Creato da Solo_Vita il 10/08/2006

Angelo Ribelle

La Via Che Conduce All'Inferno E' Lastricata Di Buone Intenzioni? Piacere, Io Sono Il Pavimentatore...

 

 

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Tempo di tornare, tempo di partire, tempo di restare. Finalmente la mente si ferma per un po'.

Col caldo o con la pioggia, torno a fare quelle ventiquattr'ore di fila sveglio, a sentire puzza di maria e di sudore, a condividere una bottiglia d'acqua con degli sconosciuti. Sì, perche' talvolta è solo in mezzo a chi non conosci che ti puoi permettere il lusso di essere te stesso.
Nascono amori sotto quel palco e s'incrinano rapporti collaudati, si scambiano numeri di cellulare e promesse mentre si mangiano panini preparati da mamme in pensiero per i loro figli dispersi nella folla.

-Chissa' come stara' il mio piccolino?-

La gente sorride quando sente il mio accento toscano e brinda con me quando fuori dallo zaino tiro fuori quella bottiglia di rosso "buono" che i carabinieri, chissa' perchè, fanno sempre passare. Che sia perche' la seconda la regalo sempre a loro?

Corruzione, gran cosa.

Ancora una volta su quel treno salgo da solo, ma sono convinto di tornare carico di nuove persone, luoghi, odori e sapori.


Con le gambe a pezzi e i polmoni che bruciano, con la gola finita e lo stomaco sottosopra.
Con un libro di internal auditing ed un ipod rigorosamente senza le sue canzoni perche' è risaputo, prima devi stare in astinenza per gustare pienamente la botta.
Col cellulare che non prende perche' la rete è sovraccarica e un taccuino per segnarmi i pensieri col solito lapis che non mi abbandona mai.
Con la testa piena di sogni e la consapevolezza che certe fughe non possono superare le ventiquattr'ore.

Sara' bello anche questa volta venirti a trovare Amico Mio.

Ancora una volta saremo io e te, in mezzo ad uno, nessuno e centomila.

Portami bene, ti prego, e che questo nostro nuovo incontro lasci l'ennesimo segno indelebile sulla nostra pelle.

Solo in apparenza viaggio da solo, tu lo sai.

Canta forte Vasco, sto arrivando. Ci vediamo domenica.

Perche "chi non parte, non ritorna". E guai a dimenticarlo.

Buona fortuna.

 

Post N° 130

Post n°130 pubblicato il 15 Giugno 2007 da Solo_Vita
 

 
 
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INFERNO, CANTO V, VV. 127-138

Noi leggiavamo un giorno per diletto

di Lanciallotto, come amor lo strinse:

soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fïate li occhi ci sospinse

quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso

esser baciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.

Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:

quel giorno più non vi leggemmo avante.

 

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