oppure del "sei dolcissimo ma non potrebbe funzionare". Che figata.

E poi siamo quelli che talvolta riescono a stupirvi sino in fondo, nel bene e nel male, nel noto e nell'ignoto: siamo quelli che vi baciano a fior di labbra dopo avervi riaccompagnate ed aperto la portiera dell'auto e siamo quelli che vi infilano la mano nel perizoma non appena dimostrate segno di cedimento, siamo quelli che vi dedicano un pensiero gentile in mezzo ad una massa di anime danzanti e psicoalterate e siamo quelli che dopo avervi ballato accanto per tutta la sera senza che ci abbiate cagato ci facciamo una sega pensandovi.

Sì, perchè noi siamo questo e anche molto altro.

Siamo un mondo, un'arma, un potenziale, un qualcosa che puo' essere indirizzato indistintamente verso il bene e verso il male.

Siamo quelli che tirano avanti la baracca, che vi permettono di sfruttarci e comprarvi i macchinoni, oppure quelli che coi nostri due di picche vi facciamo sentire ancora più fighe di quanto credevate.

Siamo noi quelli che quando vi troviamo a scopare con un altro, pensiamo che è colpa nostra, che abbiamo certamente sbagliato qualcosa e che siete da perdonare. E poi siamo quelli che annegano i dispiaceri nell'alcool e nelle parole affidate ad un amico, salvo poi voler vomitare l'anima per esorcizzare ed espiare le nostre mancanze.

Siamo noi, generazione di invisibili che rimpie lo spazio, ora non potete piu' dire che non esistiamo.

E allora portateci rispetto e state in guardia.

La bolla potrebbe scoppiare da un momento all'altro.

Sentirete che botto poi.

Caffèlatte e Prozac per tutti i membri del club, domattina si ricomincia.

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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