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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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La Somma Delle Sensazioni

Post n°120 pubblicato il 07 Aprile 2007 da Solo_Vita
 

immaginePensieri confusi affollano la mente, annegano la ragione, sconvolgono l'esistenza.

Come rivoli d'acqua stremati dall'estate, si trasformano di colpo in pericolosi torrenti, alimentati dalle abbondanti piogge a base di viaggi mentali pericolosi e malati.

Fantasie morbose guidano un eros distorto ed irreale, mentre passi incostanti e sigarette fumate di fretta accompagnano occhiate avide e impazienti di scopare con la sola forza del desiderio.

Bugie come metadone propedeutico ad un'esistenza da tossico, sorrisi di plastica pronti per essere serviti a chi non si aspetta nulla di diverso, persone "tutteuguali" la cui unica colpa è quella di incrociarmi in un momento della vita nel quale non riesco a vedere colori diversi dal nero.

Gia', il nero. Molti lo idenficano come il vuoto assoluto, il niente, il male.

In realta' pero' le cose non stanno così.

E' la somma di tutti i colori, è quello più avido, più ingordo, più schifosamente portato ad annullare l'esistenza altrui.

E' quello più assetato di sensazioni, di vita, di amore, di mare, cielo, stelle, di giallo, di verde, di rosso, dei toni del blu, di quelli dell'arcobaleno tutto.

Ed è in questa folle corsa, a causa di questa fame bulimica, che poi si ritrova con un sola informe palla di sensazioni usate e gettate, ingerite ma non assaporate e ormai prive di ogni possibilita' di recupero. 

E piu' vado avanti in questa passeggiata sospeso mille piedi sopra un mare di follia, piu' mi sento così irrimediabilmente innamorato delle sensazioni, compromesso, vizioso e...

NERO.

Sventurate quelle anime che mi incroceranno sul loro cammino.

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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