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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Sole Nero

Post n°128 pubblicato il 05 Giugno 2007 da Solo_Vita
 

Un ragazzo ha da un tempo indefinibile spedito un messaggino alla donna che gli sta facendo battere forte il cuore. L'ha conosciuta da poco, ma lo ha colpito dentro e adesso spera che il suo piccolo gioco di seduzione vada in porto.
Attimo dopo attimo il ragazzo brucia dentro, consumato tra il desiderio fortissimo e l'intensa paura di non ottenere la risposta che tanto desidera.
E intanto il telefono tace...e continuera' a farlo.

Un giovane uomo è seduto nella sua auto. Ha la testa tra le mani, con la fronte appoggiata sulla corona del volante.
Fa caldo dentro quell'auto, l'aria è umida e le lacrime che scendono dolorose non aiutano certo i polmoni a trovare l'ossigeno necessario.
Si accende una sigaretta, da' una profonda boccata, tanto profonda da avvertire quasi dolore, e poi osserva nuovamente quella porta ormai chiusa, inespugnabile frontiera col regno della Principessa che non sara' mai sua.
Se ne è andata qualche minuto fa, dopo aver detto che non poteva dargli cio' che lui desiderava e che una persona "eccezionale come lui"  meritava certamente qualcosa di meglio...

Un'Anima inquieta gusta la notte su una solitaria panchina di un bar di provincia.
Il profumo delle rose in fiore si spande nell'aria, mentre auto spavalde sfrecciano a rotta di collo sfidando l'asfalto della statale deserta non molto distante.
Ripensa agli occhi che sono diventati il motore del suo mondo, alle mani che vorrebbe non lo abbandonassero mai e al profumo di quella pelle che vorrebbe baciare millimetro dopo millimetro.
Riflette da ore il ragazzo, nonostante il Montalcino che ha nelle vene, ma non riesce a venire a capo del suo problema.
Nella mente c'è certamente Lei, così profonda, così bella, così speciale. Ci sono i suoi modi di fare, di dire, di pensare, che ormai ha fissato nella mente e sa richiamare in ogni istante dell'esistenza, dal mattino alla notte fonda, dallo stato di lucidita' a quello di totale ubriachezza dei sensi.
C'è il desiderio che nutre, così profondo, assoluto, distruttore di tutto il resto che, miseramente, passa in milionesimo piano. E poi c'è quel punto interrogativo, sul suo amore così infinito, incondizionato, lucente e...non corrisposto.
L'anima continua a pensare, non si da' pace e la su domanda non si spegne:

Dove va a finire l'amore delle storie che muoiono prima della nascita?

 Cazzo, l'energia andra' da qualche parte, non potete fargli credere che quei feti vengano così inghiottiti dallo stesso oblio dal quale provengono, non potete illuderlo che quanto di bello vive in lui non riesca a manifestare all'universo la sua esistenza...

Stamattina mi sono alzato prima del sorgere del sole e, nonostante l'aria pungente, ho deciso di uscire in giardino.

Dopo non molto la palla di fuoco ha fatto capolino da dietro l'Appennino, mentre gradualmente l'aria si tingeva di un meraviglioso tono di blu.
Il cielo era terso, limpido, immacolato e trasmetteva un senso di pace e di energia assoluta.
Gradualmente, i piccoli fiori che ricoprivano il prato hanno cominciato a schiudersi, mentre il cinguettìo degli uccelli diventava attimo dopo attimo piu' intenso e vitale. Una melodia meravigliosa.

Per un istante, mi sono sentito "il tutto, una parte e niente".

Sapete, è stato bellissimo.

E una volta tanto, ho capito dove va a finire tutta l'energia degli amori che non riescono a rompere la crosta di ghiaccio. Era tutta lì, davanti a me.

"Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma".

Devo ricordarmi di dirlo a quel ragazzo, la prossima volta che saro' lui.

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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