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Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Il Non Essere

Post n°129 pubblicato il 11 Giugno 2007 da Solo_Vita
 

Ci sono parole che non dovrebbero essere dette e pensieri che non dovrebbero esistere.

Ci sono dei luoghi nei quali non dovremmo essere e sguardi che non dovrebbero avere quella profondita'.

Ci sono baci che non dovremmo azzardare, pensa tu sono proprio quelle volte nelle quali le labbra combaciano alla perfezione, e carezze che meriterebbero di essere bandite. Anche se la pelle era ambrata, liscia, profumata.

Ci sono viaggi, chiamate, lettere, che la razionalita' non riesce certo a spiegare.

E poi ci sono presenze che non dovrebbero esistere, fantasmi, fate, orchi, angeli o demoni.

Ti si mettono accanto in un'uggiosa giornata di giugno, quando quel dannato orologio attaccato alla parete sembra abbia le lancette fuse al quadrante per quanto è incapace di scorrere.

Giornate nelle quali il caldo è ancora una piacevole novita' e riesci quasi a passar sopra alla pioggia volubile che ha bagnato l'asfalto solo per qualche istante facendo rivivere nell'aria pesante l'odore di bitume.
Gli altri esseri umani ti sfilano in parata davanti agli occhi e tu non riesci neppure a considerarli. Perche' è paradossale, ma l'unico essere che conta per te è il "non essere".

Ha i lineamenti gentili di una donna, la voce profonda di un pittore solitario, le mani affusolate di un pianista e la ferma decisione di un cecchino. Scrive di amore, canta di guerra, parla con gli occhi e legge la mente.
Ognuno vede e vive la sua Entita' sulla base del bagaglio di rimpianti che si porta dietro. Si nutre di proiezioni e si basa sugli attimi nei quali tutto ancora era possibile. Istanti dal delicato sapore di mandorla amara come solo il cianuro potrebbe avere.

Perche' la grande occasione quella volta, ce la siamo lasciati sfuggire...

E ora non ci resta che tormentarci con dolci incubi ad occhi spalancati, ballando a perdifiato sino a perdere la ragione, confondendo realta' ed immaginazione.

IoNonDormoPiu'.

Voglio vedere l'orizzonte capovolto.

Buona fortuna.

 
 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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